Alloggi di edilizia residenziale pubblica, nuovi criteri per il calcolo dei canoni di affitto

L’assessore ai Servizi sociali di Santarcangelo Rinaldi: “Le nuove disposizioni favoriscono la rotazione e danno maggiori possibilità ai più bisognosi”

La Giunta comunale di Santarcangelo ha approvato i nuovi criteri per il calcolo del canone di affitto degli appartamenti di edilizia residenziale pubblica (Erp) sulla base delle disposizioni recentemente impartite dalla Regione Emilia Romagna. Con l’introduzione delle nuove modalità di calcolo, che entreranno in vigore dal primo ottobre prossimo, oltre a ridurre i limiti reddituali e patrimoniali per la permanenza nelle abitazioni Erp, vengono definite nuove e trasparenti regole capaci di assicurare maggiore equità sociale. In questo senso si consolida il concetto in base al quale si usufruisce di un alloggio pubblico per il tempo necessario per superare un periodo di difficoltà dal momento che la permanenza è legata a una determinata situazione reddituale e patrimoniale. Pertanto, chi non ha più diritto di usufruire di un alloggio Erp perché il suo reddito o patrimonio supera quello massimo stabilito, è giusto che lasci ad altri la possibilità di beneficiare di tale opportunità. “Con i nuovi criteri – commenta l’assessore ai Servizi sociali Danilo Rinaldi – il canone di affitto sarà definito oltre che sulla base del reddito dell’inquilino anche in base alla tipologia dell’appartamento, della metratura e della zona, cioè se l’abitazione si trova in zone urbane o rurali. Questi indicatori permetteranno di calcolare un canone di affitto cosiddetto ‘oggettivo’, che non verrà applicato solo per le famiglie a bassissimo reddito che rientrano nella fascia di protezione”.

Gli assegnatari sono infatti distinti in tre fasce la prima delle quali è quella appunto di “protezione” con un reddito Isee non superiore a 7.500 euro a cui viene applicato il canone minimo, mentre le restanti due fasce il canone è conteggiato in maniera progressiva. Nella seconda fascia, di “accesso”, rientrano coloro che hanno un reddito Isee fra i 7.500 e i 17.154 euro. Appartengono invece alla terza fascia, quella di “permanenza”, gli inquilini in possesso di un Isee compreso fra 17.154 e 24.016 euro. Per l’assessore Danilo Rinaldi si tratta di provvedimenti particolarmente importanti perché ancor più improntati a criteri di equità sociale. Infatti, riducendo la soglia di reddito oltre la quale scattano le condizioni di decadenza, viene maggiormente favorito il principio di rotazione grazie al quale aumentano le possibilità di usufruire di un alloggio di edilizia residenziale pubblica. “Abbiamo sempre prestato la massima attenzione rispetto alla permanenza dei requisiti che danno diritto a usufruire di un alloggio Erp – aggiunge l’assessore ai Servizi sociali Rinaldi – e non c’è dubbio che le nuove disposizioni rafforzino questa impostazione volta a dare maggiori possibilità a coloro che si trovano in condizioni di bisogno. Al tempo stesso l’auspicio è quello di poter aumentare il numero degli alloggi di edilizia residenziale pubblica e in proposito entro il corrente anno saranno ultimati i dieci nuovi appartamenti in fase di costruzione in via Di Vittorio, l’assegnazione dei quali è prevista nel primo semestre del 2018”.

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