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VIDEO | Minorenne scippatore seriale, numerosi i colpi messi a segno

Il ragazzino era stato arrestato dai carabinieri di Riccione al termine di un inseguimento dopo che aveva messo a segno una violenta rapina

 

Sono almeno 5 i colpi, tra tentati e messi a segno, che i carabinieri di Riccione hanno addebitato a un minorenne di buona famiglia ritenuto essere lo scippatore seriale che tra dicembre e marzo ha imperversato nella Perla Verde. Il ragazzino, ai primi di marzo, era già stato arrestato per uno scippo poi degenerato in rapina avvenuto in viale Diaz che si era concluso coi militari dell'Arma che avevano agguantato l'autore al termine di un inseguimento. In quella occasione la vittima, che aveva cercato di resistere all'aggressione del 16enne, era finita in ospedale per le lesioni riportate. Nel frattempo gli inquirenti dell'Arma hanno ricostruito altri colpi del minorenne partendo da un episodio definito "surreale" avvenuto lo scorso 13 febbraio quando il giovane, accompagnato dai genitori, si era presentato in caserma per riconsegnare un’importante somma di denaro che dal racconto fornito anche a mamma e papà aveva trovato per strada. L'ammontare, però, era l'esatta somma del bottino di due distinti episodi di scippo.

Un particolar e che ha fatto drizzare le antenne ai carabinieri che hanno analizzato gli elementi comuni degli strappi e, in particolare, il video delle telecamere di sorveglianza installate a bordo di un autobus di linea dove il malvivente aveva strappato lo zainetto a una passeggera per poi scappare a gambe levate. In quella occasione erano spariti 120 euro e, il giorno successivo, un altro scippo aveva permesso al malvivente di intascare altri 355 euro. La comparazione dei fotogrammi ha così incastrato il ragazzino e, in particolare, scarpe e giubbotto hanno tradito il minorenne trattandosi degli stessi capi di abbigliamento indossati durante i colpi.

Il lavoro dei carabinieri ha così permesso di collegare il 16enne a un tentato furto in abitazione avvenuto il 20 dicembre, allo scippo di un cellulare messo a segno il 27 dello stesso mese, allo scippo del 10 febbraio e al tentato strappo del 27 dello stesso mese e, in fine, alla rapina del 1 marzo. Tutti reati per i quali, interrogato dal Tribunale dei Minori, il ragazzino attualmente ristretto in una comunità si è avvalso della facoltà di non rispondere mentre sono in corso ulteriori indagini dei carabinieri per accertare la responsabilità del giovane in altri colpi.

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