PD Santarcangelo: "Palazzo della cultura, una storia che viene da lontano"

La nuova Biblioteca è una delle opere più importanti che siano state pensate e realizzate negli ultimi anni a Santarcangelo. In termini di investimento economico e di ricaduta positiva che avrà sulla città.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RiminiToday

La nuova Biblioteca è una delle opere più importanti che siano state pensate e realizzate negli ultimi anni a Santarcangelo. In termini di investimento economico e di ricaduta positiva che avrà sulla città.  E tra poco vedrà la luce. Ne siamo soddisfatti e orgogliosi. Sì, perché la  storia del nuovo Palazzo della Cultura viene da lontano, dato che il progetto affonda le sue radici nella scelta dell’amministrazione comunale (durante il primo mandato dell’allora sindaco Vannoni) di salvare l’ospedale della città.  Infatti, il palazzo fu acquistato dall’ASL già nel 2002, per un valore di 1.450.000euro. Un’entrata importante per l’azienda sanitaria che poté re-investire sull’adeguamento dell’ospedale Franchini, potenziarlo e renderlo un centro sanitario fondamentale per la Valmarecchia. Poi arrivò l’idea, una di quelle destinate a cambiare e rafforzare per sempre l’identità di Santarcangelo, come quella di “città della cultura”. Si pensò infatti ad uno spazio culturale, aperto, grande, fatto di opportunità per tutti. Così è nato il progetto del “palazzo della cultura”, che non è solo il trasferimento dell’attuale biblioteca, ma qualcosa di più. E’ un contenitore plurale, dove tutta la comunità possa ritrovare l’interesse per il libro, le idee e una trama di relazioni che arricchiscono in modo immateriale una comunità. Quel progetto, avviato a fine 2008 è costato all’amministrazione 3.410.000euro.

Oggi, dopo sei anni, quel palazzo è completato. Vogliamo ringraziare per questo completamento anche il dott. Clemente di Nuzzo, che attraverso l’impegno e l’ultimo stanziamento di 200.000 euro circa ha permesso a quell’idea venuta da lontano di vedere la luce ed essere abitata dai cittadini di Santarcangelo.

Vogliamo che l’inaugurazione sia un momento di festa per tutti. Per noi, per il Partito Democratico e il centro-sinistra di Santarcangelo di certo lo sarà.

Lo sarà perché noi, nella cultura ci abbiamo sempre creduto e ci abbiamo sempre investito. Come elemento di libertà sociale, di formazione di un pensiero comune, di ricchezza immateriale che crea idee e anche opportunità di lavoro. Spesso siamo stati lasciati soli in queste battaglie. Spesso abbiamo dovuto lottare contro un centro-destra che sostiene che la cancellazione del festival del teatro, del museo, del cinema, della biblioteca, delle scuole di musica (compresa la banda) renderà migliore Santarcangelo.

Perché tanto “con la cultura non si mangia”. E’ qui che casca l’asino. Con la cultura oltre che formare una società più coesa e consapevole, si può rilanciare l’economia. Qualcuno crede davvero che saremmo stati la città della poesia senza i nostri poeti? Qualcuno crede che senza il festival di Patino saremmo mai stati conosciuti a livello internazionale? Qualcuno crede che senza l’investimento nella cultura delle tradizioni, nel valore dell’identità, oggi avremmo queste fiere? O un successo così importante per calici di stelle? Qualcuno crede che senza la tenacia di Donati avremmo avuto un istituto museale riconosciuto dalla regione? Pensiamo davvero che la cultura non aiuti il nostro commercio, o che non attragga piccoli investimenti?  Santarcangelo ha una ricchezza e  una bellezza riconosciuta proprio grazie a questa spinta forte verso la ricerca, la curiosità, il sapere. Saremmo stati più brutti e poveri, senza.

Certo, abbiamo ancora molto da lavorare, per rendere ancora più gradevole la città. Dovremo potenziare e rilanciare tutte le attività culturali e dovremo tornare a dare un significato alla sperimentazione, all’iniziativa di chi rischia per cercare qualcosa di nuovo. Dovremo saper fare della cultura e del turismo un binomio vincente. Su questi contenuti si fonderà la proposta del PD.

La cultura per ottenere risultati veri deve essere viva, fatta di ricerca, iniziative e anche sostegno da parte dell’amministrazione pubblica.
Il nuovo Palazzo della Cultura dovrà essere tutto questo messo assieme.

Uno spazio adeguato alla crescita del pensiero, dello studio e del sapere; un'opportunità per tutti i cittadini, dai più grandi ai più piccoli, per chi studia e per chi ricerca un archivio o soltanto ha la lettura come passione.  Il tutto supportato dai migliori strumenti multimediali e dalla tecnologia più moderna.

Ci auguriamo che possa diventare, non solo uno spazio per i libri, ma qualcosa di più.
Un luogo per pensare e scambiarsi idee. Un luogo in cui passare intere giornate ad arricchirsi con la conoscenza. Così come funzionano le migliori biblioteche d'Europa. Sono luoghi in cui puoi entrare di mattina e uscire di sera, per le tante occasioni di approfondimenti, relazioni e svago che ti possono offrire.
Vogliamo stare al passo con l'innovazione, progettare in grande ed offrire i migliori servizi ai cittadini, affinchè la biblioteca sia veramente un palazzo di cultura.

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