Imprenditori, cassa integrati e lavoratori dello spettacolo: Cisl risponde ai nuovi bisogni

Cisl presenta il suo terzo bilancio di missione dove emerge il valore di essere "sistema Romagna"

Un sindacato per i nuovi bisogni delle periferie umane e urbane. Cisl presenta lunedì il suo terzo bilancio di missione dove emerge il valore di essere “sistema Romagna” e di essersi concentrata sui nuovi bisogni.

“La scelta di un sindacato di Romagna si conferma essere stata vincente, perché ci consente di agire e progettare con una visione più ampia del singolo comune. Ma – ricorda Francesco Marinelli Segretario generale della Cisl Romagna - siamo anche un sindacato di prossimità vicino alle persone e ai loro bisogni, radicato sul territorio, che contribuisce fattivamente allo sviluppo economico e sociale delle nostre comunità. Dietro a questi risultati c’è uno straordinario lavoro quotidiano di operatori, collaboratori, volontari che ogni giorno si prodigano per ridare speranza e fiducia, per assicurare più dignità ed un futuro migliore”.

“La crisi che sta colpendo la nostra comunità a livello economico e sociale – prosegue Marinelli- impone un impegno sinergico da parte di tutti gli attori economici, politici e sociali, che insieme devono progettare un nuovo percorso di crescita, con il comune obiettivo di contribuire a costruire una comunità solidale, dove nessuno rimane indietro” – così sintetizza la giornata odierna in cui è stato presentato, in videoconferenza, il terzo bilancio di missione della CISL Romagna, a cui hanno
partecipato Gloria Lisi (vice sindaco Comune di Rimini), Michele Tempera (Direttore Scientifico del Bilancio di Missione), Stefano Vitali (Coordinatore Attività di Condivisione fra i Popoli Comunità Papa Giovanni XXIII) Lorenzo Ciapetti (Direttore Centro Ricerche Antares), Mario Galasso (Direttore Caritas Rimini) e Filippo Pieri (Segretario Generale CISL Emilia-Romagna).

Nelle periferie per il lavoro

L’azione del sindacato cislino ha avuto ricadute concrete sul territorio. E’ presente con 51 sedi in tutta la Romagna, il 30% delle quali in zone a rischio spopolamento e con carenza di servizi. E’ soprattutto in quelle “periferie urbane” che il sindacato diventa punto di riferimento per tanti, giovani e anziani, per rispondere ai loro bisogni economici, burocratici, sanitari ed anche di isolamento sociale. Ma l’azione del sindacato si concentra sempre più anche nelle “periferie del lavoro”, cioè nell’aiuto ai tanti, soprattutto giovani, donne, stranieri, che hanno un lavoro precario. Nel 2019 è stato fornito orientamento a 400 persone che lavorano in maniera discontinua aiutandoli nella ricerca di un lavoro stabile grazie allo Sportello Lavoro, aperto nelle sedi di Cesena, Forlì Rimini, Ravenna e Faenza, mentre 600 sono stati i lavoratori
precari stabilizzati, grazie all’intervento del sindacato in Romagna. E’ principalmente grazie alla contrattazione aziendale che si concretizza l’azione del sindacato: nel 2019 sono stati 350 gli accordi aziendali firmati, che prevedono miglioramenti per circa 78 mila lavoratori, in termini economici e delle condizioni lavorative. In questo modo il sindacato permette la partecipazione dei lavoratori alle imprese, migliorando la produttività locale e favorendo la redistribuzione della ricchezza prodotta nella comunità.

Bilancio di missione

La rendicontazione sociale, elaborata da Michele Tempera, ha portato in evidenza alcuni dati dell’attività svolta nel 2019 dal sindacato cislino nel suo insieme di federazioni, associazioni e servizi presso le 48 sedi sparse in tutta la Romagna: 51.505 pratiche del Patronato INAS riguardanti pensioni, ammortizzatori sociali, disoccupazione, infortuni sul lavoro e malattie professionali; 260 procedure fallimentari con assistenza ai lavoratori per il recupero dei loro crediti per oltre 258.000 euro, evitando così che centinaia di dipendenti potessero vivere significativi disagi sociali ed economici; 178.000 euro recuperati a favore dei consumatori; 56.242 dichiarazioni dei redditi fatte dai CAF CISL nel 2019, rimborsando 35.168.305 euro di tasse ai contribuenti; 3.400 pasti consegnati a domicilio nelle aree periferiche a persone non autosufficienti; 700 le persone con gravi difficoltà motorie accompagnate ad esami e visite mediche e 6.600 persone seguite gratuitamente in azioni di
prevenzione e monitoraggio medico in 11 ambulatori sociali.

Periferie sociali – Caritas e Papa Giovanni XXII

Intervenuti sul tema anche Caritas e Papa Giovanni XXIII di Rimini, che hanno confermato per il 2020 la crescita dei contatti avuti con persone colpite dalla crisi, che mai prima avevano avuto bisogno di aiuto, ma che la pandemia ha colpito duramente. Giovani, imprenditori, cassa integrati ma anche operatori del settore dello spettacolo che si trovano ora a chiedere aiuto per pagare le bollette, l’affitto o per avere sostegno nel riprendere in mano la loro vita.

Romagna

“Ora sono diversi i soggetti economici che hanno capito l’importanza dell’essere Romagna e di ragionare in maniera coordinata per lo sviluppo del nostro territorio- conclude il Segretario cislino Francesco Marinelli. La crisi che stiamo vivendo ci impone questo cambiamento di prospettiva ed è ora che anche le istituzioni si mobilitino per mettere in sinergia tutte le forze romagnole, per affrontare una stagione complessa che cambierà la nostra società e che rischia di produrre effetti
importanti sulla coesione sociale anche delle nostre comunità, con una crescita delle diseguaglianze e il rischio di lasciare indietro le fasce più deboli. Da questa situazione nessuno si salva da solo, ed è per questa ragione che occorre lavorare insieme, progettare insieme, un grande lavoro comune con l’obiettivo di contribuire a costruire una comunità solidale, accogliente, inclusiva, fondata sui capisaldi della coesione sociale e del bene comune.

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