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La burrasca mette in ginocchio l'intera provincia, anziana salvata in extremis

Estratta dall'abitacolo sommerso dall'acqua una donna che si è infilata con la sua vettura in un sottopasso allagato. Fiumi esondati, case e scuole evacuate

E' una provincia in ginocchio quella di Rimini che, dalla notte tra giovedì e venerdì, si è trovata a fare i conti con un'ondata di maltempo. In appena 2 ore, sono stati oltre 100 i millimetri di pioggia e, per il forte vento da nordest che ha ingrossato l'Adriatico, è stato praticamente impossibile riuscire a far defluire l'acqua in mare. Dall'1 alle 4, infatti, la pioggia ha iniziato a flagellare l'intera provincia e, il vento, ha raggiunto picchi di 90 chilometri all'ora. I corsi d'acqua si sono immediatamente gonfiati, il Marecchia ha raggiunto + 4 metri sul livello normale, e sono esondati il Mavone, l'Uso, il Marano, il Melo e il Conca. Il Ventena è uscito dal proprio corso nei pressi del centro storico di San Giovanni in Marignano allagando l'intera zona.

Oltre ai disagi sulla viabilità ordinaria, a causa dei sottopassi allagati soprattutto nella zona nord, l'autostrada A14 è stata chiusa, da Cattolica, fino alle 11 quando è stato permesso l'accesso ai caselli solamente per le vetture mentre, i mezzi pesanti, sono stati bloccati. Problemi anche per la circolazione ferroviaria, sia per alcuni passaggi a livello che sono andati in tilt a causa della mancanza di corrente, sia per il Marano che, nella zona di Riccione, è arrivato a toccare le arcate del ponte ferroviario costringendo i convogli a procedere a passo d'uomo. Nella prima mattinata di venerdì, l'intera macchina dei soccorsi era già al lavoro con 15 squadre di volontari della Protezione Civile che hanno supportato il personale dei vigili del fuoco e della polizia Municipale dei comuni coinvolti dal maltempo. Alle 9 si è tenuta, in Prefettura, una prima riunione d'emergenza per coordinare i vari soccorsi e, una seconda, si terrà nel pomeriggio per fare il punto della situazione.

BELLARIA IGEA MARINA - Quello di Bellaria è stato uno dei comuni riminesi più colpito dal maltempo tanto che è stato necessario evacuare in emergenza 10 famiglie, le cui abitazioni nella zona del porto sono finite sott'acqua, e la scuola elementare "Ferrarin". Nella mattinata, si è reso necessario fare abbandonare anche la scuola "Carducci" a causa della sua vicinanza al fiume che stava esondando. Il lungomare Colombo ha visto la furia del mare raggiungere la strada tanto che gli scantinati degli alberghi sono stati allagati.

SANTARCANGELO - Alle 3.30 di venerdì è esondato sia il fiume Uso che il Mavone rendendo necessario eseguire due ordinanze di sgombero per le abitazioni minacciate dalle acque. Tra le oltre 70 segnalazioni gestite dal Comune, si è registrata una frana a Montalbano e un'auto rimasta bloccata nel sottopasso di via Fosse. Per la furia dell'Uso, è stato necessario chiudere il ponte sul fiume fino alle 13 di venerdì. La situazione più grave si è registrata in via Palazzina, dove il fiume Uso ha rotto gli argini all’altezza dell’area Contea fino alla zona della Fornace. Nella prima mattinata tre case sono finite sott’acqua: si è resa necessaria l’evacuazione di due famiglie che hanno trovato autonomamente una nuova sistemazione, mentre la terza casa era disabitata. Appena il fiume si ritirerà, il Servizio Tecnico di Bacino Romagna potrà intervenire per ripristinare l’argine. Nel corso della mattinata, inoltre, sono stati chiesti rinforzi alla Protezione Civile attraverso la Provincia, per la fornitura di idrovore più potenti dal momento che quelle in dotazione alla Protezione Civile della Valmarecchia non sono risultate sufficienti. Allagamenti sono stati segnalati anche a Canonica, Sant’Ermete, Stradone e San Bartolo, mentre la zona di Montalbano è stata interessata da movimenti franosi. Diverse anche le strade chiuse al traffico: nel Capoluogo la circolazione in via Le Fosse è interrotta a causa dell'allagamento del sottopasso e della presenza di un’auto rimasta bloccata, mentre nelle frazioni restano chiuse via Savina e via Sarzana (San Martino dei Mulini), via Gessi (Stradone) e via Bionda all'altezza dell'incrocio con via Beccarina (Canonica). Riaperte invece via Andrea Costa, che era stata chiusa all’altezza del ponte sul fiume Uso per motivi precauzionali, e via Marecchiese, dove la circolazione era stata interrotta all'altezza di Vergiano per l’esondazione del rio Mavone.

POGGIO TORRIANA - Situazione difficile anche nell'entroterra, soprattutto in corrispondenza dei corsi d'acqua, con la viabilità che ha risentito degli allagamenti di fossi e canali. E' stato necessario chiudere, nella mattinata, la Santarcangiolese e la zona industriale di Camerano è rimasta allagate. Diverse le segnalazioni di frane in tutto il territorio.

RIMINI - Per quanto riguarda il capoluogo di provincia, la zona più colpita è stata quella a nord e, più in particolare, Viserba dove si sono registrati allagamenti di sottopassi e garage oltre al crollo di un albero che ha abbattuto i fili elettrici. Salvataggio in extremis da parte dei vigili del fuoco e del personale della polizia Municipale di un'anziana automobilista che, verso le 10 non accorgendosi del sottopasso di via Genghini allagato, si è infilata con la sua vettura nell'acqua. La donna è rimasta bloccata nell'abitacolo e, a lanciare l'allarme, sono stati i residenti della zona. Fortunatamente, dall'altra parte della linea ferroviaria, era al lavoro una squadra di vigili del fuoco che stavano intervenendo su un albero abbattuto dal vento. I pompieri sono riusciti a scavalcare la recinzione della ferrovia e a intervenire tempestivamente, sfondando i finestrini dell'auto, e a portare in salvo la donna. Tre le auto rimaste bloccate nel sottopasso allagato di via Tolemaide dove, secondo la ricostruzione della polizia Municipale, qualcuno ha tolto le transenne che bloccavano l'accesso. Anche in questo caso, è stato necessario l'intervento dei vigili del fuoco per estrarre l'automobilista dall'abitacolo. Sempre a Viserba, è stato necessario chiudere la scuola media a causa dell'interruzione dell'energia elettrica. Problemi analoghi anche a San Giuliano dove, alle 3, le cabine dell'Enel sono finite sottacqua interrompendo l'erogazione di corrente. Oltre una ventina gli alberi abbattuti dal vento e allagamenti anche nella zona del porto dove, il mare, ha superato i 170 centimetri di altezza.

RICCIONE - Fin dalla prima mattinata, il sindaco Renata Tosi ha eseguito una serie di controlli del territorio in compagnia delle forze dell'ordine. In alcune zone della città, come per esempio le aree di Via Veneto sopra il cavalcavia dell’autostrada, si sono verificati allagamenti all’interno di appartamenti e piani interrati. Pali della segnaletica divelti, rami caduti sulla sede stradale e in alcuni casi addirittura alberi sradicati, sottopassaggi allagati, cartellonistica pubblicitaria abbattuta e intere strade chiuse alla circolazione. Le aree più colpite sono state quelle dei quartieri a ridosso del Rio Melo e del Marano che, uscendo dall’alveo, hanno provocato allagamenti di case e capannoni. Numerosi tratti di arenile sono stati fortemente danneggiati. Gli ultimi sottopassi ad essere liberati, soltanto a fine mattinata, sono stati quello di Viale dei Mille e di Viale La Spezia; quest’ultimo è stato reso percorribile anche se l’ingente quantità di fango depositatosi sull’asfalto necessiterà di un intervento di pulizia per evitare che le auto possano sbandare a causa del manto reso più scivoloso. A fine mattinata, tuttavia, la quasi totalità delle emergenze è rientrata, le strade sono state rese nuovamente percorribili anche se la presenza di numerosi quantitativi di fango sull’asfalto richiede particolare attenzione da parte di tutti gli utenti.

MISANO - A Misano Adriatico, la zona più colpita è stata la fascia a mare della ferrovia e in particolare l’arenile dove l’acqua si è spinta in diversi punti oltre la strada del lungomare. Il Sindaco a seguito della criticità idraulica alla luce dei livelli idrometrici lungo le aste dei fiumi nonché le precipitazioni che hanno interessato il territorio comunale, ha attivato dalle ore 7 di venerdì, il Presidio Operativo Comunale di Protezione Civile organizzato presso l’Ufficio Tecnico Comunale. Il presidio operativo è coordinato dal responsabile della Protezione Civile Comunale e ha il compito di monitorare l’evolversi della situazione al fine di valutare un eventuale evoluzione negativa del fenomeno che possa determinare uno stato di emergenza o uno stato di crisi, e comunicare al Sindaco la necessità di attivare il C.O.C., come previsto dal Piano di Emergenza Comunale. I primi bilanci dei danni parlano di diverse strutture balneari seriamente danneggiate, l’erosione della spiaggia ha raggiunto livelli molto importanti con il mare che ha “mangiato” numerosi metri cubi di sabbia comprese le dune che in inverno i bagnini adottano per tutelare il tratto di spiaggia. Notevole innalzamento del livello di acqua nel fiume Conca rimasto comunque dentro gli argini. E’ stato invece divelto e allagato in diversi tratti, il percorso naturalistico dell’area del Conca. A parte poche strade allagate, la viabilità non ha risentito del maltempo; nessun sottopasso infatti è stato chiuso. Il reticolo di raccolta delle acque piovane, ad eccezione di un paio di situazioni già note e per le quali sono in corso studi e approfondimenti, ha risposto bene e ha permesso di mantenere la situazione sotto controllo nonostante le evidenti difficoltà di scaricare in mare. Si è registrata la caduta di qualche albero nell’entroterra. Tutte situazioni, comunque, che sono rimaste sotto controllo.

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