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Martedì, 29 Novembre 2022
Economia

Economia ancora in tenuta, ma per l'anno prossimo è annunciata l'inversione di tendenza. L'inflazione vola al +8,8% a Rimini

Il sistema produttivo del territorio nei dati di metà anno, pur con tutte le difficoltà dovute allo scenario generale, fa registrare segnali positivi

Nonostante le difficoltà dell'economia locale, si registrano diversi indicatori positivi, con un aumento previsto per il 2022 del 3,1% in termini di ricchezza prodotta. Per il 2023, però, è prevista una inversione di tendenza. Giovedì la Camera di commercio della Romagna ha presentato i dati dell’Osservatorio economico, aggiornati con gli scenari Prometeia - ottobre 2022. La Camera di commercio della Romagna ha presentato i dati economici al 31 agosto scorso relativi con le ultime previsioni Prometeia per il 2022, rilasciate a ottobre. All’incontro erano presenti il Presidente della Camera, Carlo Battistini e il Capo della filiale di Forlì della Banca d’Italia, Giuseppe Genovese, che ha approfondito il tema del credito.

Il sistema produttivo del territorio nei dati di metà anno, pur con tutte le difficoltà dovute allo scenario generale, fa registrare segnali positivi. Molte delle principali variabili economiche, infatti, risultano in crescita: imprese attive e localizzazioni, produzione e fatturato manifatturiero, volume d’affari delle costruzioni, vendite del commercio al dettaglio, fatturato del settore turismo, esportazioni e presenze turistiche. Lo scenario è accompagnato dalla decisa riduzione delle ore di cassa integrazione, di cui occorre rimarcare il calo di quella ordinaria, ovvero quella più strettamente legata alla pandemia; aumenta, però, la Cig straordinaria, cioè quella maggiormente connessa alle crisi aziendali. Si riscontrano situazioni di difficoltà nel reperimento del personale, soprattutto a tempo determinato, in particolare nei servizi, più accentuate nella provincia riminese, dove il saldo attivazioni-cessazioni risulta essere negativo. Problematiche legate specificamente alle criticità meteo, che investono anche il settore agricolo, che ha dovuto fare i conti con una grave siccità estiva. Situazione differente, poi, per il credito alle imprese, con una diminuzione a Rimini; fondamentale è stato il supporto del Fondo di Garanzia, che, da un lato, ha permesso il pagamento dei debiti contratti e, dall’altro, ha finanziato la ripresa degli investimenti. In tale contesto si inserisce la netta crescita dell’inflazione che, come a livello nazionale e regionale, può rappresentare un freno alla ripresa. Le ultime stime relative al valore aggiunto del territorio sono ancora positive e consentono un sostanziale recupero della situazione pre-covid (2019), pur con un incremento annuo inferiore a quello regionale e nazionale. Da evidenziare però che per il 2023 è prevista una sostanziale inversione di tendenza e in area negativa per tutti i livelli territoriali.

"Lo scenario generale, come ben sappiamo, è complesso. L’impennata dei costi energetici e dell’inflazione incidono in modo grave sul sistema imprenditoriale. È vero che alcune grandi imprese, soprattutto nel settore industriale, quest’anno batteranno addirittura il record nell’export, ma quelle più piccole, in particolare di commercio, ristorazione e servizi sociali, rischiano di non sopravvivere alla crisi energetica, non potendo aumentare troppo i costi a carico dei clienti – ha dichiarato Carlo Battistini, presidente della Camera di commercio della Romagna –. Il nuovo governo si trova di fronte a grandi sfide; in primo piano, quella di fronteggiare le criticità del sistema economico. Proprio al governo chiediamo che tra le misure anti-crisi che metterà in atto ci sia anche una moratoria sui prestiti, come venne fatto per l’emergenza pandemia. Se le banche vengono messe in condizioni di poter sospendere i rimborsi dei prestiti alle famiglie e alle imprese, queste avranno più liquidità e potranno pagare quello che si spera sia un temporaneo aumento delle bollette energetiche. Ci tengo a sottolineare e ringraziare ancora una volta tutti gli imprenditori e le imprenditrici del nostro territorio: è grazie a loro, alla loro capacità di adattarsi e reagire che, come dimostrano i dati, la nostra economia tiene e le stime sul valore aggiunto per il 2022 sono ancora positive”.

Inflazione

In tale contesto si inserisce la netta crescita dell’inflazione sul territorio, misurata dall’indice ISTAT NIC (prezzi al consumo per l’intera collettività); sulla base di tale indice, la variazione tendenziale media per il capoluogo di Rimini (estendibile alla provincia), nel periodo gennaio-settembre 2022 è stata pari a +6,7% (Emilia-Romagna: +7,1%, Italia: +7,0%), con il mese di settembre che fa segnare l’aumento più alto (+8,8%). Il maggior incremento dei prezzi (periodo gennaio-settembre 2022) riguarda la voce “energia elettrica, gas e altri combustibili” (+67,9%, +84,5% nel solo mese di settembre di quest’anno).

Lavoro

Forte flessione delle ore autorizzate di Cassa Integrazione Guadagni nel periodo gennaio-agosto 2022 (2,4 milioni di ore): -74,5%, infatti, rispetto ai primi otto mesi del 2021. Nello specifico, cala la CIG ordinaria (-67,6%), che costituisce la maggioranza delle ore autorizzate (72,0%), e quella in deroga (-95,4%, 7,2% del totale), mentre cresce la CIG straordinaria (+40,4%, 20,8% l’incidenza). Da evidenziare la diminuzione annua delle ore totali di CIG in tutti i settori economici; ore autorizzate che, nel periodo di analisi, si concentrano in prevalenza nel manifatturiero (76,3%) e, a seguire, ben distanziate, nei trasporti (9,3%) e nel commercio (5,8%).

Negativo il saldo attivazioni-cessazioni dei rapporti di lavoro dipendente nel 1° semestre 2022, causato dalle perdite di posizioni nei Servizi e da quelle derivanti dal lavoro a tempo determinato: nel dettaglio, -2.298 unità. Come sostegno economico di contrasto alla povertà, nel periodo gennaio-agosto 2022 sono 3.763 i nuclei familiari che hanno percepito almeno una mensilità del reddito di cittadinanza, con un importo medio mensile di 488 euro (+3,8% sull’importo medio mensile 2021); 623 nuclei familiari hanno percepito, invece, la pensione di cittadinanza, con un importo medio mensile di 272 euro (+0,5% sull’importo medio mensile 2021).

I dati settore per settore

Il tessuto imprenditoriale provinciale, al 31/08/2022, è costituito da 35.308 imprese attive (sedi), in aumento rispetto al 31/08/2021 (+1,9%). L’imprenditorialità è particolarmente diffusa: 104 imprese attive ogni mille abitanti (90 in Emilia-Romagna, 88 in Italia). Più della metà delle imprese attive (il 51,5%) sono imprese individuali, mentre le società di capitale, pari al 22,9% del totale, rappresentano una quota progressivamente crescente. Riguardo alla dimensione d’impresa, ben il 94,4% del sistema imprenditoriale provinciale è costituito da aziende con meno di 10 addetti.

In crescita il numero delle imprese artigiane (9.874 al 30/06/2022, +3,2% sullo stesso periodo dell’anno precedente), così come il numero delle imprese cooperative (279 al 31/08/2022, +2,2% annuo). Le start-up innovative a metà ottobre 2022 risultano 104 (+4,0% annuo); la maggior parte delle stesse (77 unità) opera nel macrosettore dei Servizi. Riguardo ai principali settori, al 31/08/2022 si contano 2.488 imprese agricole attive, in aumento rispetto al medesimo periodo del 2021 (+2,7%); in flessione, invece, risultano le imprese attive del comparto pesca e acquacoltura (189 unità, -1,6%). Nel mercato ittico all’ingrosso di Rimini, nel periodo gennaio-settembre 2022, si rileva una flessione delle quantità commercializzate (-15,2% sul medesimo periodo del 2021) ed una riduzione del valore del pescato (-11,8%), che risulta pari a 6,3 milioni di euro.

I dati relativi all’industria manifatturiera, derivanti dall’indagine congiunturale della Camera della Romagna (rivolta a imprese con più di 9 addetti), al secondo trimestre 2022, confermano i segnali positivi per produzione (+16,6% sul secondo trimestre 2021), fatturato (+19,8%), ordini interni (+13,9%) ed esteri (+1,3%); le performance ottenute nel trimestre di analisi, inoltre, influenzano positivamente il trend medio degli ultimi 12 mesi (+13,9% e +14,0% i dati medi, rispettivamente, della produzione e del fatturato). La ripresa della produzione (sui 12 mesi) investe tutti i comparti, con i maggiori incrementi che riguardano, nell’ordine, alimentare (+34,5%), meccanica (+23,6%) e prodotti in metallo (+20,6%). In tale contesto si inserisce la crescita della dinamica occupazionale degli ultimi 12 mesi (+0,4%). In merito, infine, alla struttura produttiva, si rileva un lieve aumento della consistenza delle imprese manifatturiere attive al 31/08/2022 (+0,3%, 2.531 unità), rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Nel settore delle costruzioni (5.306 unità a fine agosto 2022) si riscontra un incremento annuo del numero di imprese attive (+6,3%), correlato ad una espansione del volume d’affari nel secondo trimestre dell’anno, sostenuto dagli incentivi statali e dal driver turismo: +6,2% rispetto all’analogo periodo del 2021 (fonte: indagine congiunturale di Unioncamere Emilia-Romagna).

Per ciò che concerne il commercio al dettaglio, le vendite nel secondo trimestre 2022, in termini tendenziali, risultano in aumento (+4,4%), grazie al comparto non alimentare (+5,6%), mentre risulta sostanzialmente stabile l’alimentare (+0,1%); riguardo alla dimensione, si riscontrano numeri positivi per la piccola, media e grande distribuzione (rispettivamente, +3,4%, +7,6% e +4,3%). In termini di numerosità, le imprese attive del commercio al dettaglio (4.871 unità al 31/08/2022) risultano sostanzialmente stabili (+0,2% annuo), così come la consistenza delle imprese nel settore del commercio nel suo complesso (ingrosso, dettaglio e riparazioni autoveicoli), che conta, al 31/08/2022, 8.677 imprese (+0,1% rispetto al 31/08/2021).

Nel primo semestre 2022 crescono le esportazioni in provincia di Rimini (pari a 1.443 milioni di euro): +16,5% rispetto ai primi sei mesi del 2021, variazione inferiore a quella regionale (+19,7%) e nazionale (+22,5%). Aumentano in modo deciso le esportazioni dei principali prodotti, con l’eccezione delle altre macchine di impiego generale (forni, caldaie, condizionatori, macchine e distributori automatiche/ci) (-3,1%, 7,5% del totale): +4,2% le macchine utensili e per la formatura dei metalli (16,4% dell’export), +11,7% gli articoli di abbigliamento (14,1%), +22,8% le navi e imbarcazioni (9,7%), +52,9% gli altri prodotti alimentari (zucchero, cacao, condimenti vari, pasti pronti, preparati omogeneizzati, alimenti dietetici) (4,5%) e +9,0% gli apparecchi per uso domestico (4,4%). In crescita l’export nei principali Paesi, rappresentati da Stati Uniti (+15,3%, 12,8% del totale), Regno Unito (+110,7%, 10,2%), Francia (+5,1%, 9,0%) e Germania (+6,1%, 8,1%). Positivo il saldo commerciale (differenza tra esportazioni e importazioni) registrato nel 1° semestre 2022 (+625 milioni di euro), ma in contrazione del 12,3% rispetto a quello fatto segnare nel periodo gennaio-giugno 2021.

Positive anche le variabili che afferiscono al turismo. Le imprese attive dei servizi di alloggio e ristorazione (4.801 unità al 31/08/2022) sono in lieve aumento rispetto al 31/08/2021 (+0,4%). I dati provvisori relativi al movimento turistico nel periodo gennaio-agosto 2022 registrano una crescita annua degli arrivi del 26,0% e delle presenze del 18,1%. Gli aumenti, rispetto ai primi otto mesi del 2021, interessano sia la clientela italiana sia quella straniera, con numeri più alti per quest’ultima. Nel dettaglio: +18,1% gli arrivi italiani e +8,8% le presenze nazionali, +75,8% gli arrivi stranieri e +70,3% le presenze estere. Alla ripresa del turismo si accompagna anche la crescita, nel secondo trimestre di quest’anno, del fatturato dell’intero settore (+15,9% rispetto al secondo trimestre 2021, come risulta da indagine congiunturale Unioncamere E-R). Le imprese attive nel settore “trasporti di merci su strada” risultano in calo annuo dell’1,2% (559 unità al 31/08/2022), analogamente alla dinamica del settore principale, trasporti e magazzinaggio (928 unità, -0,5%). Molto positivi invece, nel periodo gennaio-agosto 2022, i dati sul movimento passeggeri all’aeroporto Fellini di Rimini: +332,6% di arrivi (72.831 unità) e +340,3% di partenze (71.811 unità).

Riguardo all’andamento del credito, al 31/08/2022 i prestiti totali ammontano a 8.893 milioni di euro, di cui il 58,0% erogato alle imprese. Rispetto al 31 agosto 2021 si rileva una sostanziale stabilità dei prestiti concessi (+0,2%); nel dettaglio, calano i prestiti alle imprese dell’1,6% e crescono quelli alle famiglie del 4,3%. Riguardo ai prestiti alle imprese, si registra una diminuzione verso il macrosettore dei servizi (-4,6%) e il manifatturiero (-1,1%) e una certa stabilità verso le costruzioni (+0,2%). Si evidenzia, poi, la crescita annua dei depositi (+1,9%, 11.742 milioni di euro al 31 agosto 2022), anche se in rallentamento. L’incidenza delle sofferenze sui prestiti totali, al secondo trimestre 2022, risulta pari al 2,6% (Emilia-Romagna: 2,1%, Italia: 1,9%), con un trend in calo; peggiora, però, il tasso di deterioramento del credito rilevato in provincia a fine giugno 2022 (1,8%), rispetto a quello fatto segnare nello stesso periodo dell’anno precedente (1,1%).

In relazione al Fondo di Garanzia per le PMI, la cui operatività è stata modificata e ampliata dalle specifiche disposizioni per il contrasto della crisi da Covid-19, dal 17 marzo 2020 al 30 giugno 2022, in provincia di Rimini sono state accolte 21.946 operazioni di finanziamento (8,6% del totale regionale), di cui il 44,8% riferite ad operazioni entro i 30mila euro, per un importo finanziato complessivo pari a 1.658 milioni di euro (76mila euro l’importo finanziato medio).

In base alle ultime previsioni Prometeia (rilasciate ad ottobre) per il 2022 si stima una crescita annua del valore aggiunto (a prezzi base e costanti) pari al 2,9% (+3,6% in Emilia-Romagna, +3,3% Italia), in lieve ridimensionamento rispetto a quanto previsto negli scenari precedenti (luglio scorso), a fronte di un 2021 archiviato con un incremento del 6,5%. Ancora, però, non si recuperano i valori pre-covid, con una variazione prevista 2022-2019 pari a -0,8%. Per il 2023 è attesa un’inversione di tendenza, con un valore aggiunto che, sulla base delle ultime stime, dovrebbe segnare una variazione annua del -0,2%, con lievi differenze sia rispetto all’Emilia-Romagna (+0,2%) sia nei confronti dell’Italia (stabile).

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