Martedì, 16 Luglio 2024
Economia

Nasce Confindustria Romagna, primo appuntamento per la nuova realtà

Semplificazione, razionalizzazione, rinnovamento nel modo di rappresentare l'industria

Semplificazione, razionalizzazione, rinnovamento nel modo di rappresentare l'industria: nasce Confindustria Romagna. La nuova Associazione, frutto della fusione fra Confindustria Ravenna ed Unindustria Rimini, viene presentata oggi nell'Assemblea Generale di Confindustria Romagna, intitolata “Il merito dei padri”, che si svolge al Palace Hotel di Milano Marittima alla presenza del Presidente di Confindustria Vincenzo Boccia e del Presidente di ABI Antonio Patuelli. Paolo Maggioli è stato nominato Presidente di Confindustria Romagna. Marco Chimenti Direttore generale e Franco Raffi Amministratore Delegato della Società di Servizi e degli Enti di formazione Assoform Rimini Forlì-Cesena e Sestante Ravenna. "La scelta lungimirante e coraggiosa degli industriali della Romagna - spiega Vincenzo Boccia Presidente Confindustria - è pienamente coerente con la visione di una Confindustria che unisce e si rafforza, guardando al futuro con fiducia e concretezza. Una Confindustria che vuole essere promotrice instancabile di cambiamento. Solo attraverso un progetto comune che dia nuova forza al nostro stare insieme, potenziando la capacità di servizio per le imprese associate, potremo affrontare le sfide del nuovo paradigma economico. La nostra economia è senza dubbio ripartita, ma non è ancora in ripresa. È una risalita modesta che non ci porterà in tempi brevi ai livelli pre-recessione. Per risalire la china dobbiamo attrezzarci e non mollare. Pensare in grande. Porci obiettivi ambiziosi, che siano misurabili e raggiungibili. Dobbiamo passare dalla constatazione alla visione. Dalle criticità alle proposte. Dobbiamo, come ci ricorda oggi questa Assemblea, essere capaci di accrescere il merito dei nostri padri e generare valore".

Circa 900 imprese, per oltre 35.000 occupati, che generano un fatturato stimato di oltre 10 miliardi di euro garantendo la stabilità economica e la ricchezza di tutto il territorio. Aziende solide ed attive che hanno affrontato con determinazione e lungimiranza i lunghi anni di crisi. Aziende che innovano e fortemente impegnate in attività di export ed internazionalizzazione, che rappresentano un tessuto imprenditoriale nella media delle aree più avanzate del nostro Paese. Grandi gruppi e piccole medie imprese spaziano in tutti settori produttivi e sono in svariati casi leader a livello nazionale, europeo ed addirittura mondiale. Dal metalmeccanico all'industria oil&gas, dall'industria dell'ospitalità ed intrattenimento all'agroalimentare, dal settore chimico all'informatica, dall'offshore alla moda. "Oggi non presentiamo solo Confindustria Romagna, oggi lanciamo l'idea dell'impresa romagna - commenta Paolo Maggioli Presidente Confindustria Romagna ed Unindustria Rimini. - Un'azione di sistema a 360 gradi che unisca imprese, società civile, politica, amministrazioni, mondo della cultura, tutti coesi per un'idea di Romagna innovativa, internazionale, competitiva ed attrattiva in tutta la sua straordinarietà. La Romagna va vista come una realtà policentrica, integrata nelle molte strutture ed infrastrutture che vanta. Un territorio quello della Romagna, fortemente attrattivo da vari punti di vista, con tutte le carte per diventare polo di riferimento al pari della Via Emilia. L'Assemblea di oggi diventa l'occasione anche per fare un appello alle pubbliche amministrazioni affinché insieme si possa proseguire in un grande progetto di semplificazione per tutto il territorio partendo, ad esempio, dallo studio e promozione di un "Piano Strategico" che dia le linee guida per il futuro successo dell’economia di tutta la Romagna".

Il traguardo è stato raggiunto grazie ad una volontà determinata. Un percorso iniziato dieci anni fa, da quando presidenti, direttori ed imprenditori, si sono parlati e confrontati sul tema della fusione. Confindustria Romagna è il frutto del forte impegno di tutti, ed è su questo merito che si è concentrata l’analisi e l’esortazione del Presidente di Confindustria Ravenna, Guido Ottolenghi: “Ci aiutiamo a migliorare l’un l’altro tra associati, ci diamo occasioni di conoscenza, dibattito razionale, approfondimento. Facciamo, quando ci sembra necessario, battaglie civiche. Quando riusciamo a esprimere idee di valore, a trovare soluzioni oneste ai problemi, a dare buoni suggerimenti o meditati segnali di allerta a chi ci governa, diamo il meglio di noi. Quando smascheriamo l’incoerenza, quando stigmatizziamo le sacche di incompetenza, i superficiali, i tromboni, quelli che mascherano l’interesse da disinteresse, siamo un tassello di quel grande sforzo collettivo di vigilanza e azione che ci fa migliorare e non arretrare. Agiamo, in piccolo, perché anche domani, chi verrà dopo di noi, possa ricordare il merito dei padri”. Confindustria Romagna rappresenta un'opportunità irrinunciabile per permettere alle imprese romagnole di affrontare, con strumenti appropriati, i profondi cambiamenti in atto. Un'associazione che aiuta le imprese nel proprio business perché facilita i contatti e le collaborazioni in un sistema imprenditoriale più ampio territorialmente. Presenta innumerevoli opportunità di complementarietà al fine di rafforzare le filiere, dall'ideazione alla produzione, fino a giungere alla commercializzazione dei prodotti. Una realtà che sicuramente saprà valorizzare tutte le peculiarità delle aziende della Romagna. L'Assemblea è stata, inoltre, l'occasione per il primo incontro pubblico tra il nuovo presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, con il presidente dell’Abi Antonio Patuelli.

“Noto forti sensibilità culturali e metodologiche parallele – conclude Patuelli – fra Confindustria e Abi, che sono maturate negli ultimi difficili anni della crisi. In particolare, con la presidenza Squinzi - e ora in collaborazione con Boccia - abbiamo concordato i tanti interventi di moratoria e di alleggerimento, rinvii di scadenze e misure creditizie per combattere insieme gli effetti della crisi”. “Ora ci confrontiamo sulle strategie per rendere più forte la ripresa – ha concluso Patuelli - con ampi orizzonti internazionali, che vanno dalle tematiche del nuovo accordo commerciale Transatlantico alla necessità di concludere reciprocamente gli embarghi tra Russia e Occidente, ambedue inserite tra le strategie per accentuare lo sviluppo e la ripresa”.

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