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Aeradria ko, la Corte d'Appello conferma il fallimento della società di gestione

Nella loro motivazione, i giudici bolognesi hanno sottolineato le pesanti responsabilità del consiglio di amministrazione e dei soci. Adesso la Procura può accertare l'ipotesi di bancarotta fraudolenta

E' arrivata nella tarda serata di venerdì la decisione della Corte d'Appello di Bologna sul ricorso, presentato dai creditori, per il fallimento di Aeradria. Come era facie ipotizzare, i magistrati bolognesi hanno rigettato l'Appello e, nelle loro motivazioni, hanno rafforzato l'ipotesi accusatoria della Procura di Rimini dando una forte accelerata sull'inchiesta per bancarotta fraudolenta, accesso abusivo al credito e abuso dufficio, che vede coinvolti a vario titolo i vecchi enti soci e amministratori della società. Nelle 90 pagine di motivazione emergono, quindi, tutte le conferme al castello accusatorio della Procura e che mira sia a dimostrare il modus operandi di Aeradria per i sistematici abusi d'ufficio durante gli anni di gestione "allegra" oltre al il ricorso abusivo al credito, fino alla bancarotta fraudolenta?. Una situazione che potrebbe prefigurare le responsabilità civili e patrimoniali per enti soci e membri del vecchio Cda. Nelle motivazioni dei giudici, confermata anche l’ipotesi accusatoria della frode per ottenere l’autorizzazione Enac. Bocciata anche la fase della “nuova Aeradria”, quella che i creditori avevano costruito per legittimare la nuova proposta di concordato ed evitare il fallimento: i giudici criticano alcune azioni gestionali e soprattutto la manovra che puntava a compensare crediti con azioni della nuova società.?

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