Confesercenti e Assohotel: "Preoccupante il fenomeno degli affitti brevi"

Secondo i dati diffusi al Ttg di Rimini, in tutta l'Emilia Romagna sarebbero 37mila le camere a disposizione

Tra appartamenti, case, monolocali, ville, residence, casali, mobile-home, agriturismi, rustici, bungalow, bed and breafast e cottage, sui siti che offrono appartamenti a turisti per brevi periodi in Emilia-Romagna sono decine di migliaia. Un fenomeno che sta diventando "preoccupante" per Assohotel Confesercenti regionale che denuncia "una concorrenza sleale" data da differenti regole fiscali e di sicurezza alle quali le strutture regolari non posso sfuggire. Per dare due numeri, su Homeaway le offerte nel territorio sono 2.866 e di queste il 56% è gestito da privati, il 44% da agenzie. Il maggior numero è a Bologna (872) seguita da Rimini (781), Ferrara (554). Sul portale Casevacanza.it si contano 1.267 offerte in regione, di cui il 24% è gestito da agenzie immobiliari e 75,9% da privati. E ancora Booking.com offre 5.766 proposte, di cui 961 bed and breakfast e 273 affittacamere (il 17,6%, peraltro, non ha apparentemente una corrispondenza ufficiale). Passando a un altro colosso Tripadvisor, gli annunci, sempre inerenti all'Emilia-Romagna sono 8.824 offerte, di cui 2021 case vacanze e 1.282 riguardanti altri alloggi. Quanto a Airbnb, solo in Emilia-Romagna, a settembre ha proposto 11.727 annunci di cui il 65,6% di case intere o appartamenti. La tariffa media di questo portale è di 77 euro comprensiva di spese di pulizia; la occupancy rate è il 62,6%. Infine Hometogo, che raggruppa in un unico sito tutte le offerte, propone 36.913 strutture, di cui 14.000 appartamenti, 4.500 camere private e 5.000 case con un prezzo medio di 106 euro. I dati sono arrivati oggi al Ttg di Rimini, grazie a un'indagine commissionata da Assohotel Confesercenti Emilia-Romagna al centro Studi di Firenze.

Lo studio "Le proposte ricettive dell'Emilia Romagna sui principali portali di commercializzazione", ha preso dunque in esame i principali portali di commercializzazione nell'ultimo mese e ha messo in evidenza che il fenomeno delle locazioni brevi a scopo turistico ha raggiunto dimensioni significative "e preoccupanti tanto da dar luogo a concorrenza sleale con le altre forme di ricettivita' e a una vera e propria turbolenza nel mercato degli affitti abitativi", spiega l'associazione. Per Filippo Donati, presidente di Assohotel-Confesercenti, "le attivita' albergherie soffrono di una concorrenza sleale poiche' devono competere con attivita' che non hanno le stesse regole fiscali e di sicurezza". L'associazione sottolinea ancora una volta che la richiesta non e' l'eliminazione di determinate forme di accoglienza o ricettivita'. "Anzi, le riteniamo una ricchezza e una occasione in piu' di sviluppo- precisa- ma devono competere a pari condizioni con le altre forme di ricettivita' e devono essere in grado di garantire ai turisti il diritto di trascorrere la propria vacanza in una struttura con standard di sicurezza e qualita' europei". Gli fa eco Stefano Bollettinari, direttore di Confesercenti Emilia-Romagna: "Non si puo' certo dire che si tratti di forme integrative di reddito o attivita' occasionali". E' diventata una vera e propria attivita' economica e quindi "devono valere le stesse regole per chi opera sullo stesso mercato, a partire dalla cedolare secca del 21%", in larga parte disattesa e oggetto di continui ricorsi. In generale "queste attivita' vanno assoggettate agli stessi adempimenti delle altre strutture ricettive". Quindi come accade in diverse citta' estere "regole piu' stringenti e maggiori controlli fiscali sono necessari anche in Italia".
(Agenzia Dire)

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