Caccia, Il Wwf diffida gli amministratori provinciali: "Stop a pareri non dovuti"

Il WWF Emilia Romagna ha inoltrato martedì alle province di Rimini, Ravenna e Forlì-Cesena un nota con la quale diffida i presidenti e gli assessori provinciali a rilasciare pareri o interpretazioni non dovute, come invece accaduto nelle passate annate venatorie

Il WWF Emilia Romagna ha inoltrato martedì alle province di Rimini, Ravenna e Forlì-Cesena un nota con la quale diffida i presidenti e gli assessori provinciali a rilasciare pareri o interpretazioni non dovute, come invece accaduto nelle passate annate venatorie, che possano indurre i cacciatori ad aggirare il provvedimento regionale che consente la caccia in deroga. "Se la situazione si verificasse anche in questa annata, il WWF Regionale valuterà di intraprendere ogni azione legale che si riterrà necessaria nei confronti dei responsabili", evidenzia l'associazione ambientalista.
 
Lorenzo Bruschi, responsabile caccia del WWF Regionale, dichiara che "la Regione è l'unico soggetto titolato per legge a disciplinare l'esercizio delle deroghe ed il provvedimento della regione Emilia Romagna (D.G.P. 979/2013) è già sufficientemente chiaro a consentire ai cacciatori di intervenire per limitare i danni alle culture sensibili".

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"Il provvedimento della regione Emilia Romagna, in conformità con il parere ISPRA e con la Direttiva Comunitaria 209/147/CE, pone una serie di parametri entro i quali l'attività venatoria alla specie storno debba essere considerata lecita, fra cui il divieto di usare richiami di qualsiasi tipo e che l'attività venatoria sia condotta in prossimità di “appezzamenti” di culture realmente passibili di danno con frutto pendente, nessuna altra cultura fittizia è considerata lecita, come invece accaduto in passato grazie a interpretazioni “ingiustificatamente estensive”, chiosa Bruschi.
 
"Con questa diffida si intende porre freno - conclude Bruschi - a questo modo di beffarsi sistematicamente delle norme che tutelano la fauna selvatica e alla farsa della caccia in deroga con il bonsai, come accaduto lo scorso anno, dove i singoli cacciatori oltre al fucile in spalla, si portavano appresso pure un olivo in vaso “da difendere”, al fine di giustificare la loro caccia allo storno".

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