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Camera di Commercio, Manlio Maggioli lascia la presidenza

Manlio Maggioli rinuncia alla nuova candidatura come presidente della Camera di commercio di Rimini. Lo ha annunciato lo stesso Maggioli in occasione della presentazione del rapporto 2012 sull'economia provinciale

Manlio Maggioli rinuncia alla nuova candidatura come presidente della Camera di commercio di Rimini. Lo ha annunciato lo stesso Maggioli in occasione della presentazione del rapporto 2012 sull'economia provinciale al camps universitario. 82 anni, il mandato dell'attuale presidente della Camera di Commercio scade nella primavera del 2014 dopo vent'anni esatti di presidenza camerale. Da aprile inizieranno le consultazioni delle categorie per la relativa nomina.

LAVORO - Il 2012 si è caratterizzato per la crescente flessibilizzazione del mercato del lavoro. Il rapporto evidenzia che "sono stati 63.538 avviati (lavoratori che hanno instaurato almeno un rapporto di lavoro dipendente nell’anno), con un decremento, rispetto al 2011 (64.601 avviati), dell’1,6%, e 106.759 avviamenti (numero dei rapporti di lavoro dipendente instaurati nell’anno), con un incremento, rispetto al 2011 (102.503 avviamenti), del 4,1%.

TURISMO - Il settore del turismo, inteso come alberghi e ristorazione, raccoglie il 51,5% degli avviamenti, e ciò conferma la forte propensione a questo settore dell’economia riminese; ovviamente ciò incide, da un lato, sul periodo di assunzione, nel senso che si parla di “stagionalità” degli avviamenti, confermato dal fatto che tra aprile e giugno si sono verificati il 45,3% degli avviamenti complessivi e, dall’altro, sul tipo di contratto; riguardo quest’ultimo punto, infatti, il 54,5% degli avviamenti risulta essere a “tempo determinato” e il 25,0% degli stessi assunto concontratto di lavoro “intermittente”.

STRANIERI - Il rapporto evidenzia l’incremento del peso dei lavoratori stranieri sul totale: "nel complesso, la presenza dei lavoratori provenienti dall’estero è cresciuta dal 26,4% del 2007 al 27,8% del 2009 sino al 29,5% del 2011, mentre nell’ultimo anno questo valore si attesta al 29,3%".

CASSA INTEGRAZIONE - Per quanto concerne la cassa integrazione ordinaria, il rapporto evidenzia che "si è avuto un incremento complessivo del numero di ore autorizzate dell’82,5% (da 3.111.648 ore del 2011 a 5.677.306 ore del 2012); nello specifico, aumenta la CIG Ordinaria del 31,2% (da 909.462 ore del 2011 a 1.193.355 ore del 2012) e la CIG Straordinaria del 103,6% (da 2.202.186 ore del 2011 a 4.483.951 ore del 2012). Per ciò che riguarda, invece, la cosiddetta Cassa Integrazione in Deroga (espressamente prevista sulla base dell’accordo tra Regione Emilia-Romagna, UPI, ANCI e parti sociali del 18 maggio 2009), si riscontra una diminuzione del numero di ore autorizzate del 10,4% (da 3.916.849 ore del 2011 a 3.509.602 ore del 2012)".

"Il “settore” che maggiormente ha risentito del ricorso alle tre tipologie di CIG è stato quello manifatturiero con oltre 5,7 milioni di ore autorizzate (in particolar modo quello dell’abbigliamento e della meccanica con più di due milioni di ore ciascuno) mentre quello che fa registrare la più alta variazione percentuale, sul 2011, è quello del commercio (+180,7%) seguito dall’edilizia (+64,0%); la “tipologia di occupati” maggiormente interessata alla CIG è quella degli operai con oltre 5,6 milioni di ore autorizzate, mentre il maggiore incremento percentuale, sul 2011, riguarda gli impiegati (+51,2%). Nel complesso, l’utilizzo della Cassa Integrazione Guadagni aumenta, rispetto al 2011, del 30,7%, passando da 7.028.497 ore autorizzate del 2011 a 9.186.908 ore autorizzate del 2012".

DISOCCUPAZIONE - Il tasso di occupazione isi è attestato, al 63,7% (era al 64,6% nel 2011), con valori più alti riguardo al genere maschile (73,5%) e più bassi per il genere femminile (54,1%); nel confronto regionale e nazionale, il nostro territorio ha valori inferiori a quelli dell’Emilia-Romagna (67,6%) e superiori a quelli dell’Italia (56,8%). Riguardo invece al tasso di disoccupazione, in provincia di Rimini questo si è attestato al 9,8% (era all’8,1% nel 2011), con valori più bassi per i maschi (6,9%) e più alti per le femmine (13,5%); nel confronto regionale e nazionale, il nostro territorio ha valori superiori a quelli dell’Emilia-Romagna (7,1%) e inferiori a quelli dell’Italia (10,7%).

SOFFRONO I GIOVANI - Dal rapporto si evince che quelli a soffrire maggiormente sono i giovani, con un tasso di disoccupazione che arriva al 15,8% nella fascia di età 15-29 anni (8,5% maschile e 26,4% femminile) e addirittura al 20,5% nella fascia di età 15-24 anni (13,7% maschile e 29,0% femminile); in questo caso, però, in provincia si ha una situazione migliore rispetto sia all’Emilia- Romagna (17,4% nella fascia 15-29 anni e 26,4% nella fascia 15-24 anni) che all’Italia (25,2% nella fascia 15-29 anni e 35,3% nella fascia 15-24 anni).

IMPRESE - Le imprese hanno risentito della crisi in atto; in termini di variazioni percentuali tendenziali (riferiti allo stesso periodo dell’anno precedente), i relativi tassi trimestrali hanno evidenziato, nel primo e nel secondo trimestre una leggera crescita, nel terzo trimestre una fase di “stasi” e al 31 dicembre una lieve decrescita. Dal rapporto emerge che la situazione si è pertanto aggravata nel secondo semestre dell’anno, dove ad una “crescita zero” del terzp trimestre si è accompagnata una flessione nel quarto trimestre.

Le imprese individuali, pur costituendo la forma giuridica principale del nostro territorio (con 19.804 unità, il 55,3% sul totale), rappresentano anche quelle che maggiormente hanno risentito dell’anno poco felice dell’imprenditoria, in quanto risultanti in calo sia nel 3° trimestre (-0,7%) che nel 4° trimestre (-1,1%), mentre le società di capitale (con 5.768 unità, il 16,1% sul totale) evidenziano un incremento sia al 30/09 (+1,3%) che al 31/12 (+0,5%), e ciò rappresenta un dato che ha una valenza sicuramente positiva per la strutturazione societaria delle imprese del nostro territorio.

Anche i dati sulle imprese iscritte e cessate sono negativi; infatti, nell’anno 2012, le cessazioni (2.940 unità) hanno superato le iscrizioni (2.851 unità), determinando un saldo nati-mortalità delle imprese negativo (-89 imprese). I settori con un saldo maggiormente negativo sono risultati essere, nell’ordine, il Commercio, cioè il principale settore economico provinciale con 9.355 imprese attive (26,1% sul totale) (537 iscrizioni e 780 cessazioni: -243 imprese), i Servizi di alloggio e ristorazione (223 iscrizioni e 411 cessazioni: -188 imprese), le Costruzioni (421 iscrizioni e 549 cessazioni: -128 imprese), l’Industria Manifatturiera (121 iscrizioni e 201 cessazioni: -80 imprese) e l’Agricoltura (72 iscrizioni e 148 cessazioni: -76 imprese); l’unico settore con un saldo positivo è stato quello relativo ai Servizi di informazione e comunicazione (56 iscrizioni e 48 cessazioni: +8 imprese).

PIANO STRATEGICO - Durante la presentazione del rapporto, Maggioli ha sollecitato l'attuazione del Piano strategico, invocando il sindaco Andrea Gnassi ed i promotori dei piani particolareggiati a confrontarsi senza preclusioni per trovare le soluzioni che consentano alle imprese di superare la crisi. Il presidente della Camera di Commercio ha sottolineato come gli enti locali devono considerare che la chiusura delle aziende provocano effetti a catena sull'economia e sulla tenuta sociale.

AEROPORTO - Maggioli ha parlato anche di aeroporto, sottolineando che le banche devono valutare quanto sia importante salvare un'azienda che genera un indotto sull'economia riminese.

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