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VIDEO | “Insulo de la rozoj”, il nuovo singolo degli Ear dedicato al visionario progetto del micro-stato

Cristiano Sapori, voce degli EAR e autore del brano e delle liriche: "il progetto dell'Ing. Giorgio Rosa, ideatore, progettatore e creatore dell'Isola delle Rose, mi ha sempre molto affascinato e coinvolto emotivamente"

 

E' stato pubblicato lo scorso 25 novembre "Insulo de la Rozoj", il quarto singolo della band romagnola EAR estratto dal nuovo disco "Exousia", uscito nel mese di marzo per la storica etichetta discografica indipendente PMS Studio e accompagnato da un cortometraggio. Il brano, così come l'intero album, è stato registrato presso il Jyl di Massalombarda (da Matteo De Biagi) e mixato e prodotto (in collaborazione con EAR) da Franco Naddei al Cosa Beat Studio (Villafranca di Forlì). "Insulo de la Rozoj" è il nome in esperanto dell'Isola delle Rose, visionario progetto di micro-stato indipendente che prese vita nel 1968 al largo delle coste romagnole, e sulla cui storia è in uscita ad inizio dicembre anche un film prodotto da Netflix, dal titolo "L'incredibile storia dell'Isola delle Rose". Il brano, dal punto di vista delle liriche, può offrire diversi piani di lettura e spunti interpretativi. Racconta Cristiano Sapori, voce degli EAR e autore del brano e delle liriche: "il progetto dell'Ing. Giorgio Rosa, ideatore, progettatore e creatore dell'Isola delle Rose, mi ha sempre molto affascinato e coinvolto emotivamente".

La regia e il montaggio del videoclip, un vero e proprio cortometraggio data la lunghezza originale del brano (9:20 minuti), sono state affidate a Massimo Garavini, già all'opera per produzioni video come "The Italian Experience" (Deejay TV, 2011) e all'opera in veste di grafico e supporto al montaggio per il documentario Karamea (2019). Le riprese e la fotografia, dirette da Filippo Cantoni, sono avvenute a Lido di Classe (Ra). Begonio, la marionetta protagonista del video, prende vita grazie al suo creatore, Gianluca Palma, artigiano, musicista, artista e fondatore di All'inCirco", progetto di ricerca sul teatro di figura e sull'arte di strada. Il cortometraggio, in forte connessione con il significato del brano, racconta appunto la storia di Begonio, una piccola marionetta sperduta in un bosco oscuro alla ricerca di una via d'uscita, di una nuova auspicabile libertà. Sarà la forza del suo desiderio ad offrirgli l'opportunità di una diversa visione della realtà intorno, e quindi del mondo.

"L'Ing. Giorgio Rosa è stato capace di creare una micro-nazione al largo della costa di Rimini, alla fine degli anni Sessanta, autoproclamandola Stato Indipendente. Ha realizzato una bandiera, adottato una lingua ufficiale (l'Esperanto) e un inno; l'ha inoltre dotata di moneta e francobolli - racconta Sapori. - La potenza e la forza del suo sogno, del desiderio profondo dell'Ing. Rosa, sono davvero cariche di fascino e andavano raccontate". Diventa compito di Begonio, e quindi sua responsabilità, interpretare i segni della natura che lo circonda: l'esigenza intima di perseguire il proprio sogno diventa metafora del proprio destino. Tuttavia, nel racconto del cortometraggio, troviamo un aspetto ulteriore: la ricerca della propria felicità presuppone un ascolto interiore che richiede sacrificio. Seguire il proprio destino è allora prima di tutto un atto di fiducia verso se stessi. La coscienza della propria fragilità permette a Begonio di mettere a fuoco la sua scelta: la forza del suo desiderio segreto prende vigore, diventa una voce chiara. Seguire la farfalla significa saper decodificare la bellezza nei suoi più minuscoli dettagli. Significa infine affrontare le incertezze, superare l'angoscia interiore che lo tiene prigioniero, e aprirsi a nuovi scenari. A nuove opportunità.

"L'idea di questo video è nata almeno un paio di anni fa - racconta Andrea Barlotti, chitarrista degli EAR - e si tratta a tutti gli effetti del nostro progetto più ambizioso: se siamo riusciti a realizzarlo il merito va tutto a Gianluca, il cuore pulsante di Begonio. Le sue marionette sono vive: è grazia all'arte di Gianluca che percepiamo la loro malinconia, i loro sentimenti. La loro poesia. La squadra di Massimo poi, il regista, è stata capace con maestria di mettere insieme tutti i pezzi fondendo la musica degli EAR con l'anima di All'InCirco." Il cortometraggio segna ufficialmente la "chiusura del cerchio" del progetto Exousia. Gli EAR sono infatti già al lavoro per una prossima produzione che vedrà la luce nei primi mesi del 2021 e che - a quanto racconta la band - lascerà presagire importanti cambiamenti soprattutto sul fronte delle sonorità. Insulo de la Rozoj Begonio e gli altri personaggi Gianluca Palma (artigiano, musicista, artista e fondatore di All'inCirco) regia e montaggio Massimo Garavini direttore della fotografia Filippo Cantoni correzione colore Marco Gianstefani assistenza alle riprese Danilo Ortelli foto di backstage Roberta Mongardi sceneggiatura Massimo Garavini Andrea Barlotti Cristiano Sapori.

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