Bilancio Acer, pronte 500 case grazie all’abbassamento del valore Ise necessario

Nel corso del 2015 saranno 89 i nuovi alloggi completati e consegnati a fronte delle 2300 famiglie in graduatoria per un alloggio erp

E’ tracciata la strada, per quanto riguarda le politiche abitative della provincia di Rimini, almeno nel breve – medio periodo. Ed è la strada del recupero e riuso del patrimonio immobiliare esistente, a fini di locazione a canone calmierato. Anche perché se da un lato non sussistono più le condizioni, in primo luogo economiche, per un importante piano di nuove edificazioni, dall’altro, invece, sono stati rinnovati alcuni finanziamenti per la locazione, sia da parte dello Stato sia da parte della Regione Emilia Romagna. In quest’ottica saranno orientate le politiche di ACER per il 2015, attraverso la possibile acquisizione di immobili sul mercato privato per essere adibiti a locazione calmierata, anche da aste di enti pubblici come ad esempio Anas, Poste, Inpdap, Insp, Rfi, Equitalia. Con il Comune di Rimini è inoltre in corso un confronto per verificare la presenza di immobili in centro storico, sempre da acquistare all’asta e da adibire a tale uso. Il tutto mentre resta aperta la speranza che dalla Regione giungano segnali concreti rispetto all’abbassamento del valore Ise necessario per un maggior turnover negli alloggi di edilizia residenziale pubblica (erp), manovra che consentirebbe di liberare, una tantum, ben 500 alloggi. 

Queste le linee di tendenza evidenziate dal presidente di ACER Rimini Cesare Mangianti (affiancato dal  vice Carlo Alberto Celli, dall’altro membro del cda Stefano Stargiotti e dal direttore generale Alessandra Atzei) ieri nel corso della Conferenza degli Enti, in Provincia, in cui ha illustrato, con sua relazione, il bilancio preventivo per il 2015. Un anno, ha spiegato, che dovrà essere di consolidamento dei risultati raggiunti.
I dati. A fine 2015 ACER gestirà 2.627 alloggi, vale a dire più 1.232 rispetto ai 1.940 “ereditati” dall’ex provincia di Forlì – Cesena, al netto dei 545 venduti ai sensi di legge: operazione che ACER auspica non si ripeta perché tutt’altro che utile per le politiche per la casa, sebbene nel Decreto Lupi qualche periodo in questo senso ci sia. A queste si aggiungono unità immobiliari non ad uso abitativo e di proprietà di ACER (garage, uffici e altro) che portano il totale a 2.687. Di qui l’appello, ai Comuni che ancora non l’hanno fatto, a non applicare ad ACER la tasi, su questi ultimi alloggi, il cui fine ultimo è comunque di natura sociale. Così come, ai Comuni che non l’hanno già fatto, si chiede di adeguare i canoni minimi per irrobustire la capacità di autofinanziamento di ACER, specialmente per le manutenzioni. La media dei canoni si assesterà, a fine 2015, sui 140 euro contro i 109 del  2004.

Nel corso del 2015 saranno 89 i nuovi alloggi completati e consegnati: i 27 del contratto di Quartiere Ex Macello e probabilmente i 58 di Tombanuova (se non si dovesse riuscire a fine anno si parla, al massimo, di inizio 2016), sempre a Rimini, poi 4 a Montefiore (94 quelli consegnati nel corso del 2014, gli attesissimi 89 di Viserbella e 5 a Riccione, Ghetto del Rio). Per i prossimi anni è in corso un progetto per la realizzazione ex novo di 3 alloggi a Santarcangelo (località San Martino dei Mulini, via Tomba)  e di 5 alloggia Coriano. Mentre sul fronte del recupero, sempre a Santarcangelo entro il 2015 saranno completati 2 alloggi in un edificio di proprietà comunale in via Trasversale Marecchia. Ammonteranno a poco meno di due milioni di euro gli investimenti previsti per il 2015 in manutenzioni straordinarie (in particolare per interventi mirati al risparmio energetico) e a circa un milione, derivante dai canoni, per le manutenzioni ordinarie.
Sono, d’altra parte, 2.300 le famiglie in graduatoria per un alloggio erp.

Uno dei problemi, come detto, è il turnover pressochè assente negli alloggi per superamento dei limiti ise per la permanenza. Attualmente, una volta ottenuto un alloggio erp, per perderne il diritto un nucleo famigliare deve superare, per due anni di fila, l’ise di 51.463 euro: una somma troppo alta. Sarebbe opportuno parificarla al limite d’ingresso, vale a dire 34.381 euro. In questa maniera si otterrebbe un turnover del 20 per cento degli alloggi, contro l’attuale 3 per cento. Basti pensare che così facendo tornerebbero “in circolo”, per coloro che ne hanno veramente bisogno, ben 500 alloggi.

Altro capitolo cui il presidente Mangianti tiene molto, il contrasto delle dichiarazioni mendaci. Un impegno che nel corso di un decennio ha consentito di recuperare ise evaso pari a cinque milioni di euro. Il fenomeno d’altra parte, purtroppo, non è stato sradicato. Se per l’anno d’imposta 2001 l’evasione accertata era stata di oltre 850mila euro per 173 nuclei famigliari, per il 2011 i nuclei che si sono “macchiati” di questa irregolarità sono stati ancora 163 per un valore di oltre 550mila euro. E’ emerso inoltre il caso di un assegnatario possessore di immobili la cui rendita catastale comporta il superamento dei limiti previsti per la permanenza negli alloggi erp: è stato segnalato al Comune di residenza per l’avvio del processo di decadenza.

Purtroppo nel 2014 è ulteriormente aumentato il fenomeno della morosità , e la previsione è che per il 2015 la relativa percentuale si attesti sul 12 per cento. Ed è proprio a causa di tale fenomeno che ACER sta gradualmente dismettendo la gestione in proprio di alloggi come agenzia per la locazione: a fine 2015 ne resteranno 27, che saranno tutti dismessi entro il 2017. Si prevede invece di gestire 108 alloggi, su base provinciale, come emergenza abitativa ma per conto di Comuni, dell’Ausl e per rifugiati politici. Anche per quanto attiene all’attività di amministrazione condominiale è intenzione di Acer dismettere, nel 2015, l’amministrazione di 15 condomini privati, per i quali l’impegno è notevole a fronte di risultati economici non di pari livello. Così a fine anno i condomini gestiti resteranno 120 per circa duemila alloggi, comprendendo anche quelli in proprietà.

Altri servizi gestiti da ACER sono quelli per conto dei Comuni, tra cui le graduatorie e la mobilità: di qui la proposta del presidente Mangianti di creare graduatorie non più comunali ma “di vallata” per la Valconca e per la Valmarecchia, al fine di sinergizzare il lavoro e soprattutto i risultati dei Comuni che fanno parte delle relative Unioni. Il presidente ha concluso ringraziando i 30 dipendenti di ACER per l’abnegazione con la quale portano avanti il loro lavoro, consentendo di raggiungere risultati importanti, aggiungendo che il costo del lavoro incide, sul valore della produzione di ACER, per il 19 per cento, una delle percentuali più basse tra le Pubbliche Amministrazioni.

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