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La lunga notte di festa degli Alpini, tra canti e allegria, simbolo dell'Italia che vuole ripartire

Il sabato notte, di attesa alla sfilata, si è trasformato in un corteo spontaneo lungo tutte le vie riminesi, dal lungomare al centro storico

E’ l’Italia che ha voglia di tornare in piazza. L’Italia delle cose semplici, un bicchiere di vino, un po’ di buona musica e tanta compagnia. L’Adunata Nazionale degli Alpini, quantomeno nell’immaginario nazionale, ha tutta la sensazione di passare alla storia come l’evento nel Paese della rinnovata convivialità. Dopo due anni di pandemia. E’ stata forse l’adunata più attesa, perché non era mai capitato dal Dopoguerra la sospensione dell’evento dell’Ana per due anni consecutivi. E l’Italia che ha voglia di essere unita, di stare assieme, la si percepisce tra le vie di una Rimini in festa in un format che rare altre volte si è visto: come la Notta Rosa, più della Notte Rosa. Il sabato notte, di attesa alla sfilata, si è trasformato in un corteo spontaneo lungo tutte le vie riminesi, dal lungomare al centro storico.

Gli ingressi, i dehor, le terrazze di alberghi e hotel si sono trasformati in palchi per gli Alpini. Non c’è stata via e strada dove non si sia potuto assistere a cori e canti. Non è mancata tanta, talvolta troppa, goliardia. Trattori col carretto a trainare uomini in festa. Ragazzi con taniche di vino e birra sulle spalle. “Sento la nostalgia d'un passato, dove la mamma mia ho lasciato” si sente cantare ovunque. "Romagna mia" la canzone più gettonata dagli Alpini, ma nel sabato notte di festa c’è musica di ogni genere: da Gianni Morandi fino a Gigi D’Agostino. E’ party time ovunque.

Sarà davvero l’evento del post pandemia? L’Adunata Nazionale degli Alpini segna un solco tra il 'tutti chiusi in casa' alla ritrovata libertà? E’ questa la domanda in questi giorni di festa. Che sorge ancora più spontanea nel giorno in cui arriva a Rimini il generale Paolo Figliuolo, alpino commissario straordinario per l’emergenza Covid-19. A osservar le vie di Rimini il Coronavirus sembra essere davvero alle spalle, assembramenti, vie gremite, pochissimo uso della mascherina. Anche perché, ormai non è più obbligatoria.

E’ l’Italia che vuole tornare a fare festa partendo dalle cose semplici. Da una buona grigliata, come le tante che Alpini e turisti hanno iniziato a preparare sui marciapiedi di ogni quartiere. C’è chi ha passato la notte in tenda dentro un’aiuola. I camper sono arrivati fino al parcheggio dell’ospedale, in attesa del grande evento della domenica. Il piazzale Fellini ha vissuto un sabato notte illuminato a giorno, montagne di street food a offrire ogni genere di specialità italiane, dal panino con la porchetta ai pizzoccheri della Valtellina, passando dall'immancabile piadina romagnola. Sotto la ruota panoramica alla Darsena gli Alpini si susseguono a ritmo di selfie, per spedire agli amici una delle immagini simbolo di chi viene in vacanza in Riviera. La notte è giovane, anche se la sfilata della domenica sarà lunga e articolata. Gli Alpini hanno voglia di far festa. Rimini invece vuole tornare a essere la capitale italiana del turismo e del divertimento. Un connubio perfetto, di un’Italia che stavolta crede davvero nella ripartenza.

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