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Voto a 16 anni, il parere di una studentessa: "Sarebbe sprecato non utilizzare il nostro contributo"

Redazione

Sulla possibilità di estendere il voto ai giovani di sedici anni interviene con una sua riflessione Aisha, una studentessa di 17 anni di Poggio Torriana. Il dibattito rilanciato dal neo segretario del PD Enrico Letta è aperto e sulla questione sono intervenuti politici, amministratori, opinionisti.

Sarebbe una cosa che ci farebbe sentire più coinvolti nella società perché a 16 anni abbiamo già una capacità di pensiero abbastanza matura di cui tenere conto e sarebbe sprecato non poter utilizzare il parere di tanti adolescenti che si trovano davanti a tantissime realtà anche fuori dalla scuola e dalla famiglia. Nonostante non veniamo istruiti dal punto di vista civico, questo non deve rappresentare un limite, la scuola ci nutre di saperi, ci apre la mente ma non fa tutto.

Frequentando i coetanei ma non solo stiamo in mezzo agli adulti quindi abbiamo la possibilità di rendere più valido il pensiero che spesso esponiamo ma di cui non viene tenuto conto, votare a 16 anni sarebbe è una ulteriore novità della generazione "z". Siamo nella rete, siamo sul web e conosciamo tutto quello che succede nel mondo. Perché aspettare i 18 anni? Ormai così come si evolve la tecnologia velocemente anche noi giovani non siamo più quelli di 20 anni fa. Sarebbe una bella notizia poter votare, siamo giovani che puntiamo alla libertà e alla felicità e il voto a 16 anni è un gradino in più per raggiungere questi valori.

A 16 anni ci sono già svolte di maturità, come la patente del motorino, l'alternanza scuola-lavoro e iniziamo a diventare grandi, sarebbe quindi una prova per immergerci anche in ciò che ci regola, il mondo della politica. Molti di noi studiano filosofia a scuola e apprendiamo il modello di Stato che nasce per mettere l'ordine e dettare le leggi che governino la società.

Abbiamo tanti pensieri su tante tematiche, come le guerre nel mondo, il movimento dei black lives matter, le continue discriminazioni verso i diversi orientamenti sessuali, le ingiustizie scolastiche ed oggi il voto è lo strumento mancante per i giovani che appunto hanno proprie idee. La scuola superiore ci catapulta nel mondo adulto, il passaggio dalla scuola media alla scuola secondaria ci cambia totalmente, ed i 16 anni corrispondono con la fine dell'obbligo scolastico, anche per questo sono favorevole al diritto al voto prima dei 18 anni.

E soprattutto in quest'ultimo anno ci siamo ritrovati per il covid ad essere molto più attenti a quanto succede nel nostro paese, dal punto di vista economico, sanitario, sociale, culturale e ci sentiamo molto più vicini a quella politica che ci sembrava lontana, guardando anche due telegiornali al giorno a casa.Sarebbe una vittoria essere i primi sedicenni a votare nel 2021 anche se partiremo con un po' di insicurezza e poca esperienza, ma d'altronde fra due anni potremmo anche candidarci e prenderci le nostre responsabilità e fare i conti con la nostra coscienza.

 Aisha Croari, studentessa di 17 anni

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