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Concorso Ausl truccato: condannati due dirigenti dell'azienda riminese

I funzionari avevano rivelato ad alcuni partecipanti gli argomenti delle tracce di un concorso pubblico indetto dalle aziende sanitarie di Rimini, Forlì e Cesena per tre posti di collaboratore professionale sanitario

Si è concluso venerdì sera, davanti al Tribunale di Rimini, il processo per il concorso ‘truccato’ al Palaterme di Riccione che aveva visto l’incriminazione di Angelo Rossi, 52 anni, all’epoca direttore dell’Unità operativa d’Igiene alimenti e nutrizione, e la collega Maura Lombardi, 47 anni, coordinatrice, entrambi imputati di rivelazione di segreto d’ufficio. I due funzionari dell'Ausl sono stati condannati entrambi a 1 anno e 4 mesi, pena sospesa, per aver fornito degli "aiutini" ai candidati. Era stato sei mesi dopo l’inizio dell’indagine, il 10 febbraio del 2008, che i due erano stati arrestati e messi ai domiciliari. Le manette erano l’epilogo del blitz che i carabinieri avevano fatto nel luglio precedente, al Palaterme di Riccione, mentre 151 candidati stavano svolgendo la prova scritta per concorrere a tre posti di tecnico di vigilanza e ispezione. In quell’occasione, i militari avevano sequestrato una montagna di documentazione, ma, soprattutto, dalle tasche di due candidati erano saltate fuori indicazioni troppo precise sugli argomenti d’esame. Ai due se n’erano aggiunti poi altri sette che, avevano ammesso, erano stati imbeccati da Rossi e della Lombardi che rivestivano, rispettivamente, il ruolo di presidente e commissario. I due funzionari erano stati subito indagati, ma di lì a qualche mese erano stato disposto il loro arresto. Naturalmente il concorso era stato annullato e l’Auls, oltre a revocare gli incarichi al dirigente, aveva annunciato che si sarebbe costituita parte civile.

Rossi difeso dall’avvocato Alessandro Petrillo, non aveva negato di avere aiutato i candidati, anche se aveva fornito solo indicazioni di carattere generale sulla prova del concorso. Ma, aveva giurato, l’aveva fatto esclusivamente per il bene dell’Ausl. Pensava infatti che sarebbe stato un bene per l’Azienda che a vincere il posto fossero quei giovani che ormai da un anno e mezzo lavoravano già lì con contratti a tempo determinato. Gente che aveva già dato prova di competenza, e dunque in quella scelta in cui lui non ci vedeva nulla di male. Quando a Maura Lombardi, assistita dall’avvocato Moreno Maresi, era stata invece categorica nel rspingere le accuse. Era stata sì presente ai colloqui che Rossi, suo superiore, aveva avuto con i candidati, ma lei non aveva mai rivelato nulla a nessuno, ed era stata chiamata come commissario solo per le sue competenze tecniche.

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