Gran Michael Ruben Rinaldi, top five a Misano: "Siamo sulla strada giusta"

"Abbiamo una buona base di assetto e anche le sospensioni funzionano alla grande grazie al supporto che ci dà Showa portando sempre nuovi aggiornamenti"

Michael Ruben Rinaldi si conferma ad alti livelli conquistando la top 5 in Gara 2 dopo il settimo posto nella Superpole Race; Michele Pirro, in pista come wild card, ha concluso ottavo sia la gara sprint sia gara 2. E’ questo il risultato del Barni Racing Team nella domenica al Misano World Circuit Marco Simoncelli, dove si è corso il settimo appuntamento del campionato Superbike. Con questi piazzamenti Rinaldi conquista 14 punti in campionato, dove ora è undicesimo a quota 77.

Rinaldi ha provato a mettere nel mirino Alex Lowes e Leon Haslam per tentare di giocarsi il podio, ma pur riuscendo a ridurre il distacco fino a soli 6 decimi non è mai riuscito a provare un vero attacco. "Sull’asciutto sapevamo di essere a posto e, nonostante una pista molto scivolosa, sono riuscito a spingere - afferma Rinaldi -. Quando ho visto che riuscivo a guadagnare terreno su Lowes e Haslam ho forzato un po’ di più, ma quando ho capito che il rischio di scivolare era troppo alto ho cercato di non superare il limite. Questa gara è la dimostrazione che, dopo metà stagione di lavoro, il nostro pacchetto funziona bene. Abbiamo una buona base di assetto e anche le sospensioni funzionano alla grande grazie al supporto che ci dà Showa portando sempre nuovi aggiornamenti. C’è ancora tanto lavoro da fare su questa moto, ma siamo sulla strada giusta".

Pirro è riuscito a esprimersi meglio rispetto al sabato e al venerdì, ma questo non è stato sufficiente per restare attaccato al compagno di squadra. Con una condotta di gara regolare, sul passo dell’1’37 alto il pilota di San Giovanni Rotondo è rimasto in ottava posizione da metà gara fin sotto la bandiera a scacchi. "Purtroppo il week end è stato condizionato dalle cadute di venerdì che mi hanno tolto fiducia - afferma Pirro -. Abbiamo collezionato 2 ottavi posti, ma soprattutto ho cercato di non fare errori e portare a casa il miglior risultato per il team. Quando non conosci bene il mezzo, anche se vuoi far bene è meglio evitare di correre rischi. Ci tengo a ringraziare il team e Marco (Barnabò, ndr) perchè mi hanno messo nelle condizioni di fare una gara di mondiale".

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