Novafeltria, al Teatro Sociale Ascanio Celestini, Paolo Cevoli e Pamela Villoresi

L’amministrazione Comunale di Novafeltria ha presentato la Stagione 2013/14 del Teatro Sociale, realizzata con la collaborazione artistica e culturale di Accademia Perduta/Romagna Teatri

L’amministrazione Comunale di Novafeltria ha presentato la Stagione 2013/14 del Teatro Sociale, realizzata con la collaborazione artistica e culturale di Accademia Perduta/Romagna Teatri. La Stagione sarà composta da cinque appuntamenti di grande appeal e varietà, che alterneranno prosa, monologhi, musica, tra impegno, divertimento ed un pizzico di giallo. Il sipario si apre giovedì 12 dicembre alle ore 21, dalla grande Pamela Villoresi, protagonista del monologo Il mio Coppi, omaggio di Albe Ros con la regia di Maurizio Panici, all’indimenticato “Campionissimo” del ciclismo.

Sono ore drammatiche. Fausto Coppi è in agonia e la sorella maggiore, Maria, davanti al letto di morte, non smette un solo istante di pedalare, cercando di trattenere in vita il fratello con la forza del suo amore e ricordandogli le sue imprese e i momenti più belli della sua esistenza.
“Quest’avventura – dichiara Pamela Villoresi – o, meglio, questo esperimento, io l’ho accettato subito, con entusiasmo. Perché? Forse perché ho voglia di raccontare la storia di una persona che si è creata dal nulla, che ha saputo capire il proprio talento e proteggerlo, che si è affermata a costo di infiniti sforzi ed ha superato tante sofferenze, che ha vinto le sue battaglie grazie alla forza di volontà. Forse perché ho voglia di parlare di un’Italia che vorremmo ripristinare. Forse perché ho nostalgia di essere orgogliosa del Paese in cui vivo, del mio popolo, e mi piace ripartire da qui, da Coppi, che simbolo di chi, con caparbietà, ha fatto della sua vita una leggenda”.

Seguirà il Radiogiallo di Carlo Lucarelli, prodotto da Fonderia Mercury, con la regia di Sergio Ferrentino. Unica nel suo genere, la performance permetterà di far vivere in diretta al pubblico come nasce un audio-dramma. Si tratta infatti di una produzione audio spettacolare che mette insieme attori, musica, effetti speciali e molto altro ancora. La particolarità dello spettacolo è l’insolita modalità di interazione tra attori e spettatori: il pubblico verrà infatti dotato all’ingresso, di una cuffia, con la quale ascolterà l’opera, e quindi, vedrà gli attori succedersi sul palco e li ascolterà come se fosse all’interno di uno studio di registrazione.
Siamo nel 1940, in un piccolo studio dell’E.I.A.R., l’Ente Italiano per le Audizioni Radiofoniche, dove sta per iniziare la diretta del radiodramma Il mistero del Labirinto quando, per ordine del Ministero della Cultura Popolare, su direttiva del Duce stesso, bisogna cambiare il finale. L’assassino non può essere un italiano. È così che, tra la comparsata di un’attrice famosa e l’ispezione di un Console Generale della Milizia, attori, rumorista e il regista cercano di trovare un colpevole. Il microcosmo della radio diventa lo specchio di una realtà sotto censura nella quale il raccontare è l’ingegnarsi a trovare scappatoie (domenica 12 gennaio alle ore 17).

Simone Zanchini e il quartetto musicale proporranno poi Casadei Secondo me, un tributo all’indimenticato Secondo Casadei che proporrà una rivisitazione delle melodie composte da questo grande personaggio con una nuova veste stilistica ed una odierna freschezza musicale, intrisa di tante le contaminazioni come la musica classica e il jazz (domenica 19 gennaio alle ore 17).

Ascanio Celestini presenterà poi il suo Discorsi alla nazione. In un metaforico paese contemporaneo o futuro che attraversa una surreale guerra civile, alcuni cittadini rivelano pensier, paure e violenze quotidiane (subite e inflitte), in attesa che un tiranno li liberi dalle guerra e dalla democrazia (e dall’aspirazione alla democrazia). Nella luce scura e blu del palco, con il rumore di una pioggia incessante resa dal cadere cadenzato di una goccia d’acqua, si snodano le storie di cinque condomini di uno stesso palazzo; cittadini (o meglio sudditi) di uno stato in rovina, dilaniato da una guerra tra aspiranti tiranni. Tra la scarna scenografia, i cinque personaggi, illuminati da una flebile luce, si raccontano, dandoci un quadro della loro vita privata e della violenza che alberga nel loro animo, figlia e allo stesso tempo madre della realtà che si trovano a vivere (domenica 2 febbraio alle ore 17).

Il quinto ed ultimo appuntamento in cartellone avrà per protagonista Paolo Cevoli con lo spettacolo Il sosia di lui. Estate 1934. Riccione. Un idrovolante trimotore modello Savoia Marchetti 66 plana sulle quiete acque del mare Adriatico. Una folla festante raggiunge il velivolo a nuoto o in moscone. Dopo pochi minuti, dalla cabina di pilotaggio, esce un uomo. Camicia bianca, cappello da marinaio, mascella volitiva. Mussolini Benito. Venuto a Riccione per ricongiungersi con la sua famiglia e trascorrere qualche giorno di riposo nella villa di proprietà. La folla è in delirio. Il meccanico di bordo però ha notato che uno dei motori Fiat A24R ha qualche problema. Viene chiamato un meccanico locale. Pio Vivadio detto Nullo. Di professione meccanico. Mentre sta lavorando sul motore ingolfato, due bambini lo scambiano per il loro papà. Sono Romano e Annamaria Mussolini. Anche un gerarca fascista, si accorge di questa somiglianza. Arresta il meccanico Vivadio e lo trasforma nel sosia del Duce…! (domenica 9 febbraio alle ore 17).

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