Offerte di lavoro, nonostante la crisi aziende in difficoltà a trovare i profili desiderati

Quasi 3mila le posizioni aperte, nel 18% dei casi chi assume fatica a trovare dipendenti in linea con le sue richieste

Il sistema camerale grazie alla rilevazione Excelsior pubblica ogni anno l’aggiornamento dei fabbisogni occupazionali e della formazione delle imprese, nonché sulle competenze e i titoli di studio maggiormente richiesti, strumento utile alle politiche attive del lavoro, all'orientamento scolastico e professionale. Il borsino delle professioni della Camera di commercio della Romagna che da qualche anno diffonde mensilmente le previsioni occupazionali con orizzonte il trimestre successivo per le province di Forlì-Cesena e Rimini nei mesi di marzo-giugno ha subito una battuta di arresto, a seguito dell’emergenza sanitaria causata dalla pandemia da Covid-19 e della sospensione delle indagini Excelsior presso le imprese. L’attività è ripartita con la rilevazione condotta tra il 25 maggio 2020 e il 9 giugno 2020 con il riavvio delle attività produttive. Il questionario d'indagine è stato arricchito con una sezione dedicata agli impatti dell’emergenza Covid-19 e alle prospettive della ripresa, in modo da tenere conto dell’inedita e delicata situazione in cui le imprese si sono trovate e risultare, quindi, uno strumento di analisi tempestivo in termini di informazione e orientamento per una ‘nuova normalità’ sulla quale riposizionarsi per ripartire in previsione di una attenuazione dell’emergenza sanitaria e delle conseguenti disposizioni restrittive.

L’andamento delle assunzioni di luglio in Emilia-Romagna, trainate dalla stagione turistica in particolare sulla costa, si prospetta migliore della media nazionale: insieme a Trentino e Veneto la flessione rispetto allo scorso anno è contenuta tra il 19 e il 35%. La contrazone al Sud e nelle Isole è tra il 30 e il 34%, al Centro è pari al 37%; in Italia è in media del 38,6%. La ripresa più lenta è prevista nel Nord Ovest del Paese dove si registra una flessione fino al 48,5% di entrate rispetto a luglio del 2019.

Nel mese corrente, la previsione di entrate professionali per le province di Forlì-Cesena e Rimini è di 4.630 unità (rispettivamente 1.920 e 2.710), mentre in Emilia-Romagna si ipotizzano 23.300 ingressi e in Italia 263.000: Per il trimestre luglio-agosto-settembre, la previsione è di 10.930 entrate (5.150 a Forlì-Cesena e 5.780 a Rimini), nel 2019 erano 15.140 complessive. Il paradosso è che, nonostante la crisi, continuano a verificarsi grandi difficoltà di reperimento delle figure desiderate dalle imprese, in particolare su Forlì-Cesena (28 casi su 100, Rimini 18%) e per alcune professioni. Nel mese di luglio, in provincia di Forlì-Cesena, le professioni più difficili da reperire su 3 professioni con 2.710 entrate previste, sono: conduttori di mezzi di trasporto per il 37,5%; personale non qualificato nella logistica, facchini e corrieri, con il 32,3% di difficoltà di reperimento; personale di amministrazione, di segreteria e dei servizi generali, con il 22,8% di difficoltà.

Per la provincia di Rimini, le figure più difficili da reperire su 3 professioni con 1.920 entrate previste sono: operai nelle attività metalmeccaniche, al 60,6% di difficoltà di reperimento; conduttori di mezzi di trasporto, 45,9%; cuochi, camerieri e altre professioni dei servizi turistici con difficoltà nel 29,3% dei casi. Per quanto riguarda i contratti previsti, solo nel 5% dei casi a Rimini le entrate saranno stabili; per il 19% a Forlì-Cesena. Il tipo di contratto più diffuso rispecchia anche una diversa percentuale di impiego nel settore prevalente dei Servizi (91% e 76%) e nella tipologia di dimensione di attività, 81% in piccole e medie imprese nella provincia costiera e più all’interno 73%.

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La richiesta di giovani under 30 riguarda il 41% dei casi in provincia di Rimini e del 34% in quella di Forlì-Cesena. Per quanto riguarda le entrate previste per livello di istruzione, la laurea è necessaria nel 10% dei casi a Rimini nell’8% dei casi a Forlì-Cesena. L’area aziendale della produzione di beni richiede oltre il 60% dei profili per entrambe le province; per chi ha meno di 30 anni le maggiori necessità sono rappresentate per le aree commerciali e della vendita (49% a Rimini, 40% a Forlì-Cesena).

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