Moto3, a Phillip Island pioggia e cadute condizionano il Gp d'Australia

Dopo 16 giri entusiasmanti, i commissari hanno dovuto esporre la bandiera rossa a causa di un improvviso acquazzone

Una gara ricca di emozioni sulla pista di Phillip Island anche se, per i piloti riminesi d Moto3, è stata condizionata dalle cadute e da un improvviso acquazone che ha costretto i commissari a e sporre la bandiera rossa e, di conseguenza, sospendere la corsa dopo 16 giri anche se, a far fede come classifica finale, è stato il 15esimo. In terra australiana, lo spagnolo Joan Mir (Honda Leopard) vince Gran Premio e titolo mondiale di Moto3. Il GP di Australia ha, come sempre, messo in mostra un nutrito gruppo di testa con sorpassi e contro-sorpassi ad ogni curva ma, anche, di tante cadute: il primo è stato l’inglese John McPhee (British TT) nel corso del primo giro, imitato a breve distanza da Niccolò Antonelli (Red Bull KTM) e Fabio Di Giannantonio (Del Conca Gresini) nel corso dell’undicesima tornata, dopo un inizio incoraggiante. Stessa sorte anche per lo spagnolo Aron Canet (EG VDS) che rientrerà in pista con 5 giri di ritardo, il francese Jules Danilo (Honda Marinelli), Marco Bezzecchi (CIP Mahindra) e Patrik Pulikkinen (Peugeot). Il primo degli italiani, al momento della sospensione della gara, è stato Enea Bastianini (Estrella Galicia 0,0) col quinto posto mentre, per gli altri riminesi, abbiamo Tatsuki Suzuki (Sic58 Squadra Corse) nono, Nicolò Bulega (Sky Racing Team VR46) undicesimo e il suo compagno di Box Andrea Migno, 14esimo

"La gara è andata bene - ha spiegato Enea Bastianini anche se avremmo voluto avere un piazzamento migliore. All'inizio ho dovuto risalire il gruppo davanti con calma e non prendere molti rischi perché, a causa delle condizioni in pista, c'erano piloti molto aggressivi e che non avevano niente da perdere. Sapevamo che sarebbe potuta essere una corsa con un sacco di incidenti, quindi è stato importante mantenere la calma. Sono entrato nel gruppo per lottare fino al podio, ma sapevo anche che la pioggia poteva arrivare in qualsiasi momento, quindi era importante stare il più davanti possibile. Alla fine è arrivato l'acquazzone e, purtroppo, nell'ultimo giro valido non era tra i primi tre come avrei voluto. Lasciamo l'Australia felici, perché ho avuto un buon feeling con la moto".

"E' stata una buona gara, combattuta dall'inizio alla fine - è stata l'analisi di Nicolò Bulega. - Partivo in fondo al gruppo e l'11esimo posto è un bel risultato. Sono partito bene, nel primo giro ho recuperato subito tante posizioni, ma poi non sono riuscito ad imporre il mio ritmo. Ero nel gruppo con Suzuki e Dalla Porta e, nella lotta per recuperare spazio, abbiamo rotto il passo". "​Una gara non facile da gestire - ha aggiunto Migno.Partivo in fondo al gruppo e dopo pochi giri ho iniziato ad avere problemi con il cambio elettronico. Ho cercato di spingere al massimo per recuperare, ma non ero nelle condizioni ottimali. Il mio obiettivo rimane quello di sfruttare al massimo le ultime due gare".

"Mi dispiace molto - è l'amaro commento di Niccolò Antonelli - perchè, per tutto il week end, la squadra mi ha dato una moto preparata alla perfezione. Allo scatto del semaforo verde sono arrivato subito davanti ma, al secondo giro, è arrivata la caduta. Ci siamo tagliati la strada e non ho potuto fare niente per evitare il contatto. Ho commesso un errore che mi è costato una corsa dove, sicuramente, avrei potuto avere delle bele prestazioni. Adesso è tempo di guardare alla Malesia per ottenere un ottimo risultato".

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