Prostituzione e controlli, i clienti preferiscono gli appartamenti ai residence

Per quanto riguarda i luoghi in cui le prostitute si appartano con i clienti, cresce la propensione ad utilizzare gli appartamenti privati al posto dei residence, soggetti a frequenti controlli negli ultimi anni

Continua l'attività finalizzata a contrastare il fenomeno della prostituzione in strada da parte della Polizia Municipale di Rimini. L'assessore alla Sicurezza, Jamil Sadegholvaad, ricorda che "è attivo uno specifico servizio, che, con regolarità, effettua controlli per il rispetto dell’ordinanza sindacale antiprostituzione, valida per il periodo estivo, e dell’articolo 32 del Regolamento di Polizia urbana. Ciò permette di avere una dimensione reale e continua di una problematica che ha effetti negativi sia diretti che indiretti, a partire dall’allarme sociale e dal degrado veicolato dall’attività di meretricio su pubblica via".

Sadegholvaad sottolinea inoltre che "Dall’attività di contrasto portata avanti dalla Polizia municipale di Rimini emerge come la dimensione del fenomeno in strada coinvolga attualmente una novantina di donne, gran parte delle quali di nazionalità rumena, bulgara, albanese e nigeriana; un numero di presenze leggermente inferiore rispetto a quello degli ultimi due anni, nonostante in luglio e agosto si aggiungono le prostitute provenienti da altre città (Milano, Bologna). Per quanto riguarda i luoghi in cui le prostitute si appartano con i clienti, cresce la propensione ad utilizzare gli appartamenti privati al posto dei residence, soggetti a frequenti controlli negli ultimi anni".

Oltre ai controlli costanti da parte della Polizia Municipale, da inizio estate sono state finora effettuate 4 operazioni interforze (Polizia di Stato, Polizia municipale e Carabinieri). Dall’inizio dell’anno sono state 68 le violazioni accertate e sanzionate all’ordinanza sindacale (fino a 500 euro, transato a 400 se pagato entro 60 giorni, per tutti coloro che pongono in essere comportamenti diretti ad offrire prestazioni sessuali a pagamento e per chi è sorpreso a richiedere informazioni e concordando l’acquisizione di prestazioni sessuali a pagamento) e 18 all’articolo 32 del regolamento della Polizia urbana (mille euro di sanzione per chi esercita la domanda di prestazioni sessuali a pagamento condotta a bordo di veicoli circolanti sulla via pubblica e sanzionando il soggetto che esercita l'attività di meretricio su strada pubblica non deve indossare abbigliamento indecoroso o indecente, ovvero mostrare nudità).

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"Cifre in crescita visto che nel 2013 furono 52 le sanzioni elevate durante tutto l’anno, mentre nel 2014 arrivarono a 78. Una decina i nuovi ‘fogli di via’ proposti dalla Questura - analizza l'assessore -. Numeri a significare come il Comune di Rimini, così come tutti gli Enti locali, stia sopperendo con iniziative e mezzi propri a una carenza legislativa che ancora non ‘riconosce’ il link tra attività di prostituzione in strada e degrado urbano. In un vuoto di leggi e norme, i Comuni cercano di contrastare con misure straordinarie (Rimini adotta dallo scorso anno un’ordinanza sindacale pilota in Italia) e con costanti controlli un’attività che crea allarme e indignazione nei cittadini. Anche per questo, nel pieno della stagione estiva, desidero ringraziare gli agenti della Municipale e gli uomini delle forze dell’ordine che portano avanti queste operazioni”.

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