Mercoledì, 22 Settembre 2021
Cronaca

ArciGay denuncia le scritte omofobe davanti alla vetrina del SexyShop

Marco Tonti: "Ringraziamo anche l'anonimo graffitaro che ci mostra plasticamente quanto ormai l'omotransfobia sia roba da miserabili patologici in via d'estinzione"

E' il Presidente Arcigay Rimini "Alan Turing", Marco Tonti, a denunciare le scritte omofobe apparse davanti alla vetrina del SexyShop "Vizia" di Miramare e a portare la solidarietà del popolo LGBT ai titolari del negozio preso di mira anche in passato. "Ancora una volta, a distanza di un anno, bisogna solidarizzare con il "Vizia shop" di Miramare, ormai appuntamento fisso di qualche omofobo preda di una "magnifica ossessione" genital-sessuale - dichiara Tonti. - Un esibizionismo dai contorni patologici che lo spinge non solo a insultare Arcigay (senza nemmeno scriverlo correttamente), ma perfino a usare il nome della nostra associazione come offesa nei confronti di un negozio che si dedica, giustamente e apertamente, anche al godimento della sessualità LGBT. "Arcigay porci", e torna subito in mente "Porci con le ali" il libro-diario "sessuo-politico" icona degli anni '70. Che il nostro anonimo poeta murale sia rimasto bloccato indietro di qualche decennio è abbastanza chiaro, anche se quello è stato anche un periodo di libertà e ideali che forse si dovrebbero recuperare. Porci chissà, su quello ognun per sé, ma sicuramente "con le ali" come il nostro simbolo, il Pegaso".

"In una stagione estiva che, per le ovvie ragioni, non ha permesso di organizzare il Rimini Summer Pride - conclude Tonti - dobbiamo ringraziare chi si espone sui nostri temi e che fa un pride di ogni gesto, un pride che vive nelle strade e nelle spiagge, che sfida la banalità dei luoghi comuni e che costringe questi mediocri a esporsi per poter affermare oggi un pensiero discriminatorio e offensivo perché sentono che ormai la loro stagione volge al termine. Ringraziamo quindi il Vizia Shop perché non ha paura di esporsi, ma ringraziamo anche l'anonimo graffitaro che ci mostra plasticamente quanto ormai l'omotransfobia sia roba da miserabili patologici in via d'estinzione.

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