Programma Sviluppo Rurale 2014-2020, dall'Europa risorse per il comparto agricolo

Il Programma intende stimolare la competitività del settore agricolo, garantire la gestione sostenibile delle risorse naturali e azioni di contrasto ai cambiamenti del clima

Martedì mattina si è svolto in Provincia l’incontro di  presentazione del Programma Sviluppo Rurale 2014-2020. I contenuti, le novità e i primi bandi, appuntamento riminese del ciclo promosso dalla Regione nelle province emiliano-romagnole. All’incontro, aperto dal presidente della Provincia di Rimini Andrea Gnassi, sono intervenuti l’assessore regionale ad Agricoltura, Caccia e Pesca Simona Caselli e il direttore generale Agricoltura, Economia ittica, Attività faunistico-venatorie, Valtiero Mazzotti. Il presidente della Provincia di Rimini Andrea Gnassi, nell’accogliere l’assessore regionale Caselli nella sua prima visita a Rimini, ha evidenziato l’importanza dell’appuntamento per il nostro territorio e, in particolare, per il comparto agricolo cui sono destinate prioritariamente le risorse previste dalla nuova programmazione del PSR 2014-2020.

“Rispetto alla passata programmazione (PSR 2007-2013) - ha sottolineato Andrea Gnassi -  ancora in corso per quanto riguarda l’erogazione degli aiuti su alcune Misure ad investimento, ci troviamo di fronte ad uno scenario profondamente diverso per quanto attiene la governance, in particolare per le Province che, a seguito del riordino istituzionale voluto dal Governo, non avranno più il ruolo istituzionale della gestione diretta del PSR su scala territoriale, compito che sarà svolto dalla stessa Regione o dai GAL (Gruppi di Azione locale), a seconda delle diverse misure di intervento. Come territorio di Rimini ovviamente faremo tutto ciò che è nelle nostre possibilità affinché possano concretizzarsi le opportunità di finanziamento e sviluppo per le imprese agricole locali, anche nella prospettiva di area vasta romagnola. Ma l’area vasta non è il processo dove tutto si diluisce in nome di un bene generico. L’area vasta ha senso solo se valorizza le eccellenze dei territori. Questo vale per la sanità e vale anche per l’agricoltura: Rimini in questo settore ha molte eccellenze e dunque lavora per la loro promozione e attende che i nuovi strumenti di governante esaltino questo ruolo.”

L’assessore regionale Caselli e il direttore Mazzotti hanno quindi illustrato la struttura e le principali caratteristiche del Programma di sviluppo rurale 2014-2020, che la Regione ha formulato partendo dalle esigenze del sistema produttivo e dei territori regionali emersi dal coinvolgimento di oltre 1000 interlocutori (filiere produttive, organizzazioni professionali di categoria, lavoratori agricoli, istituzioni territoriali coinvolte, portatori di interesse della società civile per temi ambientali e sociali, principali enti di ricerca). Il Programma (per il quale l’Unione Europea ha dato il via libera in questi ultimi giorni per l’attivazione dei primi bandi/avvisi pubblici) mette a disposizione per il territorio regionale risorse pubbliche (Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale, Stato e Regione) pari a 1.189.679.963 euro, che potranno dare origine ad investimenti nel rurale per due miliardi di euro.

Il Programma intende stimolare la competitività del settore agricolo, garantire la gestione sostenibile delle risorse naturali e azioni di contrasto ai cambiamenti del clima, realizzare uno sviluppo territoriale equilibrato delle economie e delle comunità rurali. Nel dettaglio, il Programma identifica tre aree principali di intervento (per 15 Misure da cui scaturiranno i bandi): competitività/lavoro:sviluppo di servizi per le aziende, supporto alle reti di imprese, incentivi alla diversificazione del reddito, stabilizzazione e qualificazione del lavoro, politiche per l’occupazione con particolare riguardo ai giovani, sostegno all’innovazione); ambiente/clima/sostenibilità: tutela della biodiversità, incentivi alla sostenibilità, salvaguardia delle risorse naturali, contrasto ai fenomeni di dissesto ed erosione, miglioramento qualità dell’acqua e azioni di riduzione consumi idrici); territorio rurale:miglioramento servizi alle popolazioni rurali, sostegno alle aree montane, contrasto all’abbandono dei territori marginali, diffusione banda ultra larga e recupero del digital divide, istituzione di un partenariato pubblico/privato locale (Gal) per interventi specifici nel territorio rurale.

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