Dalla lasagna alla colomba: ecco il menù di Pasqua sulle nostre tavole

Al termine del periodi di magro della Quaresima, sulle tavole tornano anche i piatti più ricchi e appetitosi della tradizione emiliano romagnola

Sei famiglie su dieci dell’Emilia Romagna porteranno in tavola la colomba pasquale, che contende all’uovo di cioccolato lo scettro del dolce più consumato per le prossime festività pasquali. È quanto afferma Coldiretti Emilia Romagna sottolineando che "sulle tavole della nostra regione saranno consumate circa il 10 per cento dei 27 milioni di pezzi di colombe consumate in tutta Italia". In particolare, secondo Coldiretti regionale, cresce la passione per la colomba artigianale. Se alla colomba spetta il posto principale, non mancheranno però dolci delle tradizioni locali, a partire dalla Pagnotta pasquale di Sarsina sull’Appennino Cesenate, nell’alta Val di Savio, per continuare con la Ciambella, sempre della Romagna, e il Bensone, dolce pasquale modenese che sembra abbia preso il nome da “pane della benedizione”.

Al termine del periodi di magro della Quaresima, sulle tavole tornano anche i piatti più ricchi e appetitosi della tradizione emiliano romagnola. Tra i primi piatti trionfano le lasagne, con qualche alternativa di paste ripiene tipiche di alcune province dell’Emilia (come i cappelletti a Reggio e i tortellini a Bologna), con la prevalenza di un piatto in brodo in Romagna, spesso passatelli, ma anche la “tardura”, termine che in romagnolo significa “tritatura”, una pasta in brodo che ha ingredienti simili a quelli dei passatelli (uova sbattute, pangrattato, parmigiano) ma che viene realizzata mescolando gli ingredienti che poi vengono versati nel brodo di carne, ottenendo un minestra fatti di piccoli grumi. Il secondo piatto è costituito prevalentemente dall’agnello che nella tradizione regna soprattutto sulle tavole della Romagna, ma che più di recente ha fatto l’ingresso anche in Emilia dove però non manca il recupero di una tradizione più antica, legata a piatti di coniglio alla cacciatora e alla faraona arrosto.

Il coniglio alla cacciatora e in porchetta è una tipica pietanza pasquale nel riminese, in alternativa dall’agnello. Il tutto innaffiato con vino locali, dal Gutturnio al Lambrusco, dall’Ortrugo al Sangiovese, passando per l’Albana, il Pignoletto e la Malvasia. "Circa l’80% delle famiglie dell’Emilia Romagna – stima Coldiretti – consumerà il pranzo pasquale in casa, ma non mancheranno i turisti che vogliono celebrare la primavera in agriturismo, soprattutto, nel giorno di Pasquetta, dedicato tradizionalmente alle scampagnate. Secondo Coldiretti regionale, nel periodo pasquale nei 1.200 agriturismi della regione sono attesi circa 25 mila visitatori che coglieranno così l’occasione per riassaporare i piatti della tradizione locale legati alle feste di Pasqua".

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