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VIDEO | Guerriglia nel centro di Firenze, tra gli arrestati un riminese

Lanci di bottiglie, di cocci dei vasi che sono stati rotti nelle strade, anche di molotov, il romagnolo accusato di aver picchiato un poliziotto utilizzando un cartello con un’asta

 

Lanci di bottiglie, di cocci dei vasi che sono stati rotti nelle strade, anche di molotov. Era successo di tutto la sera del 30 ottobre a Firenze quando una manifestazione non autorizzata, convocata da un volantino anonimo che girava su Facebook, aveva richiamato decine di persone per protestare contro le norme del Dpcm del premier Conte. Attaccavano e si ricompattavano senza sosta per poi sfruttare il riparo dei vicoletti medievali in modo che polizia e carabinieri non potessero nuocere loro. Una strategia quasi da guerriglia urbana e tra gli episodi più cruenti il lancio di tre molotov in Via dell’Albero, fabbricate dopo aver portato via della benzina ad uno scooter, all’indirizzo degli agenti schierati che ebbero come conseguenza immediata quattro arresti e l’identificazione di una ventina di soggetti. 

La polizia fiorentina, sfruttando i filmati di quella sera, una guerriglia alimentata per almeno tre ore nelle piazze del centro storico, ha poi strutturato un gruppo investigativo composto da agenti digos oltre a elementi della squadra mobile e dei commissariati locali. Perché? Gli investigatori si sono subito resi conto come la protesta fiorentina, che seguiva manifestazioni avvenute in altre città, quali Napoli, Milano e Torino, fosse sostenuta da più componenti. Una più politicizzata, che fa riferimento agli ambienti anarco-antagonisti, l’altra più di strada tra le cui fila si enumerano soggetti già noti per reati di tipo comune. Due frange, fuse per dar battaglia. La conoscenza del territorio nei vari reparti della polizia fiorentina ha permesso così di ricondurre le responsabilità a 19 persone, tutti tra i 20 e 31 anni, gran parte delle quali orbitanti nell’area fiorentina e con lavori comuni nel settore del turismo, della ristorazione oppure studenti.

E tra questi giovani sono stati identificati i ’responsabili’ degli episodi più gravi. Le accuse, a vario titolo. sono di violenza, resistenza a pubblico ufficiale, minacce, danneggiamento di beni pubblici e privati, fabbricazione e lancio di ordigni incendiari. Sono una quarantina gli indagati complessivi, mentre per 19 sono stati emesse altrettante misure cautelari. Tra i sette finiti agli arresti domiciliari figura anche un 27enne originario di Rimini e residente a Riccione ripreso dalle telecamere mentre in via dei Cerretani avrebbe fronteggiato lo schieramento dei reparti inquadrati della Polizie e poi "utilizzando un cartello con un’asta per sferrare ripetuti colpi, con violenza, a un poliziotto", 

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