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Lunedì, 16 Maggio 2022
Cronaca

La polemica sul lavoro stagionale, Callà (Fipe): "Le mele marce ci sono in ogni cesto"

Il presidente provinciale: "La stragrande maggioranza delle imprese dei pubblici esercizi si comporta bene. Poi si può aprire un serio capitolo sul costo del lavoro in Italia"

Si infiamma il dibattito sul lavoro stagionale nella provincia di Rimini dove, a fronte di numerose richieste di personale da parte degli imprenditori, si segnala negli ultimi tempi una carenza di risposte alle offerte. A questo, poi, si aggiungono le polemiche sui salari bassi, la mancanza di professionalità e le non corrette applicazioni dei contratti a fronte della preferenza a ricorrere al lavoro nero. A commentare questa situazione è il presidente di FIPE-Confcommercio della provincia di Rimini, Gaetano Callà, che sottolinea come "credo che si stia facendo erroneamente di tutta l’erba un fascio. Le mele marce ci sono in ogni cesto, in ogni settore economico, ma la stragrande maggioranza delle imprese dei pubblici esercizi si comporta correttamente. Poi si può aprire un serio capitolo sul costo del lavoro in Italia: alto, altissimo, con tante trattenute per il dipendente e contributi astronomici per il datore. Tutto è tassato oltremisura. Si intervenga a livello nazionale perché per calmierare il costo del lavoro riducendo il cuneo fiscale, in modo da incentivare l’imprenditore alle assunzioni e di soddisfare il lavoratore per lo stipendio netto che percepisce. Quando si guarda alle paghe lorde si trovano cifre importanti, ma quando arrivano nelle tasche dei lavoratori i soldi sono poco più della metà".

"Inoltre - aggiunge Callà - ci si sta dimenticando di sottolineare un aspetto importante, ovvero quello legato alla formazione che si fa in azienda. Ogni dipendente di pubblico esercizio, ristorante, pub o bar che sia, quando entra a far parte di un team di lavoro ha bisogno di essere formato. Sia se esce dalla scuola, sia se ha deciso di intraprendere questo mestiere provenendo da altre realtà, tocca a noi inserirlo nel nostro mondo. In troppi pensano che fare un caffè, preparare un primo o portare un piatto in sala sia cosa che possono fare tutti e su questo ci si sbaglia. Non solo: non basta sapere fare queste cose per essere un professionista del settore: una persona dietro al bancone o in sala, deve essere in grado di “recitare a soggetto”, capire le persone, le loro esigenze. Non è un lavoro meccanico e tocca a noi utilizzare tempo e passione per insegnare questi aspetti incentivando i ragazzi a trovare stimoli per crescere e imparare innamorandosi della professione”.

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