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"Aspettami che quando torno ti sparo in bocca e ti uccido"

Alla seconda udienza che vede imputati due fratelli autori di un'aggressione in un bar di Rivazzurra, lo scorso 1 giugno, parlano i testimoni

La vicenda risale allo scorso 1 giugno quando in un bar di Rivazzurra, in via Dei Martiri, andò in scena una violenta lite tra due ragazzi e un elettricista riminese 49enne al termine della quale la vittime venne ricoverata in ospedale e furono necessari 25 punti alla testa per suturare la ferita. A scatenare l’ira del maggiore dei due fratelli sarebbe stata, secondo il suo racconto, un apprezzamento che il 49enne aveva fatto alla sua ragazza quando erano entrati nel bar. Ne era nata così una prima discussione con l’elettricista che era stato aggredito e, solo grazie all’intervento dei presenti, i due erano stati divisi con il ragazzo che, a fatica, era poi stato caricato a forza sull’auto.

Prima di andarsene, l’aggressore aveva minacciato il 49enne promettendogli che, entro poco, sarebbe tornato per sparargli in bocca e ucciderlo. Mentre l’elettricista veniva medicato da alcuni infermieri, l’aggressore era tornato in via Dei Martiri insieme al fratello minore e, dopo aver esploso un colpo di pistola, avevano nuovamente picchiato a sangue l’uomo. Nell’udienza di oggi, sul banco dei testimoni hanno parlato quanti si trovavano sulla scena dell’aggressione. Il primo è stato il barista che ha raccontato quanto era successo riconoscendo il maggiore dei due fratelli come l’autore della scenata che ha scatenato poi il ferimento dell’elettricista. È stata poi la volta dei due infermieri dell’ambulanza, fermata da alcuni passanti, che per primi hanno soccorso il 49enne e che poi si sono visti arrivare davanti i due fratelli armati di pistola per chiudere i conti. 

Uno dei due infermieri, nel suo racconto, ha ricordato come avesse cercato di difendere il 49enne, facendo scudo con il proprio corpo, dall’ira dei due ragazzi armati mentre, intorno a loro, si scatenava un fuggi fuggi generale dopo i colpi di pistola. Uno dei due aggressori, secondo il racconto del sanitario, era però riuscito a ferire nuovamente il 49enne con un corpo contundente alla testa e, dopo l’aggressione, entrambi erano fuggiti a bordo di uno scooter. I presenti, tuttavia, erano riusciti ad annotare la targa del motorino e a fornirla ai carabinieri, arrivati sul posto a sirene spiegate, che erano poi stati in grado di risalire ai due fratelli e ad arrestarli con l’accusa di lesioni personali. Dopo il racconto dei testimoni, l’udienza è stata rinviata al prossimo 3 ottobre.

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