Il "dottore volante" mette tutti in riga alla Coppa Italia Velocità 2020 del Mugello

Enrico Mariani di Cattolica ha concluso al sesto posto nel Rookie Challenge, occupa un’ottima posizione nella classifica assoluta della formula ed è salito anche sul gradino più alto del podio nella speciale graduatoria degli Over 50

Il week end della Coppa Italia Velocità 2020 che si è corsa al Mugello ha incoronato anche un suo ideale “eroe”. Parliamo di Enrico Mariani, 61 anni, odontoiatra di Cattolica, che ha concluso al sesto posto nel Rookie Challenge, occupa un’ottima posizione nella classifica assoluta della formula ed è salito anche sul gradino più alto del podio nella speciale graduatoria degli Over 50. Già, salire sul gradino più alto del podio, un’operazione semplice, che al massimo può essere resa più scomoda da tuta di pelle e stivali ma che per Enrico, il “dottore volante”, è già di per sé una piccola impresa. Perchè Mariani, che è partito con il sesto tempo e che per l’intero week end ha girato in 2’04”, risultando più veloce anche di piloti che lo hanno sopravanzato all’arrivo, gareggia con una protesi che sostituisce la gamba destra dal ginocchio in giù. Accompagnato dalla moglie Federica, che era in moto con lui quando, nel 2003, furono travolti da un auto nell’incidente che ha avuto come conseguenza 15 giorni in rianimazione e l’amputazione dell’arto, sostenuto dalla famiglia (le date di nascita delle figlie Simona e Sofia formano il 229, suo numero di gara) e da uno stuolo di amici e sostenitori, Enrico è la passione fatta in carne, ossa (e snodi), sorrisi e lacrime.

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Nel 2014 è tornato in pista grazie al progetto Diversamente Disabili, è stato convinto da Demetrio  Fortugno, dello staff del Motolampeggio, a schierarsi negli Amatori, e ora gareggia al di sopra dell’età – portata magnificamente –, del dolore e dell’handicap. Ha parole di riconoscenza e affetto per Aldo Drudi, “persona umanamente splendida”, che cura la sua grafica personalizzata; per il Team Arsenico di Monghidoro (FE), che lo supporta e mette in pista la sua R1, nelle persone di Omar Scalambra e Alessio Toffanin; e per i due artefici della sua protesi, concepita appositamente per le competizioni in moto dall’ l’imprenditore Marco Ferretti, di Cattolica come lui, con interessi nella moda ma animato dalla sua stessa indomabile passione, e realizzata dal Centro Ortopedico Umbro. Enrico è un uomo di grande sensibilità e intelligenza, sembra un fiume di parole ma ogni sua frase ha un preciso significato; quindi quando, asciugandosi qualche lacrima di emozione che non riesce a frenare e che alterna con espressioni divertenti e auto-ironiche, dice “qui si vive, scendere in pista ogni volta è come rinascere, per reagire bisogna porsi degli obiettivi” non è possibile non pensare e non ascoltarlo con ammirazione.

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