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Il programma del Pd per l'agricoltura: venerdì la presentazione

Per il Partito democratico è necessario dare una netta svolta al governo del settore, mettendo al primo posto il sostegno al reddito e al lavoro dei produttori

Oltre 4.400 aziende agricole e zootecniche (93% in proprietà), 600mila capi di bestiame allevati, 47mila ettari di superficie destinati alle attività agricole (59% del territorio). E' il quadro dell'agricoltura nel territorio riminese, dove l’effetto delle politiche comunitarie e dell’andamento dei mercati ha determinato - come nel resto del Paese - l’uscita di piccole aziende dal settore, favorendo la concentrazione dell’attività agricola e zootecnica in unità di maggiori dimensioni.

La bassa redditività e il ricambio generazionale rappresentano la principale ipoteca sul futuro dell'agricoltura riminese. Per il Partito democratico è necessario dare una netta svolta al governo del settore, mettendo al primo posto il sostegno al reddito e al lavoro dei produttori.
Per presentare ad associazioni di categoria e imprenditori del mondo agricolo locale il programma del PD per l'agricoltura, si terrà venerdì 15 febbraio a Rimini (alle 15.30 nella sala Marvelli della Provincia di Rimini, via Dario Campana 64) l'incontro “L’Italia giusta mette l’agricoltura al centro”. Interverranno Tiberio Rabboni, assessore regionale alle Politiche agricole; Juri Magrini, assessore agricoltura Provincia di Rimini; Emma Petitti, segretario provinciale PD Rimini, candidata PD alla Camera dei deputati; Tiziano Arlotti, candidato PD alla Camera dei deputati.

Sei i punti principali sui quali si basa la proposta del PD, spiega Petitti. “In Europa, cambiare la riforma della politica agricola comune, premiando l'agricoltura di qualità, sostenendo le rese, gli investimenti e l’occupazione, minimizzando l'impatto sull'ambiente. In Italia, la priorità è il recupero di redditività dell’agricoltu! ra, agen do innanzitutto sui maggiori oneri che gravano sulle imprese italiane rispetto a quelle europee: energia, trasporti, pressione fiscale, IMU, bassa efficienza della pubblica amministrazione, carichi burocratici, basso livello di sostegno all'innovazione e alla formazione. Terzo, più giovani in agricoltura favorendo accesso alla terra, al credito e sostegno al reddito; poi puntare sulle produzioni di qualità; destinare più risorse alla ricerca e l'innovazione; contrastare il consumo del territorio agricolo e lo spreco alimentare”.

“L’agricoltura che torna al centro dell’azione di Governo favorisce soprattutto i giovani, - osserva Arlotti -, consente un presidio del territorio, una sua salvaguardia dagli effetti devastanti dell'antropizzazione e previene il dissesto idrogeologico che causa danni irreparabili e genera costi elevatissimi per lo Stato. Va fatta una politica che punti al rilancio di questo settore favorendo una maggiore redditività nell'agricoltura, arrestando il fenomeno dell’abbandono di importanti aree non coltivate. L’agricoltura va rilanciata attraverso le sue attività collegate (agriturismi, bed and breakfast, fattorie biologiche...) che creano un formidabile collegamento per chi ama, natura, sport e benessere. Non è più un’agricoltura tradizionale quella su cui su cui puntiamo, ma una nuova e più moderna agricoltura a chilometro zero che valorizzi le tipicità e i prodotti delle zone dove si coltiva e che si accompagni a un nuovo stile di vita delle persone che vivono in modo diverso il rapporto con la natura”.
 

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