Tra Ande e Jungla Amazzonica: il maratoneta cattolichino Fabio Pasini correrà la Jungle Ultra

Un periplo per il pianeta che partirà dalla vetta delle Ande e dai falsipiani amazzonici domenica prossima, passerà poi per il deserto della Namibia, l'inferno di ghiaccio della Groenlandia e il tetto del mondo tibetano

Fabio Pasini, 'faro' del fitness e del pugilato cattolichino con il suo Universum Klub, dopo aver espulso le scorie della Lapland Extreme Challenghe conclusa a febbraio, si butta ancora una volta nell'estremo, iniziando il percorso, lungo, duro, accidentato, taglia gambe e non solo che lo porterà a diventare il primo italiano a percorrere le quattro ultramaratone più dure del mondo. Un periplo per il pianeta che partirà dalla vetta delle Ande e dai falsipiani amazzonici domenica prossima, passerà poi per il deserto della Namibia, l'inferno di ghiaccio della Groenlandia e il tetto del mondo tibetano.

Beyond The Ultimate, oltre il definitivo, è il circuito inglese che organizza questa impresa. “Nothing tougher”, nulla di più duro, è lo slogan. E in effetti la Jungle Ultra, delle quattro maratone la più 'abbordabile', è già di per sé qualcosa di tremendo. E per Fabio inizierà, domenica. 230 chilometri in completa autosufficienza alimentare, con partenza da Cuzco, 6 giorni per completare l'impresa: continui saliscendi in piena giungla amazzonica alternata a piste di montagna, con continui guadi di più di 70 corsi d'acqua e trappole naturali ovunque. Picco a 3.956 metri d'altezza, temperatura giornaliera che si aggira sui 38° e punte d'umidità al 100%.

Per prepararsi all'impresa, Fabio ha fatto tesoro dell'esperienza della Rovaniemi Extreme, conclusasi prematuramente per un incidente di percorso, e ha intensificato il carico di lavoro, provando anche situazioni estreme come il training in condizioni d'altura con basse concentrazioni di ossigeno. Un lavoro che pagherà certamente in gara. Gara che, anche questa volta, verrà seguita dalle telecamere di Sky, ormai fisse sul 'caso' Pasini: un cameraman riprenderà l'ultra maratoneta 24 ore su 24 per preparare un nuovo special televisivo da mandare in onda su Deejay TV, come già successo per la Lapland Extreme.

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Fabio è alla vigilia della prima di quattro tappe per fare letteralmente la storia delle ultramaratone italiane: il giro del mondo sui quattro percorsi più estremi mai concepiti. Un'impresa degna della 'follia' di Pasini, partito ieri alla volta del Perù. Anche questa volta la maratona dell'iron man è legata a doppio filo con l'amministrazione comunale di Cattolica, in un progetto di beneficenza che contraddistingue da sempre le avventure ai confini del mondo dell'iron man. “Non voglio fare le cose facili – scherza Pasini –... infatti parto con una ferita al tallone del piede destro che potrebbe causarmi non pochi problemi, soprattutto se si aprirà: con tutti i corsi d'acqua da guadare, il rischio che si infetti è altro. Per ora è chiusa, e io correrò con la scarpa tagliata, onde evitare che lo sfregamento la riapra. Non sarà comunque facile”. “Col pensiero sono già alla prossima gara, in realtà – spiega Fabio –: la Jungle Ultra non è semplice, sicuramente, ma penso di essermi preparato bene. Qui c'è da fare un record e intendo portarlo a casa, a Cattolica. Sarà avvincente, ma anche molto interessante. Nei tratti di giungla, si passa anche in mezzo a villaggi indigeni, che ancora hanno pochi contatti con la civiltà... sarà come 'scoprire' un nuovo mondo”.

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