Oltre il traguardo: il San Patrignano Running Team a New York

Una sfida entusiasmante ma complessa perché i ragazzi di San Patrignano, dopo un passato di droga ed emarginazione, si affacciano per la prima volta ad una competizione sportiva di tale livello

Di corsa verso New York. Per dimostrare che è possibile raggiungere qualsiasi traguardo e dire che dalla droga si può uscire. Non solo una sfida affascinante, ma soprattutto dal forte contenuto educativo. “Oltre il traguardo” raddoppia. Il San Patrignano Running Team bissa l’esperienza dello scorso anno ripetendo il progetto che l’ha già portato a New York. Giovedì mattina sono partiti gli otto ragazzi della comunità e i quattro accompagnatori che, grazie al sostegno di Cimberio, Carim e Italstudio, con Kappa come sponsor tecnico, domenica li porterà a partecipare alla maratona della Grande Mela. Con loro, per condividere questa esperienza unica, diversi maratoneti non professionisti legate alle aziende sponsor del progetto.

Una sfida entusiasmante ma complessa perché i ragazzi di San Patrignano, dopo un passato di droga ed emarginazione, si affacciano per la prima volta ad una competizione sportiva di tale livello. Sono circa una trentina quelli che fanno parte della squadra, ma solo parte di loro, dopo mesi di allenamento, saranno a New York. A curare la preparazione il dottor Gabriele Rosa e la sua Rosa Associati. «Il filo conduttore della mia vita, è da sempre la corsa - dice Gabriele Rosa - La corsa mi porta a vivere delle belle favole e l’esperienza con i ragazzi di San Patrignano ha regalato a me ed al mio gruppo grandi soddisfazioni. Il correre, il camminare, il ‘Movimento Utile’, come lo chiamo io, contribuisce in maniera straordinariamente efficacie al miglioramento della qualità della vita. Tutti beneficiano dell’attività fisica se praticata a livelli adeguati. E soprattutto ne beneficiano le categorie che noi definiamo ‘deboli’ a perché il Movimento Utile abbia funzione sociale e terapeutica».

«A San Patrignano la corsa è da sempre uno degli sport più praticati – spiega il dottor Antonio Boschini, responsabile terapeutico della comunità e del progetto – Tutti i ragazzi sono sottoposti a una visita medica per poter fare attività sportiva non agonistica, che sia corsa, calcio, basket o pallavolo. L’attività educativa e di recupero passa anche attraverso queste discipline. Sono uno strumento per trasmettere importanti valori di vita. Questo progetto in particolare ci permette anche di reperire fondi che serviranno per l’autosostentamento di San Patrignano, che continua ad offrire un aiuto gratuito a tutti coloro che lo richiedono».

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