Cocoricò, è partito il conto alla rovescia: la discoteca verso la riapertura

Un “ritorno a casa” che va a smentire quindi le voci, e le dichiarazioni, che narravano di una chiusura definitiva della discoteca anche al termine della ‘punizione’. 

“7-12-2015 - Back home”. Questa l’unica, ma intensa, scritta che campeggia nella pagina Facebook ufficiale del Cocoricò di Riccione, chiuso dal 3 agosto scorso per decisione del Questore di Rimini, Maurizio Improta. La stangata era stata comminata al Cocoricò alla luce dei fatti che erano avvenuti tra le mura della popolare discoteca, culminati con la morte di un ragazzo umbro di 16 anni, Lamberto Lucaccioni di Città di Castello, stroncato da un’overdose di ecstasy.

La discoteca riaprirà quindi il 7 dicembre 2015, 4 mesi dopo la stangata della Questura. Un “ritorno a casa” che va a smentire quindi le voci, e le dichiarazioni, che narravano di una chiusura definitiva della discoteca anche al termine della ‘punizione’. 

IL PROVVEDIMENTO DEL QUESTORE - Nel suo provvedimento, il Questore, partendo proprio dall’episodio della morte del 16enne, aveva ripercorso dettagliatamente tutti gli interventi delle forze dell'ordine negli ultimi due anni, compresi quelli del 118.  ”Il provvedimento in questione - si leggeva in una nota della Questura di Rimini - nasce dalla necessità di contrastare tutti quegli aspetti devianti volti a modificare o addirittura a porre in pericolo la tutela dei dettami posti alla base della Carta Costituzionale, quali diritti fondamentali ed irrinunciabili dei cittadini, ripristinando, mediante l’adozione di un provvedimento urgente, a tutela di primari interessi quali l’ordine e la sicurezza pubblica, la moralità, il buon costume e la sicurezza dei cittadini, anche quelle percezioni, assunte dalla maggioranza dei cittadini in ordine a concetti etici e morali, oltre che nel caso del concetto stesso di sicurezza pubblica. Il provvedimento ha lo scopo fornire tutela ai soggetti minorenni nei confronti dei quali appare incontestabile la particolare attenzione che la normativa nazionale e internazionale rivolge loro, essendo i minori persone certamente più fragili e vulnerabili rispetto alle altre e, per tale motivo, soggette, ben più di altre, a sfruttamento ed abusi da parte di altri soggetti".

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APPROFODIMENTI
- La morte del 16enne Lamberto Lucaccioni
- Il fermo dello spacciatore

- La stangata del Questore: 4 mesi di chiusura
- De Meis: "Mi dimetto: mi sento solo"
- "Non riapriremo dopo la chiusura forzata"

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