Sale la quotazione di Ieg, si festeggia all'indomani dello sbarco in Borsa

Il presidente Cagnoni traccia la rotta per i prossimi investimenti nella struttura, Gnassi: "Adesso non ci ferma più nessuno"

Un mercato che dava speranze di successo e fondamenta ancora più solide. Sono i due fattori determinanti nella scelta di Italian Exhibition Group, la società nata dalla fusione delle Fiere di Rimini e di Vicenza, di ritentare la quotazione in Borsa sul mercato telematico Mta, dopo il primo tentativo, rientrato, del dicembre scorso. Oggi, al secondo giorno di contrattazioni e il titolo alle 13 in rialzo dell'1,3% circa, l'amministratore delegato Ugo Ravanelli racconta alla stampa gli ultimi mesi. Non prima di avere consegnato al sindaco Andrea Gnassi il "tombstone" della prima giornata di quotazione. In Italia, sottolinea Ravanelli, ce ne sono solo altri 250. L'ingresso in Borsa rappresenta "l'epilogo di un percorso sviluppato da dicembre quando l'operazione è stata ritirata per ragioni di mercato". A fine gennaio, "in forza delle deleghe ricevute dall'assemblea dei soci, abbiamo deciso di richiamare il team di lavoro per riproporre l'operazione". C'era infatti "un barlume di miglioramento nei mercati" e Ieg aveva "le spalle più grosse". Infatti i risultati del 2018 sono risultati "migliori delle attese"; il primo trimestre del 2019 li ha confermati con "incrementi di marginalità"; e la revisione del piano industriale ha portato a una riallocazione degli investimenti. Tra aprile e maggio, prosegue Ravanelli, sono stati sondati in un "pilot fishing" 70 investitori con "visione a lungo termine" che hanno dato una disponibilità massima di 20 milioni. Da qui la decisione del via all'operazione "ritarata", solo vendita di azioni senza aumento di capitale rispetto alla prima versione. Con valore di quotazione a 3,70 euro che tiene conto dei 5,5 milioni di euro di dividendi distribuiti dopo dicembre. La quota degli investitori da 20 e' salita a 36 milioni di euro, a conferma della "bontà della scelta".

Così sono state riallocate azioni su 30 fondi per 27 azionisti. E ieri il primo giorno in Piazza Affari, con la partenza "sparata" a 3,99 e poi qualche socio che ha cominciato a vendere "per la fretta di realizzare. Abbiamo tenuto botta", chiudendo con un rialzo vicino allo 0,8%. Ma, conclude l'ad, è "un progetto a lungo termine, non dobbiamo guardare al giorno. Però la partenza è importante". Dello stesso avviso il sindaco Gnassi, che esprime un "grande plauso alla governance, che ci teniamo ben stretta". Ribadendo: "Non dobbiamo guardare al giorno, l'opposto di quello che succede nel Paese", dove "si denigrano operazioni e si affermano obiettivi senza fondamento, come i minibot mentre prendiamo le botte in testa". Il primo cittadino ricostruisce allora, "per fermarsi e capire dove si va", la "storia di una comunità'". Oggi è una "giornata straordinariamente importante", il primo giorno di quotazione è come "il primo giorno delle fiere al Grand hotel nel dopoguerra". Trasferite negli anni '50 e '60 al castello e nel palestrone del teatro Galli. Poi nel 1972 "il salto" con i padiglioni in via della Fiera. E poi nel 2001 il nuovo quartiere, poi il Palas e nel 2016 "il coraggio di uscire dal perimetro e dalle logiche del territorio" e l'aggregazione con Vicenza. Ora l'approdo in Borsa. E "non ci ha regalato niente nessuno, è un grande vanto". Ieg, prosegue Gnassi, lascia una miliardo di euro di indotto sul territorio, con la quotazione "chiude la bocca" al tema del debito, che "scende a 15 milioni di euro" e va avanti con gli investimenti, pronta a "cogliere altre opportunità che la Borsa offrirà". Rimini, conclude, è "più forte e lancia un messaggio al Paese: adesso non ci ferma più nessuno". Per cui si consolidi la visione della Fiera come opportunità, anche per "rinnovare le strutture ricettive".

Con la quotazione in Borsa, Italian Exhibition Group si "accredita in modo molto diverso" nei possibili percorsi di aggregazione. Dunque "credo che si sia fatto un passo in avanti". Tanto verso Bologna, quanto verso altre realtà, che non sono poi molte. Ragiona a 360 gradi il presidente della società nata dalla fusione delle Fiere di Rimini e di Vicenza, Lorenzo Cagnoni rispondendo alle domande dei giornalisti, convocati nel secondo giorno di quotazione in Borsa della società. A partire dalla politica degli investimenti, con interventi, "con tempi differenziati" in entrambi i quartieri. Quello di Rimini, comincia dalla sua città, è "diventato piccolo" per le esigenze in primo luogo del Sigep, ma anche di Ecomondo, expo del turismo e Rimini Wellness. Da qui il progetto del padiglione circolare, "un unico grande contenitore, bellissimo", gli si illumina lo sguardo: circa 20 mila metri quadrati lordi e 8-9.000 netti, con una cupola alta 36 metri per un diametro di 121 e 15.500 posti a sedere. E un investimento di 45 milioni di euro. L'obiettivo è averla pronta per l'edizione del Sigep del 2023. "In Europa non esiste niente del genere. Verrà realizzata nel lato est del quartiere, mentre quella ovest viene riservata al altri eventuali aumenti di superficie. Altri 4,2 milioni di euro andranno invece nei parcheggi e nella viabilità. A Vicenza, prosegue il presidente, il quartiere è "piu' piccolo e la qualità è diversa". Non ci sono, argomenta, "particolari necessita'" dal punto di vista quantitativo, ma da quello qualitativo, con comunque la previsione di spazi aggiuntivi, si sta facendo una "valutazione generale sulla questione progettuale". Di certo, aggiunge rispondendo a qualche malumore espresso nella città veneta, "non condivido le impressioni pessimistiche. Gli investimenti non sono saltati, c'è da concludere una valutazione seria".

Altro tema in agenda quello delle aggregazioni: su questo fronte, sottolinea, "siamo l'unica società in Italia ad avere conseguito dei risultati". È servito "grande coraggio e rigore" e ci sono "ancora molto presenti dei problemi in coda all'integrazione con Vicenza". In questo momento, aggiunge Cagnoni, "abbiamo puntato addosso i fari del mercato per vedere se sapremo continuare dei processi aggregativi", ci sono "dossier aperti", non si sbilancia troppo, "aguzziamo l'ingegno per non trascurare le realtà che sono interessate". E per quanto riguarda Bologna, manda a dire, "la politica ha una incidenza significativa", ma occorre "capire il livello di convenienza". Con la quotazione Ieg è piu' forte, conclude, per cui si devono "riprendere certi ragionamenti, sempre se c'è la disponibilità dall'altra parte". Al momento, gli fa eco l'amministratore delegato Ugo Ravanelli, non sono all'ordine del giorno degli aumenti di capitale, mentre il sindaco di Rimini, Andrea Gnassi, torna sul nuovo padiglione, già ribattezzato "cupolone", che ospiterà oltre alle fiere, eventi teatrali e concerti. Andrà in competizione con la struttura di Torino, il Forum di Assago e l'Unipol Arena di Bologna, per i grandi eventi e la sua collocazione è la "migliore per dimensione, logistica e parcheggi". Se poi il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli schiacciasse il pulsante dell'avvio dei lavori per la fluidificazione della statale 16 ne migliorerebbe la mobilità. "Noi siamo pronti e la speranza è di partire entro qualche mese".

Anche Legacoop Romagna esprime piena soddisfazione per l’esito della quotazione in Borsa di Italian Exhibition Group. "La modalità con cui è avvenuta l’assegnazione delle azioni in particolare - si legge in una nota stampa conferma l’apprezzamento degli investitori per la società che gestisce il primo polo fieristico italiano per numero di eventi. È il segno evidente che il piano industriale su cui si basa l’attività della Fiera di Rimini è adeguato alle sfide di un mercato sempre più difficile e sempre più globale. Si conferma la necessità di proseguire sulla strada intrapresa dal consiglio di amministrazione per il raggiungimento di traguardi fondamentali per tutto il territorio romagnolo. Il movimento cooperativo continuerà a fornire il proprio contributo per il raggiungimento di questi obiettivi".
(Agenzia Dire)

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