Un "Fondo fughe" contro le perdite acqua: Rimini fa scuola

In caso di fuga, viene rimborsato l’intero importo riferito ai volumi che eccedono dell’80% la media consumi degli anni precedenti, con un limite di 10 mila euro in un biennio

Da Rimini all’Emilia-Romagna. Il “Fondo Fughe Acqua” di Hera, sperimentato con successo nel riminese, si rinnova e si estende a tutti i territori gestiti dalla multiutility. Si tratta di un fondo di solidarietà che Hera mette a disposizione dei propri utenti per proteggerli dagli oneri dovuti ai maggiori consumi causati dalle perdite d’acqua accidentali e occulte sulla rete privata. Quelle perdite che si verificano cioè sulla rete di proprietà del cliente (ad esempio su aree verdi) e che possono provocare consumi anomali anche di notevole entità.

Grazie a un piccolo contributo, quindi, può aiutare chi si trova a dover saldare importi considerevoli, senza averne la responsabilità. A Rimini questo servizio è attivo da sempre, inizialmente come copertura assicurativa e poi, dal 2009, come fondo. Ha aiutato concretamente molte famiglie riminesi a risolvere bollette con importi inattesi a causa di consumi anomali. E negli anni quella di Rimini è stata una “best practice”  che ora il Gruppo Hera rinnova ed estende a tutti gli altri territori in cui gestisce il servizio idrico. Il fenomeno, del resto, giustifica questa misura: le perdite occulte sono almeno 10 mila all’anno sul territorio gestito da Hera e sono per lo più rotture di tubi e guasti agli impianti interni. Si tratta di perdite che si disperdono nel sottosuolo e non danno luogo a fenomeni evidenti: causano così il prolungarsi nel tempo della dispersione, che assume dimensioni economiche rilevanti senza che l’utente possa accorgersi del problema sul suo impianto. In base ai dati a disposizione di Hera, la bolletta media in caso di fughe, si aggira solitamente sui 1.600 euro. I picchi possono però arrivare fino a migliaia di metri cubi d’acqua consumata, con importi anche oltre i 10 mila euro.

Come funziona il fondo - In caso di fuga, viene rimborsato l’intero importo riferito ai volumi che eccedono dell’80% la media consumi degli anni precedenti, con un limite di 10 mila euro in un biennio. Quindi, se un cittadino si vede arrivare una bolletta, ad esempio, con consumi di 2 mila metri cubi (la cui causa è una rottura accidentale) e ha aderito al fondo, non dovrà preoccuparsi: se il suo consumo medio annuale è di 100 metri cubi, pagherà solo l’80% in più del suo abituale consumo, cioè un importo equivalente a 180 metri cubi. La soglia dell’80% funziona da “franchigia” ed è stata scelta perché è il limite entro il quale, statisticamente, consumi più alti della media non sono riconducibili a eventi straordinari. Per esempio, in una stagione particolarmente siccitosa è possibile che una famiglia si trovi a consumare molto di più di quanto fa di solito.

La parte eccedente questa soglia verrà dunque rimborsata usufruendo del massimale previsto dal fondo (10 mila euro in un biennio). Si tratta, dunque, di un servizio ad esclusiva tutela dei Clienti, in mancanza del quale sarebbero tenuti, nel caso di perdita idrica nel proprio impianto, a sostenere interamente il danno. La quota annuale di adesione è di 15 euro per contratto e dell’iniziativa e delle sue modalità di attuazione è stato preventivamente informato anche l’ente regionale di regolazione, Atersir. I clienti acqua di Hera troveranno nelle prossime bollette, a partire da quelle in arrivo alla fine di luglio, un dépliant informativo con il Regolamento completo che è comunque disponibile ai propri sportelli e scaricabile dal sito www.gruppohera.it/fondofugheacqua.

Come beneficiarne - Il cliente che vuole usufruire del fondo deve prima di tutto procedere autonomamente alla riparazione della rottura a proprie spese e comunicare poi a Hera, entro 30 giorni, l’avvenuta sistemazione allegando tutta la documentazione, tra cui una foto della rottura e della lettura finale del contatore.

Rinuncia possibile ma si perde la copertura - Aderire al fondo, comunque, non è obbligatorio: chi non volesse partecipare (rinunciando così alla “protezione” in caso di fuga) può comunicarlo in qualsiasi momento e senza nessun costo, anche nei mesi successivi all’avvio. Per la rinuncia si può compilare e consegnare in qualsiasi momento l’apposito modulo in distribuzione presso tutti gli sportelli clienti Hera e scaricabile sul sito (www.gruppohera.it/fondofugheacqua). Inoltre, è sempre possibile chiamare il Servizio Clienti Hera Famiglie (800.999.500) o quello Aziende (800.999.700): Hera provvederà a spedire via posta o e-mail ai cittadini interessati il modulo da compilare.

Fogacci: “unico obiettivo è la protezione dei cittadini” - “L’esperienza ci ha insegnato che le perdite occulte sulle reti interne alle proprietà dei clienti sono un fenomeno piuttosto diffuso, soprattutto in presenza di abitazioni singole e con aree verdi di pertinenza”, spiega Franco Fogacci, Direttore Acqua Gruppo Hera. “Si tratta di inconvenienti che purtroppo possono causare impennate sensibili dei consumi e, conseguentemente, delle bollette. Abbiamo quindi deciso di estendere il Fondo su tutti i territori Hera, con l’obiettivo di proteggere tutti i cittadini. E’ inoltre importante evidenziare come Hera non trarrà nessun vantaggio economico dalla gestione del Fondo: tutto l’importo accantonato sarà infatti a totale disposizione dei clienti. E se in un anno la cifra raccolta dovesse eccedere le effettive richieste, la parte restante verrà conservata per l’anno successivo. Tutte le entrate del fondo e i rimborsi accordati ai clienti verranno poi rendicontati, in un’ottica di totale trasparenza. Il Fondo Fughe Acqua rientra, infine, nell’insieme di tutele e coperture che Hera mette a disposizione dei propri clienti: è dunque complementare, ad esempio, ai servizi offerti a chi sottoscrive l’offerta “Casa Sicura” a mercato libero per energia e gas, che include artigiani professionisti a disposizione 24 ore su 24 per riparazioni agli impianti acqua, gas e luce”.

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