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"Desertificazione" degli sportelli bancari: nel riminese 7 comuni senza istituti di credito

I dati dello studio della First Cisl Romagna indicano come negli ultimi 12 anni nel nostro territorio sono venute a mancare 117 realtà mettendo in difficoltà i cittadini

Sono stati presenti al congresso della First Cisl Romagna, tenutosi martedì all’Hotel Mediterraneo di Riccione, i dati dello studio fatti dalla categoria sulla diminuzione degli sportelli bancari in Romagna. “Il 2008 è stato l’anno in cui in tutta Italia, si è registrato il numero più alto di sportelli bancari con 5922 comuni serviti e 34 mila sportelli - afferma Stefano Manzi, confermato segretario generale della First Cisl Romagna, affiancato da Roberta Scarpellini  e Valentina Brandi. - Nel periodo 2008–2020 si è registrato un calo complessivo di 10.658 sportelli bancari con ulteriori 1.717.369 abitanti che sono rimasti sprovvisti di sportello nel comune di residenza. Il numero di comuni “debancarizzati” è stato di ulteriori 820 comuni, ma è chiaro che non vengono conteggiate le frazioni e i piccoli nuclei che sono comunque rimasti privi di servizio”.

Nella provincia di Rimini nel periodo 2008-2020 si è verificata una diminuzione di 117 sportelli. La principale contrazione è avvenuta nel comune di Rimini (57) e, in maniera più contenuta, nei comuni con un numero limitato di abitanti. Ai 3 comuni già sprovvisti di sportello: Maiolo (784), Montegridolfo (988) e Talamello (1.073) nel periodo 2008 – 2020 hanno perso lo sportello bancario anche i comuni di Gemmano (1.113), Montecopiolo (1.066) e Sassofeltrio (1.349). La fusione dei comuni di Montescudo e Monte Colombo fa diminuire il numero dei comuni. Inoltre, dal 15 agosto 2009, 7 comuni della Valmarecchia sono passati dalla provincia di Pesaro e Urbino alla provincia di Rimini. Questa operazione porta il numero puntuale degli sportelli in provincia di Rimini a 315 nel 2008, mentre nella tabella Banca d’Italia ne sono riportati 298 in quanto il dato è rimasto statico e non è stato aggiornato. Nella intera provincia il valore medio di abitanti per sportello è pari a 1.707 unità. 

“La riduzione dei servizi bancari - afferma il segretario generale della First Cisl Romagna Stefano Manzi - crea numerosi problemi alle fasce sociali più deboli, soprattutto alla clientela più anziana che è meno abituata ad utilizzare servizi on-line e necessitano quindi di assistenza e consulenza. Le banche hanno proceduto negli anni ad una chiusura massiccia anche di filiali che producono reddito, con la conseguente perdita di posti di lavoro, il tutto per perseguire ossessivamente la riduzione dei costi”.  “A parere di First Cisl le riorganizzazioni - conclude Stefano Manzi - oltre a generare soppressione di filiali, privano i territori dei centri decisori, visto che due delle principali banche del territorio (Crc e Carim) sono state acquisite da una multinazionale francese (Crédit Agricole), Credito di Romagna è passata in mani cinesi (SC Lowy) e le banche di Credito Cooperativo si stanno via via accorpando tra loro, abbandonando in alcuni casi l’ambito in cui erano nate”.

“Il ruolo del sistema bancario - afferma Sabrina Brezzo segretaria della First Cisl nazionale intervenuta al congresso romagnolo - si è rivelato centrale nel momento più difficile della pandemia a sostegno delle imprese, grazie all’erogazione di oltre 209 miliardi attraverso il fondo di garanzia PMI gestito da Medio Credito Centrale, dimostrando quanto sia centrale il ruolo che le banche pubbliche possono svolgere nel Paese, se coordinato dai decisori pubblici con le finalità più alte di stabilità e sviluppo virtuoso e se messo nella corretta interrelazione con il sistema privato. E’ quindi quanto mai necessaria la difesa del sistema bancario e finanziario dalle spinte che lo vorrebbero unicamente concentrato solo su grandi gruppi a capitale privato e completamente autonomo dal pubblico interesse e dall’economia reale, ma anche reindirizzare le attività alla piena coerenza con i dettati costituzionali di tutela del risparmio e di coordinamento dell’attività del credito”. “Ma abbiamo bisogno - conclude la segretaria Brezzo - di un ulteriore cambio di passo: il piano di ripresa e resilienza avrà certamente bisogno di un sistema finanziario che accompagni i progetti ma anche di un indirizzo strategico forte da parte del sistema pubblico per rendere questa incredibile occasione di rilancio del Paese una nuova stagione di crescita inclusiva e di distribuzione più equa delle ricchezze e delle possibilità, con pari opportunità di accesso all’istruzione, al lavoro e ai servizi”.
 

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