Cronaca

Accusata di aver ostacolato la costruzione del Trc, Renata Tosi rinviata a giudizio

Il primo cittadino di Riccione imputato per una serie di atti che avrebbero rallentato sensibilmente l'esecuzione del Metromare

Nella mattinata di giovedì il Gip de Tribunale di Rimini ha rinviato a giudizio il sindaco di Riccione, Renata Tosi, con l'accusa di abuso d'ufficio per aver messo in atto una serie di provvedimenti che avrebbero sensibilmente rallentato il cantiere per la costruzione del Metromare. Il primo cittadino dovrà rispondere di alcune ordinanze, poi annullate dal Tar, che secondo la denuncia avrebbero portato a un danno stimato in 2 milioni di euro per l'impresa che ha seguito il cantiere. Una cifra il cui risarcimento è stato avanzato dall’allora Agenzia Mobilità e che attualmente è al vaglio dei giudici del Consiglio di Stato. Per la Tosi il processo inizerà il prossimo 17 luglio.

Gli assessori della giunta e il capo di gabinetto del Comune di Riccione, in una nota congiunta "confermano fiducia e rispetto al sindaco Renata Tosi".  "Il sindaco Tosi - spiegano - con la quale abbiamo piena condivisione di intenti e di programma politico, durante tutto il suo mandato ha saputo interpretare i bisogni e le necessità dei cittadini anche e soprattutto in merito alla questione del Trc, impegnandosi in prima persona, rischiando come cittadina e come amministratore pubblico. Politicamente e umanamente crediamo che un sindaco debba fare il possibile per difendere la comunità di cittadini che rappresenta, soprattutto quando sono questi che chiedono un impegno e un intervento in tal senso. E per noi la vicenda TRC rientra in questa precisa fattispecie. Aver difeso e rappresentato le istanze che arrivavano dai cittadini di Riccione che il TRC, così come è stato progettato da PMR non lo volevano e non lo voglio. Siamo fiduciosi nell'operato della magistratura e che la verità processuale chiarisca definitivamente la posizione del nostro sindaco. Vorremmo però come amministratori di questa città ricordare come ancora oggi, a distanza di 6 anni dai fatti contestati, la progettazione del TRC in zona Sud da parte di PMR rimanga un'imposizione. Una decisione presa senza aver tenuto in dovuto conto il volere dei riccionesi. Noi insieme al sindaco continueremo a lavorare per dare a Riccione i migliori progetti e prospettive per il futuro". 

"Un “secondo rinvio a Giudizio”, sempre per la questione del TRC, nel momento in cui per altri soggetti le posizioni sono state archiviate, pare quantomeno “singolare”". Hanno commentato i consiglieri comunali della Perla Verde Andrea Bedini (Capogruppo Lega), Fabrizio Pullè (Capogruppo Noi Riccionesi), Sara Majolino (Capogruppo Lista Civica Renata Tosi) e Pier Giorgio Ricci (Capogruppo Forza Italia) in una nota stampa dove esprimono la loro solidarietà al sindaco Tosi. "Siamo certi - prosegue il comunicato - che la Giustizia accerterà con assoluta chiarezza l’assenza di responsabilità penale di Renata, ma non ci si può non meravigliare di fronte alla pervicacia con cui PMR abbia da sempre percorso la via giudiziaria contro Renata,  sia dal lato penale, che con “discutibili” richieste di risarcimento danni civilistiche addirittura 2.350.000 euro. Ora, saremo sinceramente a fianco del sindaco in questo particolare, anacronistico, processo penale, quando la storia ha già dimostrato che tutti i dubbi da noi e da lei sempre espressi sul TRC, si sono trasformati in amare verità: i conti che non tornano, i passeggeri pressoché inesistenti, i costi lievitati, i bilanci in passivo, lo sperpero di denaro pubblico, i tempi biblici per la realizzazione, lo sventramento fisico di una città".

"Processeranno Renata in una aula di Tribunale - concludono i capogruppo - ma il processo della storia, Renata, lo ha già vinto: tutto ciò che proponeva allora, e che le sinistre non hanno nemmeno voluto valutare, accecate da quel desiderio di rivalsa contro l’unica persona che non si era prostrata alle loro logiche politiche, contro la prima persona che aveva rotto il “muro politico rosso” della Bassa Romagna, ora ci viene riproposto, a distanza di anni,  proprio da quei personaggi che allora ritenevano tali opzioni impossibili e folli. Non eravamo folli allora, e non lo siamo ora. Renata non mollerà. Renata, ti vogliamo certa, combattiva e determinata come non mai. Vincerai.  E noi, saremo al tuo fianco, ieri come oggi, oggi come domani. Ci hai insegnato a non mollare, a credere nelle proprie ragioni e ad agire con la schiena dritta. Noi non molleremo. Fino al giorno in cui anche la giustizia penale ti assolverà, pienamente e definitivamente".

In una nota stampa anche il Popolo della Famiglia di Riccione esprime la propria solidarietà nei confronti di Renata Tosi. “Ci dispiace molto - scrivono - che un Sindaco, che ha sempre cercato di fare del bene per la propria comunità, venga accusata in questa maniera. Non entriamo in merito alla vicenda giudiziaria, perché se ne stanno già occupando chi di dovere e siamo certi che la Giustizia accerterà con assoluta chiarezza l’assenza di responsabilità penale di Renata, ma possiamo evidenziare il grande lavoro che il nostro Sindaco ha compiuto in questi anni per rendere Riccione quel fiore all’occhiello ammirata da tutta Italia “.

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