Martedì, 3 Agosto 2021
Politica

Cristina Belletti: "Queste persone vengono violentate più volte"

La neo consigliera delegata alle Pari opportunità e Politiche di genere della Provincia di Rimini commenta "quanto apparso sui quotidiani sullo stupro" di fine agosto

"Grande sconforto", "lame che penetrano nelle ferite delle persone violentate lasciando segni che non scorderanno mai nella loro vita. E' come combattere contro un nemico invisibile, queste persone vengono violentate più volte". Così la neo consigliera delegata alle Pari opportunità e Politiche di genere della Provincia di Rimini, Cristina Belletti, commenta "quanto apparso sui quotidiani sullo stupro" di fine agosto. La Rete provinciale antiviolenza si è riunita nei giorni scorsi per decidere le iniziative per il 25 novembre, la Giornata internazionale contro la violenza di genere, "tanto allo scopo di commemorare le vittime di femminicidio, quanto per tutelare con forza tutte le donne che subiscono violenza e prevenire con sempre maggiore efficacia il fenomeno". E sottolinea come "la comunità riminese non si riconosca nell'immagine che è stata riportata dai media".

Infatti Rimini "non è una città violenta, il crimine che è stato commesso è orrendo e devastante ma la solidarietà espressa, da tutti e immediatamente, alle vittime del triplice stupro, evidenzia come una comunità coesa nei valori fondamentali del rispetto e del rifiuto della violenza renda possibile intervenire in casi drammatici come questo". Dando anche "supporto e sostegno alle vittime" e "favorendo l'identificazione dei colpevoli e il loro arresto". La Rete, poi, ribadisce l'importanza di "un rapporto di collaborazione e scambio costanti" tra tutti i soggetti coinvolti. I progetti di prevenzione che verranno realizzati si concentreranno sull'educazione al rispetto, rivolta principalmente a ragazzi che frequentano le scuole primarie e secondarie.

 "E' sempre più evidente che la violenza contro le donne è un fenomeno complesso e trasversale, che non si presta a facili semplificazioni o generalizzazioni", sottolinea l'ente. Da questi punto di vista "i media hanno un ruolo importante, e di conseguenza altrettanto importanti responsabilità: narrare una violenza non deve scadere in voyeurismo, in pornografia, in sensazionalismo, rischiando di vittimizzare nuovamente chi ha già sofferto". Come conclude la Rete "rispettare il diritto delle vittime a scegliere tempi, modi e luoghi di un'eventuale narrazione; non rendere strumento muto e indifeso chi si è già sentito strumento muto e indifeso. Questo, siamo tutti e tutte chiamati a renderlo possibile". 
(Agenzia Dire)

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