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Economia a cavallo tra ripresa e recessione in Emilia-Romagna

E' l'immagine che emerge dall'indagine congiunturale relativa al secondo trimestre 2011 sull'industria manifatturiera, realizzata da Unioncamere Emilia-Romagna

Un’economia regionale tra possibile ripresa e rischio recessione. Polarizzata, divisa tra chi i venti favorevoli - che nel mondo stanno già soffiando - li ha saputi cogliere e chi no. E’ l’immagine che emerge dall’indagine congiunturale relativa al secondo trimestre 2011 sull’industria manifatturiera, realizzata da Unioncamere Emilia-Romagna con la collaborazione di Confindustria Emilia-Romagna e Carisbo-Cariromagna.

Tra aprile e giugno 2011, la produzione dell’industria in senso stretto dell’Emilia-Romagna è cresciuta in volume del 3,5 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il dato moderatamente positivo è però tale che non permette di capire quanto ci sia di “ripresa reale” e quanto di un “effetto rimbalzo” dopo la forte flessione del 2009.

Cresce il comparto metalmeccanico (incremento della produzione attorno al 5 per cento), fatica l’alimentare che conferma i livelli produttivi dello scorso anno, in difficoltà il sistema moda e l’industria del legno.
L’Emilia-Romagna cresce di più dell’Italia in termini di produzione, meno per fatturato. Come spesso capita nei momenti difficili vi è uno sforzo da parte delle nostre imprese di restare sul mercato che si traduce nella riduzione ai minimi termini di margini di profitto.

Il vero fattore che separa le imprese che ce la fanno da quelle che sono in forte difficoltà, è il commercio con l’estero. Come avviene da anni il vero volano per la crescita della nostra industria manifatturiera sono le esportazioni. Nel secondo trimestre del 2011 le imprese manifatturiere emiliano-romagnole hanno incrementato il proprio export del 15 per cento rispetto al secondo trimestre del 2010. Se si allarga il campo di osservazione ai primi sei mesi dell’anno la crescita è stata del 17,6 per cento.

A trainare la crescita sui mercati esteri il comparto della metalmeccanica, in particolare la commercializzazione di macchinari ed apparecchi meccanici (+22,8 per cento).
Se si esclude il continente africano la crescita dell’export ha riguardato tutti i mercati. Tra quelli più rilevanti da segnalare la crescita del mercato indiano, +44 per cento, e quello russo, +36 per cento.

Complessivamente oltre due terzi delle esportazioni regionali sono destinate al mercato europeo, i Paesi BRIC (Brasile, Russia, India e Cina) incidono per il 9,3 per cento.
Quando si analizzano le statistiche delle esportazioni occorre ricordare che il numero delle imprese che ne beneficiano è limitato

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