Cronaca

Cannabis Hills, a Covignano una piantagione di marijuana da 500mila euro

In manette due riminesi che avevano trasformato l'appezzamento di terra e l'abitazione un un magazzino per la produzione dello stupefacente

Una maxi operazione dei carabinieri Forestali di Rimini ha portato alla scoperta, sul colle di Covignano, di una vasta piantagione di marijuana. A finire nei guai sono stati due riminesi: il proprietario del terreno dove crescevano rigogliose le piantine e il suo socio, ritenuto dagli inquirenti il cutode del prodotto finito. Il campo sorgeva in via Carpi e, nei dintori, era già possibile riconoscere l'odore dolciastro dello stupefacente che veniva fatto essiccare. E' stato proprio questo a mettere gli inquirenti sulle tracce della piantagione, accuratamente occultata lal vista da delle reti ombreggianti, e interrompere la raccolta e la prima lavorazione. Qui è stato trovato il proprietario del fondo agricolo, Vittorio Ceccarelli di 57 anni, che viveva in una roulotte dismessa a ridosso del campo. L'uomo, per evitare che qualcuno accedesse alla zona dove crescevano le piante, aveva disseminato il perimetro con un rudimentale antifurto fatto di campanellini legati a degli spaghi.

Il video del blitz dei carabinieri Forestali

Oltre a lui, i carabinieri Forestali hanno individuato anche il coltivatore, Andrea Baculo di 48 anni, che materialmente si occupava della seconda pulitura del prodotto finito. Nella sua abitazione di via Madonna della Scala, in un sottotetto, è stato possibile recuperare decine e decine di piante messe ad essiccare oltre a un prodotto finito e pronto per essere venduto pari a circa 25 chili. Il totale, tra piante in fase di crescita, in fase di lavorazione e già pronte per l'utilizzo, ha un valore stimato tra i 500 e i 600mila euro. Oltre a tutti gli accessori per l'essicazione e la preparazione delle dosi, i carabinieri Forestali hanno trovato anche delle bottigliette con un curioso miscuglio di Rhum e marijuana, messa a macerare nell'alcol, dal profumo e dall'aroma interessante.

I due, finiti in manette per produzione e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, rischiano una pena fino a 20 anni. "Il risultato di questa operazione chiamata 'Cannabis hills' - ha commentato il generale Giuseppe Giove, comandante regionale dei carabinieri Forestali - è il frutto della sinergia tra le varie specialità dell'Arma per il controllo del territorio. Il riminese è una zona delicata e, questo, ci spinge a non abbassare la guardia in un tema delicato come quello della produzione di stupefacenti".

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