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Battaglia di Natale: centinaia di agricoltori riminesi in piazza per difendere le proprie produzioni

“Se non difendiamo i nostri prodotti e la nostra identità non ci sarà futuro per le nostre imprese e quindi per i giovani”, afferma il presidente Coldiretti Rimini Giuseppe Salvioli

Centinaia di agricoltori e allevatori riminesi per due giorni hanno 'abbandonato' campi e allevamenti della provincia e sono partiti assieme a migliaia di altri agricoltori da tutte le province italiane alla volta del Brennero e di Reggio Emilia, cuore della 'food-valley' italiana, per difendere l’economia e il proprio lavoro dalle importazioni di bassa qualità che varcano le frontiere per essere spacciate come italiane e finire sulle tavole dei consumatori.

Dalle scelte di acquisto di queste festività dipendono, infatti, il posto di lavoro e la sopravvivenza di moltissime imprese. Per tutelare produttori, allevatori e il lavoro delle imprese agricole Coldiretti ha lanciato la "Battaglia di Natale: scegli l'Italia" alla quale, come detto, hanno aderito centinaia di imprenditori agricoli riminesi. Gli agricoltori, alle prime luci dell'alba, hanno presidiato il valico del Brennero per smascherare il "finto Made in Italy" diretto sulle tavole in vista del Natale, ma anche per sollecitare le Istituzioni verso l'obbligo di prevedere l'etichetta con l'origine degli alimenti.

“Se non difendiamo i nostri prodotti e la nostra identità non ci sarà futuro per le nostre imprese e quindi per i giovani”, afferma il presidente Coldiretti Rimini Giuseppe Salvioli, al fianco degli agricoltori che hanno risalito, da nord a sud, la 'filiera del falso'. Attraverso il valico Brennero giungono in Italia miliardi di litri di latte, cagliate e polveri, ma anche milioni di cosce di maiale per fare i prosciutti, conserve di pomodoro, succhi di frutta concentrati e altri prodotti che, come dimostra il dossier elaborato dalla Coldiretti per l’occasione, stanno provocando la chiusura delle stalle e delle aziende agricole con la perdita di migliaia di posti di lavoro.

In contemporanea, mentre andava in scena il presidio della frontiera, la colonna più numerosa di agricoltori ravennati hanno “occupato” il centro storico di Reggio Emilia, cuore della Food Valley italiana, manifestando per salvare il vero prosciutto italiano, assunto a simbolo della difesa del Made in Italy nei confronti delle imitazioni provenienti dall’estero. A fianco degli agricoltori, alla manifestazione di Reggio, numerosa è la pattuglia dei comuni del Riminese rappresentati da Sindaci e Assessori a testimonianza dell’importanza che l’agroalimentare riveste nel nostro territorio.

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