M5S: "Fiera e Palas, i nodi al pettine"

"E così mentre per noi i conti del Palas restano ad oggi un segreto - in palese violazione ai diritti dei consiglieri - ci limitiamo a qualche riflessione partendo dall'impero del Faraone e del suo sistema fieristico"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RiminiToday

Rimini negli anni ha fatto scuola per il turismo, ma in troppi si sono fatti prendere la mano esponendosi fortissimamente mettendo a rischio la stabilità economico finanziaria del Comune di Rimini.

La decisione di ieri di bocciare un emendamento proposto da tre consiglieri comunali (di cui due della maggioranza) apre la via del declino.

Non possiamo approvarlo, dobbiamo risparmiare. E' questo l'imperativo categorico che arriva dai banchi della maggioranza. Circa il risparmio siamo tutti d'accordo. E, al pari di quanto avverrebbe in una normale famiglia, si deve ridurre la spesa.

Il problema ora è capire su chi bisogna risparmiare. E così mentre pochi giorni prima si approvava la modifica al regolamento sulla tassa di soggiorno esentando talune categorie dal pagamento della tassa di soggiorno (costo dell'operazione pari a 500.000 euro all'anno) ieri sera si dice no ad un emendamento il cui valore è di 150.000!

E così la grave esposizione economico finanziaria del Comune di Rimini frutto di investimenti faraonici quali TRC, Aeroporto, Palacongressi, Fiera mette a rischio quello che è sempre stato il fiore all'occhiello dei servizi riminesi: la qualità dei nidi d'infanzia. Con la decisione di bocciare un emendamento si sta avviando - e questo l'abbiamo capito bene - nella direzione dello smantellamento del sistema scolastico pubblico in favore della privatizzazione nella gestione dei servizi.

E così mentre per noi i conti del Palas restano ad oggi un segreto - in palese violazione ai diritti dei consiglieri - ci limitiamo a qualche riflessione partendo dall'impero del Faraone e del suo sistema fieristico.

Il si alla realizzazione dell'opera arrivava accompagnato dalla certezza - ovviamente puntualmente smentita dalla realtà - che i due Palas Riccione e Rimini non avrebbero rappresentato un problema. E nessuno probabilmente si è domandato se aveva senso finanziare l'opera con denaro pubblico. Ma superato l'interrogativo la domanda successiva era: come lo pagheremo? La risposta: avremo tantissime presenze, saranno quelle a finanziare l'opera. peccato però che le presenze necessitano di infrastrutture. Ma non c'è che dire: pare spiccata l'attitudine degli amministratori riminesi a partire dalla coda. E se l'IKEA prima di aprire in tutta Italia si preoccupa delle strade, a Rimini e per la fiera il meccanismo pare proprio l'inverso.

E così i vari comuni benché pressoché tutti con lo stesso colore non si sono mossi in sinergia tra loro: basti pensare alla diversità dell'imposizione della tassa di soggiorno che ha regole che cambiano con i confini comunali. E la Regione - da cui Rimini è stata sempre troppo lontana, in tutti i sensi non si è minimamente preoccupata di dare alla riviera romagnola una parvenza di omogeneità.

Ma tornando al Palas - quello che doveva essere l'artefice del turismo congressuale - mancavano 20 milioni di euro all'appello! L'idea imprenditoriale ha la trovata sensazionale: pura finanza creativa. Gli alberghi hanno dovuto costituire un consorzio (AIA PALAS) che si impegnava al pagamento di Royalty per ogni presenza congressuale.

Oggi (ieri) il "Faraone" ammette che il sistema è stato un flop e la colpa è tutta della crisi. Che la crisi ci sia è indubbio, ma che sia quella la causa di tutti i mali davvero no!

A meno di dire che il problema di Palermo è il traffico! Ma quante erano le presenze stimate ? Forse 300.000 presenze? Non è che per caso qualche "artista" di finanza creativa si è fatto prendere la mano? Non è che qualcuno le ha sovrastimate? Quello che è certo che a Rimini abbiamo grandi "artisti" a redigere business plan e peraltro pare davvero a Rimini siano sempre gli stessi.

E oggi anche il PD riminese - sotto le mentite spoglie di una sinistra ormai evaporata - vota compatta con il PDL bocciando un emendamento peraltro proposto da ben tre consiglieri di cui due della maggioranza, avviando un chiaro processo di progressivo smantellamento della gestione pubblica del sistema scolastico adducendo come scusa della scelta un tecnicismo assolutamente risibile.

M5S Rimini

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