Crisi, la Cisl: "Aumenta la necessità di mettersi insieme"

Si è svolto lunedì attina il Consiglio generale della Ust-Cisl di Rimini. Il segretario generale, Massimo Fossati, ha introdotto l’incontro mettendo in primo piano il tema del lavoro e della crescita

Si è svolto lunedì attina il Consiglio generale della Ust-Cisl di Rimini. Il segretario generale, Massimo Fossati, ha introdotto l’incontro mettendo in primo piano il tema del lavoro e della crescita: «Crediamo che il paese abbia bisogno di un patto per lo sviluppo, che come Cisl chiediamo da tempo. Non avere capito questa necessità, rende oggi più debole il governo Monti di fronte al ritorno prepotente delle lobby e degli interessi particolari».
 
Ancora riguardo il governo Monti, Fossati ha ribadito la delusione del sindacato di fronte a «Un governo che aveva dichiarato che avrebbe agito con rigore ed equità e invece sta tradendo tutte le nostre attese. La riprova? Avevamo chiesto una patrimoniale per i più ricchi e invece, tramite l’Imu, ci siamo trovati una patrimoniale per i più poveri».
 
A questi temi è strettamente legato il discorso dell’evasione fiscale, una piaga che tocca direttamente anche il locale: «Come territorio riminese siamo al secondo posto in Italia per ricchezza pro-capite, ma tra gli ultimi per reddito dichiarato, con una media che si aggira sugli 11.770 euro – ha ricordato Fossati –. Per ogni cento euro dichiarati regolarmente al fisco, nel territorio riminese ne vengono evasi altri 47. Inoltre Rimini continua ad essere ai primi posti in Italia per numero di sportelli bancari, uno ogni mille abitanti, segno distintivo di un territorio ricco e con un’alta qualità della vita».
 
Sempre riguardo il territorio, Fossati, ha sottolineato come «La crisi sta cambiando pelle alla nostra realtà locale e apre problemi e scenari nuovi nei quali occorre operare. Cambia la geografia istituzionale, dalle provincie e prefetture che vengono ridisegnate su scala più ampia, alla imposizione ai piccoli comuni di consorziarsi o di promuovere unioni, alla riorganizzazione di tutte gli enti strumentali e/o partecipate che sono cronicamente in perdita da più di 3 anni! Un processo non senza conseguenze.  
 
Aumenta la necessità quindi di “mettersi insieme” tra territori o imprese in una logica di Area Vasta – dalla sanità, al sistema delle fiere e degli aeroporti, alla mobilità – per rispondere a esigenze di efficienza e risparmio o di mercato. Questo lo si può fare senza rinunciare a tutelare e difendere gli interessi specifici del territorio. Tutto ciò comporterà anche una rivisitazione delle nostre abitudini, ma anche del nostro modello di sviluppo. L’economia riminese è – da sempre – caratterizzata da una diversificazione settoriale che vede accanto al settore industriale, un forte comparto commerciale e turistico-alberghiero che nella crisi necessita, come non mai, di manutenzione.
 
Non si può trascurare infatti, che se questo sistema ha garantito un buon livello di sviluppo e benessere per molti decenni, ciò è stato reso possibile anche da una elevata percentuale di evasione fiscale e di lavoro sommerso, molto superiore alla media nazionale.  
 
Lo testimonia anche ogni classifica sui redditi e sulla ricchezza prodotta nei territori ad opera di questo o quel istituto o giornale che mette in evidenza come permanga a Rimini una situazione anomala».
 
Fossati ha ribadito che «La scelta di un nuovo e diverso modello di sviluppo potrebbe determinare un nuovo impulso per mantenere un buon livello di benessere e garantire migliori opportunità di lavoro. Come Cisl dobbiamo spingere in questa direzione, perché forte è la preoccupazione per la continua erosione di opportunità di lavoro e per il numero crescente di donne e di uomini, soprattutto giovani, disoccupati e senza alcuna prospettiva, numero che, nella nostra percezione, va ingrossandosi con costi personali e sociali enormi. I dati lo dimostrano: abbiamo una disoccupazione che permane 3 punti superiore alla media regionale, oltre 3.000 sono i lavoratori in mobilità. Le domande di disoccupazione stagionale sono aumentate del 30% rispetto allo scorso anno.

Di fronte a uno scenario che può apparire solo negativo, il segretario generale della Ust-Cisl di Rimini ha sottolineato che «Questa che chiamiamo crisi è un profondo processo di cambiamento di cui non siamo ancora in grado di capire la durata e la portata, un processo che sta determinando preoccupazione per le condizioni di vita che cambiano, disorientamento per l’incapacità di prevedere i futuri orizzonti e un senso di frustrazione rispetto alla possibilità di modificare una tendenza che sembra avere connotati esclusivamente negativi. Se viviamo questo passaggio come un lento e inesorabile declino non riusciremo mai a mobilitare energie e intelligenze per costruire quelle risposte che, ne siamo convinti, ci sono e vanno individuate e colte per il nostro futuro.

Serve un nuovo progetto di sviluppo, che nasca da una grande alleanza tra le forze sane del territorio, è fondamentale sollecitare questa presa di coscienza, capire che i cambiamenti devono essere governati se vogliamo costruire nuove prospettive di sviluppo. Quindi come Cisl dobbiamo da un lato non demordere, affinché nel nostro lavoro quotidiano le amministrazioni locali contengano tasse e tariffe dentro il solco dell’equità, a partire dall’Imu sulla prima casa, e dall’altro impegnarci per favorire e costruire una grande “alleanza per il territorio” che coinvolga tutti i soggetti economici – associazioni, sistema del credito, istituzioni e forze sociali – che sappia proporre nuove idee e soluzioni. Una alleanza che stringa un patto per il territorio e che affronti il tema spinoso della governance e del modello di sviluppo per la nostra realtà, alla luce dei nuovi scenari che abbiamo di fronte».

Si tratta di tematiche complesse e «La Cisl rilancia la necessità di approfondire queste questioni al nostro interno prima dell’estate, attraverso momenti formativi e seminariali coinvolgendo quanti – professori ed esperti – ci possono aiutare nella conoscenza dei problemi, per poi farci promotori di un incontro allargato». Il Consiglio generale è continuato con le relazioni dei delegati di categoria e si è concluso con l’intervento del segretario nazionale Cisl Pietro Cerrito.

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