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Da Santarcangelo a chef stellato fino alle Maldive, ora il giovane cuoco protagonista anche in tv

Al fianco di Alberto Faccani, due stelle Michelin, ha iniziato a viaggiare per lavoro. Tra le tappe anche l'Indonesia. Ora il suo volto compare nel nuovo spot di Alfa Romeo Tonale

Sean Conti è un giovane chef di Santarcangelo, il suo volto compare nel nuovo spot di Alfa Romeo Tonale. Sullo schermo, come nella vita reale, con i suoi piatti, racconta la cucina italiana, un’eccellenza del nostro Paese.

Sean Conti, com’è nato il contatto e quando è stato girato lo spot?

“Si tratta della prima esperienza in uno spot televisivo di questo calibro. È stato girato nel novembre del 2023 a Milano. Attraverso degli amici che hanno uno studio a Milano, sono stato contattato dalla casa di produzione. Sono andato a Milano e nel giro di una giornata abbiamo completato le riprese. Non è un mondo nuovo per me, perché ho fatto studi di media design e atri multimediali, imparando a lavorare anche dall'altra parte della telecamera. È un mondo che mi ha sempre incuriosito quello del cinema, della pubblicità e dei contenuti audiovisivi”.

Le è capitato di rivedersi nello spot?

“Lo spot ha iniziato a girare nel periodo di Natale. Ero in Thailandia e comunque televisione non ne guardo. Mi sono arrivati dei messaggi: ‘guarda che ti abbiamo visto in televisione’ oppure dove mi chiedevano ‘sei tu nello spot?’. L’avevo detto solo ai miei familiari e amici più stretti. Sapevo che sarebbe andato in onda ma non sapevo come e non sapevo come sarebbe andata”.

L’enogastronomia, come la cultura e la tecnologia vengono presentate come eccellenze italiane, immagino non possa che concordare, soprattutto sull’enogastronomia. Sbaglio?

“Per la mia esperienza, nel momento in cui ti presenti come chef e cuoco italiano, nasce sempre la convinzione si sicuramente si mangerà bene. Parlando con clienti provenienti da tutto il mondo, ho appurato che la cucina italiana è vista sempre come sinonimo di garanzia. Il cliente, soprattutto quello straniero, sa sempre che troverà certi gusti ed un particolare comfort che rende la nostra cucina molto riconoscibile. È il nostro punto di forza, perché dal punto di vista creativo e dei prodotti, la cucina italiana è insuperabile”.

L'enogastronomia ambasciatrice d'Italia nel mondo

Quali sono i passi fondamentali della sua carriera?

“Lavoro nel mondo della ristorazione da 8 anni. Sono partito come commis nelle trattorie locali. Poi nel 2019 ho lavorato al ristorante Ferramenta, e lì ho avuto le vere basi della cucina tradizionale e non solo. Ma uno dei momenti di svolta è stato nel gennaio del 2021. Eravamo ancora in pandemia ed io ho iniziato a mandare curriculum per poter lavorare in un ristorante stellato. Sono arrivato al Piastrino di Pennabilli, di Agostini e con una stella Michelin. Quello è stato il momento in cui ho capito che potevo fare un salto di qualità a livello professionale ma anche personale, perché quell'esperienza mi ha certamente aiutato a crescere. Nel gennaio del 2022 sono poi arrivato al Magnolia, due stelle di Alberto Faccani. Mi si è aperto un mondo, nel senso più ampio del termine, perché grazie a Faccani ho iniziato a viaggiare per lavoro, accompagnandolo ad esempio in serate evento e collaborazioni a Riad o a Giacarta in Indonesia, ma l'esperienza più importante è stata quella alle Maldive, dove sono stato circa quattro mesi, da gennaio a maggio 2023, in qualità di residente chef in un importante resort, nel quale ho gestito il Pop Up Restaurant del Magnolia. È stata un'esperienza molto arricchente, sia per la peculiarità di portare la cucina italiana stellata alle Maldive, usando prodotti locali, sia per la possibilità di potersi confrontare con chef provenienti da tutto il mondo".

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Viaggiando all'estero diventi anche ambasciatore della cucina italiana, non è così?

"Sì, ed è un aspetto a cui tengo molto. D'altronde, se ti stanno a cuore le tue radici, diventa importante impegnarsi per portare i gusti del tuo paese nei piatti che realizzi. Paradossalmente, a volte, la sfida più difficile è nella ricetta più semplice, perché all’estero spesso non si ha accesso ad ingredienti che in Italia invece sono comuni. Credo che quello di portare efficacemente all'estero il messaggio dell’italianità, sia la sfida più grande".

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