Visita dei sottosegretari, Gnassi tuona: "Non siamo stati informati, gravità estrema"

"Non posso che esprimere tutto lo sconcerto e la disapprovazione per la scansione metodologica della giornata di giovedì", afferma Gnassi

All'indomani della visita del sottosegretario all’Interno Nicola Molteni e di quello alla Giustizia Jacopo Morrone, il sindaco di Rimini, Andrea Gnassi, esprime "tutto lo sconcerto e la disapprovazione per la scansione metodologica della giornata di giovedì". "I sindaci, convocati in mattinata sul tema del Patto e dei corretti rapporti istituzionali, non sono stati informati né dal signor prefetto né dal signor questore né da alcuno, che nel pomeriggio era in programma una visita congiunta di rappresentanti di Governo, insieme a un codazzo di esponenti locali di un partito, sullo stesso argomento", tuona il primo cittadino.

"Definire questa cosa di una gravità estrema è un eufemismo - rincara la dose -. Con questo atto si sono cancellati anni e anni di corrette relazioni istituzionali, preferendo con ogni evidenza i rappresentanti delle Istituzioni e delle forze dell’ordine sul territorio relazionarsi prioritariamente con un partito piuttosto che con i sindaci eletti, e utilizzando allo scopo un comportamento prima di tutto omissivo delle informazioni, e poi del tutto opaco e ambiguo".

Gnassi va giù duro: "Vale la pena ricordare a questi rappresentanti delle ostituzioni e delle forze dell’ordine che il loro mandato si esplica nel tricolore e nell’idea di democrazia espressa dal Presidente della Repubblica, e non piuttosto nel monocolore di un partito. E’ chiaro che quanto accaduto giovedì determinerà sensibili cambiamenti nelle future modalità di relazione. Ma a questo punto mi chiedo, prendendo atto dei rapporti istituzionali che unilateralmente si sono voluti indirizzare in una strada inedita e scarsamente rispettosa del senso dell’istituzione e della democrazia: a cosa serve un Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza, gestito con queste modalità?”.

Il sindaco sottolinea "come il mandato chiaro e inequivocabile emerso dal Comitato provinciale per l’ordine pubblico e la sicurezza di giovedì e consegnato al signor Prefetto è quello di presentare in tempi rapidi il crono programma che dia tempi certi circa il pieno rispetto del Patto sulla Sicurezza, negli articoli riguardanti la realizzazione della Cittadella sulla Sicurezza, sottoscritto a dicembre 2016 dagli Enti locali e dallo Stato italiano, e che per contratto ha due punti fermi: tappa intermedia e limitata temporalmente in piazzale Bornaccini, via Ugo Bassi soluzione definitiva per dare sistemazione logistica a Guardia di Finanza, Polizia e Stradale. E’ un mandato fermo e esplicito. Gli enti locali, in quest’ultimo anno, hanno sbrogliato la matassa della sede temporanea. Questo va detto a chiare lettere: dopo aver cercato altre sedi temporanee (provincia, ex mutua, edificio nei pressi dell’area stazione), piazzale Bornaccini è il risultato di una decisione degli Enti locali in accordo con ministero degli Interni e Questura, portato avanti e realizzato da Regione, Provincia, Comune di Rimini, con il sudore e la fatica, 500 mila euro investititi, il trasloco dei Centri per l’Impiego, gli incontri con i sindacati per lo spostamento del personale dei Centri per l’Impiego stesso che lavora in piazzale Bornaccini. Mentre gli enti locali lavoravano per questo, e io personalmente sbattevo il dossier della vergogna di via Ugo Bassi e delle disonorevoli condizioni in cui sono costretti a operare e vivere gli agenti di Polizia, si consumava il tradimento da parte di chi deve rappresentare lo Stato. Negli stessi mesi della nostra attività intorno a piazzale Bornaccini e il trasferimento dei Centri per l’Impiego, noi Enti locali apprendevamo solo dalla stampa che ciò che mettevamo a disposizione temporaneamente, come previsto dal Patto firmato, diventava magicamente definitivo per 18 anni. Questo per quanto riguarda il merito".

La replica

La parlamentare della Lega, Elena Raffaelli, parla di "ennesimo scivolone del sindaco Andrea Gnassi. Oggi se la prende con la breve visita di cortesia che due sottosegretari, i parlamentari Jacopo Morrone e Nicola Molteni, hanno fatto ieri pomeriggio a Rimini. Evidente la strumentalità della polemica. Ma ancora più paradossali le minacce che Gnassi lancia di ‘sensibili cambiamenti nelle future modalità di relazione’. Ci chiediamo se un amministratore pubblico che ha lanciato pesantissime critiche ideologiche contro il Governo, e in particolare sul decreto sicurezza, dispensando falsità a piene mani, possa darci lezioncine di correttezza istituzionale. Gnassi rifletta a lungo prima di parlare: la leale collaborazione fra istituzione dovrebbe essere reciproca. E non quando fa comodo al sindaco di Rimini".

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L'intervento del sindaco di Misano

Commenta il sindaco di Misano, Stefano Giannini: "Giovedì ell’introdurre l’incontro in Prefettura sull’ordine e la sicurezza pubblica, il Prefetto, dopo aver doviziosamente illustrato le buone azioni svolte nel nostro territorio in ordine alla prevenzione dei reati, la sicurezza in spiaggia, il contrasto alla criminalità organizzata, il degrato urbano e la lotta alla prostituzione, il coordinamento alle forze dell’ordine, ha  detto che l’incontro aveva anche lo scopo di fare “il tagliando” all’attuazione del Patto sulla sicurezza sottoscritto dai sindaci di Rimini con il Ministro dell’Interno Marco Minniti, con particolare riferimento all’idonea sistemazione di Questura e  Polizia dello Stato e della Guardia di Finanza. Nel mio intervento, rilevando le peculiarità di Rimini, con l’imponente numero di turismi in estate, ho sottolineato come  rimanesse per i Sindaci una condizione imprescindibile, prevista dal Patto stipulato con il Ministro Minniti, il contemporaneo avanzamento dei lavori  di piazzale Bornaccini per il trasferimento provvisorio della Questura, grazie al fattivo impegno del Comune di Rimini, con l’avanzamento alla stessa velocità e con procedure amministrative verificabili e tempi certi, della definitiva sistemazione dell’edificio di via Ugo Bassi (ex DA.MA) per accogliere in un’unica cittadella della Sicurezza, Questura e Polizia di Stato e Guardia di Finanza.  Non ho sentito alcun altro Sindaco esprimere dopo di me opinione difforme. Nel mio intervento ho anche rimarcato lo sconcerto per le dichiarazioni di alcune settimane fa del sottosegretario Morrone e della parlamentare Raffaelli della Lega, in cui  si paventava con superficialità l’abbandono di ogni azione per portare avanti la soluzione di Via Ugo Bassi. Ho rilevato, ieri, come forse le loro dichiarazioni fossero dovute alla loro ingenua inesperienza,  probabilmente convinti da qualche più scafato e importante esponente politico lombardo che forse voleva, con le stesse risorse destinate a Rimini, favorire magari la Cittadella della Sicurezza delle Alpi Orobiche o quella del Verbano Valdossola (o quale di altro c’è)  Il problema dell’edificio di Via Ugo Bassi che altrimenti rischia di diventare un ricettacolo di criminalità invece che un’occasione di sicurezza, è un problema che non può riguardare solamente il Comune capoluogo, dal momento che quell’importante area, messa a disposizione sin dall’inizio per quella finalità, investe l’intera comunità provinciale. Rispettare il Patto sulla sicurezza per noi sindaci significa prima di tutto assicurare il decoro urbano, la qualità  dei servizi, la sicurezza dei cittadini per i quali la comunità ha messo espressamente a disposizione specificamente quel terreno. Per questo ho anche detto di aver apprezzato le parole del Prefetto di voler fare una verifica condivisa sull’attuazione del Patto sulla sicurezza a un anno di distanza dalla sua approvazione, con l’impegno messo in campo della Prefettura per coordinare i lavori alla presenza di tutte le forze dell’ordine e dei sindaci del territorio.  Sono però rimasto sconcertato dall’aver appreso dagli organi di informazione che nello stesso pomeriggio alcuni rappresentanti del Governo erano in visita in Prefettura, sullo stesso argomento; tale visita avrebbe dovuto essere portata a conoscenza nella riunione svoltasi in mattinata, quando invece i sindaci sono stati tenuti all’oscuro di questo incontro. Ancor più sconcertante è che nella foto di gruppo i rappresentanti del Governo e il Prefetto siano stati accompagnati da esponenti locali di un partito che fa parte dell’attuale maggioranza di Governo. Poi alla fine il sottosegretario Morrone ha detto che si, andrà avanti anche la riqualificazione di via Ugo Bassi, con tempi vaghi e procedure vaghe (di cui pensiamo non abbia neanche contezza). Ma non è questo il tema. Il tema è che i rappresentanti locali devono essere trattati con più considerazione e rispetto su problematiche decisive per la loro comunità".

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