‘Al méni’ chiude col botto: in 70mila per la festa della cucina d’autore

“Al Méni – commenta il Sindaco Andrea Gnassi – è un evento di cui siamo orgogliosi perché capace di raccontare al meglio chi siamo e le cose da sogno che solo noi sappiamo fare"

Grande successo e partecipazione di pubblico per ‘Al méni’, la festa della cucina d’autore e delle eccellenze enogastronomiche dell’Emilia Romagna con protagoniste le più grandi stelle della cucina mondiale. Il sapore dei cibi, i colori del circo, il profumo del mare, Fellini e il sogno del Grand Hotel, assieme ai prodotti della buona terra e degli artigiani e, soprattutto, le mani degli chef stellati capitanati da Massimo Bottura, hanno attirato 70mila persone durante la 3 giorni dell’evento, giunto alla sua seconda edizione.

Sono stati 30mila i piatti gourmet serviti durante l’evento, sia dentro al tendone 8 ½, sia nei punti street food attorno al circo, dove gli chef da marciapiede coordinati da Faccani, il fritto e gli spiedini preparati secondo la tradizione dai pescatori di Rimini, i prodotti top dell’Emilia Romagna cucinati da Zivieri e i piatti ambasciatori di Expo serviti da Quartopiano sono stati letteralmente presi d’assalto.  Lunghe file per accaparrarsi i piatti stellati dei veri protagonisti dell’evento, i 24 chef ai fornelli dentro al tendone che, a quattro mani – due degli chef top dell’Emilia Romagna, due dei giovani chef internazionali – hanno servito le loro specialità e appagato gli occhi e il palato del pubblico che ha potuto ammirare il velocissimo e spettacolare alternarsi di tecniche, ispirazioni, sperimentazioni, ingredienti, creatività, nazionalità.

All’opera le menti e le mani di 24 cuochi, come Vladimir Mukhin appena insignito del riconoscimento “highest new entry” nella classifica dei World’s 50 Best Restaurants, e miglior piazzamento di sempre per uno chef est. Ad Al Méni, Muhin ha cucinato al fianco di Fabio Rossi, chef del ristorante Vite della comunità di recupero di San Patrignano per servire sarda ripiena con pecorino, arance e menta, insalata di sedano, mela verde e zenzero candito (l’italiano) e Trota marinata ai mirtilli rossi (il russo) accompagnata da un sorso di succo di faggio frizzante. E ancora, il pollo fritto avvolto in pelle di pollo soffiata servita dallo chef cinese che lavora a Londra Meng Zijun, la tartarre ponzu con agli nero dello svedese Sven Wassmer, il panino baccalà e cipolla cruda di Leandro Carreira, l’arrosticino con zafferano di Davide di Fabio, fino all’impepata di cozze e il cefalo grigliato e marinato degli chef di casa nostra Raffaele Liuzzi e Gian Paolo Raschi.

Interesse anche per il mercato con 60 fra contadini e vignaioli, casari e artigiani che sul Lungomare hanno creato un percorso del gusto unico, percorrendo il quale gli avventori hanno potuto scegliere, assaporare e portarsi a casa le eccellenze del territorio. Alcuni produttori hanno dovuto anticipare la chiusura del proprio banco per ‘esaurimento scorte’. Tanta gente anche agli incontri ‘Dire, fare, gustare’ con pescatori, piadaiole, sfogline: gli appuntamenti organizzati da Slow Food Emilia Romagna per raccontare al pubblico la storia, i luoghi, le tradizioni, la stagionalità dei prodotti gastronomici della regione. Curiosità per il pic nic nel giardino del Grand Hotel che in pochi giorni ha visto prenotati i 200 posti disponibili su iscrizione.

‘Al Meni’ ha attirato l'attenzione della stampa nazionale ed estera, delle tv e dei food blogger. Nove fra giornalisti e blogger internazionali da Germania, Austria, Cina, Portogallo, Australia e Stati Uniti e 40 giornalisti nazionali si sono accreditati per partecipare alla seconda edizione dell’evento e realizzare reportage alla scoperta dello street food riminese e della food valley dell’Emilia Romagna. Grande interesse anche da parte dei social media, lo spettacolo e le immagini di Al Meni sono arrivate in tutto il mondo.

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“Al Méni – commenta il Sindaco Andrea Gnassi – è un evento di cui siamo orgogliosi perché capace di raccontare al meglio chi siamo e le cose da sogno che solo noi sappiamo fare. Un evento unico e diverso dagli altri che mette insieme contenuti capaci di soddisfare e divertire il pubblico e anche di appagare il desiderio di condivisione e sperimentazione dei cuochi che vi partecipano. Un mix capace di spigionare energia e forza attrattiva. Per chi partecipa da fruitore, l’esperienza è di quelle davvero ghiotte perché propone un’esperienza unica al mondo. Abbiamo messo al centro i tesori e i giacimenti naturali che abbiamo utilizzando la piattaforma dell’ospitalità che è Rimini, polo della via Emilia, con la sua vocazione turistica per proiettarci per primi verso l’occasione da cogliere che è quella dell’Expo”.

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