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Il Rimini presenta i nuovi dirigenti, Bresciani: "Obiettivo Lega Pro, poi posso togliere il disturbo"

"Chi viene a Rimini deve vincere oppure ritornarsene a casa"

Giorgio Bresciani e Andrea Maniero, rispettivamente responsabile dell’area tecnica e direttore sportivo del Rimini, si presentano. Lo fanno risparmiando le ovvietà ed esplicitando il loro obiettivo, ovvero in salto di categoria con la squadra biancorossa, che domenica sarà impegnata sul campo della capolista Fiorenzuola. Il primo a parlare è Bresciani, ex calciatore di Torino, Bologna e Napoli tra le altre, che va subito al dunque: “La mia funzione è quella di riportare il Rimini in una categoria che non è sicuramente la serie D. L’assoluta idea non è quella di partecipare a un campionato fra le protagoniste, ma di essere la protagonista l’anno prossimo e quindi vincere il campionato. Chi viene a Rimini deve vincere oppure ritornarsene a casa, questa è la grande sfida che un dirigente deve avere quando viene in un club come questo”.

Si punta quindi al prossimo anno, ma le ultime partite possono ancora dire molto sia in termini di classifica che di conferme per la stagione che verrà: “Intanto, i giocatori e l’allenatore devono dimostrare una riconferma per l’anno prossimo. Queste sono partite delicate anche per loro, per una classifica che potrebbe, alla fine dell’anno, portarci in una categoria superiore. Guardiamo oggi, ma teniamo conto che esiste un domani che inizierà a luglio”.

“Io non vivo di stipendi di calcio – esclama Bresciani – perché a Rimini non prendo soldi. Faccio questa cosa perché mi piace, la mia vita da quando ho fatto il settore giovanile a Torino fino alla finale di Coppa Uefa è stata il calcio, ho le mie imprese che vanno bene e sono contento. Per me fare calcio significa sacrificio, apportare esperienza in un club dove può essercene bisogno, e ci stiamo facendo una squadra. Io sono venuto perché voglio portare il Rimini in Lega Pro, dopodiché posso anche togliere il disturbo”. 

La scorsa estate, il neo responsabile dell’area tecnica aveva ricevuto una proposta proveniente da due categorie superiori, rispedita al mittente: “L’anno scorso c’era stato un club di serie B che mi aveva chiesto di andare a fare il direttore generale e ho rifiutato. Quest’anno invece ho rifiutato due opportunità in Lega Pro”.

La palla passa al nuovo direttore sportivo Andrea Maniero, che comincia raccontando il suo modo di lavorare: “Sono arrivato qui da 2-3 giorni, ho parlato coi ragazzi prima della la Pro Livorno per 30 secondi perché la partita era troppo importante e non volevo che fossero concentrati su di me. Lavoro sul campo tutto il giorno, mi piace quello che faccio sin da piccolo. Ho vissuto due anni a Rimini, da avversario, ma quando giravo non c’è mai stato un tifoso che mi abbia detto qualcosa. Forse perché è sempre stata apprezzata la mia lealtà in campo, ero uno che le dava e le prendeva”.

Maniero è un professionista attento ai dettagli e all’ordine: “Guardo le cose molto buone che ci sono in questa società, e guardo i piccoli difetti che ognuno ha. Parlo di piccole cose, anche le ciabatte fuori posto dei giocatori è una cosa da migliorare, perché l’ordine nella vita ti porta a essere ordinato in campo e quindi a fare risultati. Per me fare il direttore sportivo non è fare una squadra, ma questa è solo una piccola parte”.

Non è stato ancora ‘blindato’ nessuno per la prossima stagione, rivela il neo ds: “Mancano undici partite, i giocatori devono avere voglia di rimanere qua”. “Il campionato è ancora aperto – spiega Maniero - non per il primo posto perché ci sono tre squadre davanti. Vogliamo giocarci i playoff, poi vincerli, perderli o pareggiarli non vuol dire essere ripescati o chiedere il ripescaggio”.

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