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Rinascita Basket Rimini costretta a saltare i playoff per Covid, il dispiacere dell'amministrazione

Il sindaco Gnassi e l'assessore Brasini: "Delusione e scoramento per un evento imprevedibile, improvviso. Ma resta la voglia e l’orgoglio di non arrendersi"

Dopo l'annuncio di Riviera Banca che si è trovata costretta a dover rinunciare ai playoff a causa di un focolaio di Covid scoppiato negli spogliatoi, arriva la solidarietà dell'amministrazione riminese con il sindac Andrea Gnassi e l'assessore allo Sport Gianluca Brasini che invitano i cestisti a non arrendersi. “Da una parte la delusione e lo scoramento per un evento imprevedibile, improvviso - spiegano Gnassi e Brasinikin una nota congiunta. - Dall’altra la voglia, l’orgoglio di non arrendersi, la voglia di reagire al colpo di coda, adesso che siamo sulla strada della ripartenza, del ‘maledetto’ Covid che ha messo in ginocchio il mondo nell’ultimo anno e mezzo. Questo è il sentimento verso la società di pallacanestro Rinascita Basket Rimini (RBR).  In questi anni è stata una vera e nuova storia di rinascita, non solo sportiva; anche quella 2021 si è rivelata una stagione vincente, interrotta ora nei playoff, a un passo dal possibile e tangibile traguardo. Le reazioni della società a un destino cinico e baro sono da sottolineare tre volte per essere prese d’esempio per tutto il mondo dello sport (e non solo). ‘La situazione ci impone di fare un passo indietro per tutelare la salute nostra e di chi ci sta intorno…dobbiamo prendere atto della situazione e adeguarci” ha dichiarato l’ad Paolo Carasso. Parole rare in un panorama dove la reazione più frequentata è il ricorso a giudici e tribunali, oppure la richiesta di deroghe o posticipi o risarcimenti, per fare valere prima di tutto e sopra tutto la propria indiscutibile ragione". 

"Credo che in questa reazione, composta e responsabile, stia un po’ la storia, il presente e il futuro di questa società ‘straordinaria e normale’ che è RBR - proseguono dall'amministrazione comunale. - È qualcosa in più di un progetto sportivo e agonistico: è la proiezione della passione di una comunità, che si intreccia alle dinamiche e alle relazioni di una città intera. Proprio oggi che finalmente a Rimini, e sottolinea a Rimini, un progetto sportivo sano, popolare con il suo ‘azionariato diffuso’, di passione e competenza, diventa realtà solida, il fulmine che non ti aspetti. Ma è la risposta che conta. C’è, nelle parole del gruppo dirigente, tanta tristezza ma anche quel ‘torneremo più forti’ che è sentimento d’orgoglio per quello che si è costruito. Per il basket, per lo sport e con la città. Sì, perché basta guardare a quello che non è solo comunicazione ma identità di un progetto, capitanato da Moreno Maresi, Paolo Carasso, Davide Turci, coach Massimo Bernardi e Paolo Maggioli. Con il basket ci sono i luoghi e gli scenari della Rimini identitaria e in cambiamento, a sottolineare lo sport come valore di comunità e di relazione che va oltre il risultato o il puro gesto atletico/agonistico. RBR ha saputo conquistarsi un posto privilegiato nel cuore di tanti riminesi, anche in quelli non per forza appassionati di sola pallacanestro, per la forza del suo messaggio, che è un messaggio di amore verso Rimini. E, credo, proprio in virtù di questo, e di una gestione sapiente della formazione e dei conti della componente prettamente sportiva, ha salito un gradino dopo l’altro, fino ad avere quest’anno a portata di mano la grande occasione del salto, come si dice, ‘nel basket che conta’. Frase fatta e sbagliata se riferita alla società riminese visto che, qui, a contare sono passione, entusiasmo amore per un progetto sportivo e di comunità che, nonostante questo vero e proprio colpo avverso della sorte, continuerà, non si fermerà, sarà ancora capace, tra pochi mesi, di portare migliaia di persone al palazzetto, per nuove vittorie. Questo, per Rimini, è quello che davvero conta”. 

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