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Il direttore dell'Ufficio scolastico scrive ai maturandi: "Imparate dalla dura prova della pandemia"

Versari: "Dispiace che l'anno finisca così". E il direttore dell'Ufficio scoalstico dell'Emilia Romagna esorta a guardare a medici e insegnanti

"Mi dispiace sinceramente che abbiate dovuto concludere la vostra esperienza scolastica reciprocamente lontani, senza potervi ritrovare. Ma spero abbiate compreso che è stata una scelta dolorosa, presa per salvaguardare la salute di tanti". A scriverlo è il direttore dell'Ufficio scolastico dell'Emilia-Romagna, Stefano Versari, nel suo messaggio inviato oggi ai maturandi che si appresentano ad affrontare un esame di Stato del tutto particolare.

"Niente più sarà come è stato finora- afferma Versari- so bene che siete agitati da un'ansia di fondo. Certo, c'è la paura dell'esame. C'è pure la tristezza di quello che avete vissuto in questi mesi e c'è il timore per il futuro verso cui vi volgete, coperto dalle nuvole minacciose della recessione economica. Queste difficoltà saranno il segno della vostra generazione". Ma, esorta Versari, "quando direte ai vostri figli 'noi che abbiamo vissuto la pandemia del 2020' dovrete poter aggiungere quello che ne avrete fatto, di questa esperienza. Cosa, camminando con le vostre gambe e 'sporcandovi le mani', avrete portato di buono nel mondo. Perché a tutte le generazioni, con prove più o meno gravose, tocca volgere il male in bene".

Versari ci tiene dunque a sottolineare alcuni insegnamenti lasciati dalla pandemia. "Durante il lockdown avete usato i social per restare in contatto coi vostri amici e i computer per le lezioni a distanza- scrive il direttore dell'Usr- spero abbiate anche prestato attenzione a come il mondo stava reagendo". Versari cita il lavoro di medici e operatori sanitari, che hanno rischiato e perso la vita nella lotta contro il covid. "Riascoltate online le loro testimonianze- esorta- riflettete sulla loro esperienza. Fra i tanti possibili, un insegnamento che potrete trarne è che nella vita è importante sapere, sapere fare e sapere essere. Il mondo ha bisogno di sapienza, cultura, studio e dedizione, umiltà e relazioni umane positive". Ma non solo. Da questi mesi "potrete trarne un ulteriore insegnamento - insiste il direttore dell'Usr - coloro che fanno migliore il mondo non sono quelli che appaiono, che hanno tanti 'like', i 'fighi' che sono spigliati sono 'importanti'. Quelli che contano, anche se non lo danno a vedere, sono altri". Sono appunto "quelli che 'sono' e che 'ci sono', quelli che 'si sporcano le mani'. Sono pure quegli insegnanti che in questi mesi sono riusciti a esservi vicini, anche se fisicamente lontani".

Perciò, sostiene Versari, "ha grande significato anche il vostro studiare di questi giorni. Perché vi consente di affrontare un piccolo gorgo del fiume della vostra vita. Per crescere in maturità umana, le difficoltà non vanno evitate, anche se un poco generano ansia, ma vanno affrontate. Con personale responsabilità, ma non da soli".

(fonte Agenzia Dire)

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