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Race Across America Marathon, l'impresa di Mario Fraternali: completato oltre metà del tragitto

Fraternali, accompagnato dal suo team di 10 fedelissimi amici della Gs Valconca, si è presentato al via ad Oceanside in California con la maglia dai colori biancazzurri del suo paese d'origine, Morciano di Romagna e con quelli dell'Italia

E’ entrata nel vivo la sfida di Mario Fraternali il ciclista morcianese di 61 anni che sta partecipando alla Race Across America Marathon, la maratona ciclistica più lunga al mondo che consiste nell’attraversare dall’Oceano Pacifico all’Oceano Atlantico gli Stati Uniti d’America, per un totale dio 5.000 chilometri. Fraternali, accompagnato dal suo team di 10 fedelissimi amici della Gs Valconca, si è presentato al via ad Oceanside in California con la maglia dai colori biancazzurri del suo paese d’origine, Morciano di Romagna e con quelli dell’Italia.

Del resto è l’unico italiano iscritto alla gara no stop a cronometro, quindi sente fortemente anche questa responsabilità, che diventa poi ulteriore motivazione per concludere l’impresa che prevede come tempo massimo il 23 giugno. Lunedì scorso c’è stato l’atteso ‘giro di boa’ il superamento dei 2.500 chilometri, utile a rinfrancare l’animo e a scaldare le gambe, tanto che mercoledì ha superato i 3.300 chilometri percorsi.

Ora dal traguardo ne mancano meno di 1700 visto che pedalata dopo pedalata, ripetute per circa 20 ore al giorno, Mario sta ‘rosicchiando’ la distanza rimasta con caparbietà e determinazione. Questi, in particolare gli ultimi 1.000 chilometri, saranno quelli più difficili, quelli in cui in tanti nelle edizioni passate, circa un terzo di loro, sono andati in crisi decidendo di mollare tutto.

“Si dice che la vera Raam inizi dal secondo giorno di Kansas – afferma Mauro Farabegoli, preparatore sportivo di Mario Fraternali alla sua VIII Raam - è come una resa dei conti, quando si esce indenni dalla California e Arizona, dopo la rinfrescatina dei monti del Colorado ci si rende conto se si è in grado di proseguire per la seconda parte di gara. Mario sta andando bene, non mi aspettavo un approccio così positivo. Siamo molto felici perché lo vediamo carico e francamente credo che abbia indovinato la sua corsa. Questa è una gara con se stessi, per chi crede nelle proprie possibilità. Il Rammer è una persone che sente il bisogno di fare la Raam, non esiste fisico predisposto a fare questa gara, ma deve esistere una testa predisposta ad affrontarla e viverla.”

“È dura, ma non mollo – ha dichiarato Fraternali – mi vergognerei tornare in Italia senza averla completata”. In queste ore sta per lasciare il Kansas, dopo aver superato temporali impetuosi con grandinate e folate di vento, caldi soffocanti e rigide temperature oltre i 2.000 metri di altezza. Si è temprato e ha superato al meglio le difficoltà, cullato dagli ‘angeli custodi’ del team che lo seguono passo-passo, irrorandolo col nebulizzatore, raffreddandolo con cubetti di ghiaccio e fornendogli tutto il materiale per coprirsi o per mangiare anche durante la gara.

Da casa intanto si moltiplicano i messaggi di sostegno e tifo da parte di tantissimi amici, sostenitori o semplici appassionati di ciclismo che hanno appreso delle sue gesta attraverso i social network (Facebook, Instagram, Twitter e Youtube) dove continuamente in tempo reale sono caricati aggiornamenti e foto. Anche dal suo paese, Morciano, si incita il corridore anche attraverso i pannelli di cartellonistica digitale che informano sull’andamento del tour e invitano a sostenere il concittadino.

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