Rimini sfiora i 400 casi, Venturi: "Riduzione significativa dei nuovi malati"

Il commissario: "Calo del 10% di nuovi positivi, i provvedimenti messi in atto dal sindaco stanno dando i risultati"

In Emilia-Romagna sono complessivamente 2.644 i casi di positività al Coronavirus, 381 in più rispetto all’aggiornamento di ieri. Passano da 8.787 a 10.043 i campioni refertati. Si tratta di dati disponibili e accertati alle ore 12, sulla base delle richieste istituzionali. Complessivamente, sono 1.055 le persone in isolamento a casa perché con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere, o prive di sintomi; quelle ricoverate in terapia intensiva sono invece 152 (24 in più rispetto a ieri). E salgono a 54 (ieri erano 51) le guarigioni, 51 delle quali riguardano persone “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione e 3 dichiarate guarite a tutti gli effetti perché risultata negativa in due test consecutivi.

Purtroppo, però, crescono anche i decessi, passati da 201 a 241: 40, quindi, quelli nuovi, che riguardano 22 uomini e 18 donne. Per 10 delle persone decedute erano note patologie pregresse, in qualche caso plurime, per le altre sono in corso approfondimenti epidemiologici. I nuovi decessi registrati riguardano 24 residenti in provincia di Piacenza, 8 in quella di Parma, 1 in quella di Reggio Emilia, 4 in quella di Bologna, 2 in quella di Ferrara e 1 del lodigiano.

In dettaglio, questi sul territorio i casi di positività, che invece si riferiscono non alla provincia di residenza ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: Piacenza 853 (143 in più rispetto a ieri), Parma 570 (52 in più), Rimini  398 (35 in più), Modena 306 (55 in più), Reggio Emilia 153 (15 in più), Bologna 195, di cui 63 del circondario imolese (complessivamente 40 in più, di cui 16 a Imola e 24 a Bologna), Ravenna 78 (23 in più), Forlì-Cesena  62 (di cui 38 a Forlì, 8 in più rispetto a ieri, e 24 a Cesena, 5 in più rispetto a ieri),  Ferrara 29 (5 in più rispetto a ieri).

"Per quanto riguarda Rimini, abbiamo registrato una riduzione significativa dei nuovi malati - ha commentato il commissario regionale Sergio Venturi - intorno al 10%. I 35 nuovi casi di oggi, infatti, rappresentano un calo dopo alcuni giorni che registravano un aumento di 50 unità alla volta. I provvedimenti messi in atto dal sindaco Andrea Gnassi stanno dando i loro risultati. Ci attende una settimana difficile ma speriamo di superarla e iniziare a vedere la luce e ci aspettiamo che il numero dei nuovi casi, nei prossimi giorni, vada a ridursi. Allo stesso tempo abbiamo qualche notizia positiva in più rispetto a ieri: a livello regionale circa la metà dei muovi casi è rappresentato da persone che sono curate presso la loro abitazione. Ci sono anche molte persone che, nonostante i tamponi positivi, hanno sintomi molto lievi o assenti e non è necessario di ospedalizzarle".

Dei casi riminesi, 380 sono residenti in provincia di Rimini e 18 hanno, invece, residenza fuori provincia. Rispetto a ieri si è registrato, dunque, un incremento di 31 casi di residenti in provincia di Rimini, di cui 20 uomini e 11 donne, cui si aggiungono altri 4 residenti fuori provincia per un totale di 35 nuovi casi. Per quanto riguarda i cittadini residenti, 10 sono ricoverati in ospedale e 21 risultano a domicilio in quanto privi di sintomi o con sintomi leggeri. In un quadro complessivo, secondo i dati dell’Azienda Sanitaria, risultano circa 90 persone ricoverate con coronavirus, di cui 18 in terapia intensiva. Altre 20 le persone che hanno terminato oggi il periodo di quarantena.

Sono oltre 60, in tutto, i cittadini che hanno terminato il regime di osservazione e isolamento senza contrarre malattia. In tale condizione permangono circa mille persone. L’Ausl ha comunicato che, con riferimento specifico alla situazione epidemiologica da Covid-19, presso la Casa Residenza per Anziani gestita dalla medesima azienda, con sede a Montescudo, per il trattamento di alcuni pazienti risultati positivi al Coronavirus sono stati creati appositi spazi con l’attivazione di una consulenza medica e infermieristica appropriata specificamente dedicata. In particolare, è stata creata una equipe costituita da personale dell’assistenza e da medici infettivologi che, in coordinamento col medico di medicina generale che segue la struttura, dedicano una presa in carico appropriata per questi pazienti mantenendoli così nel loro ambiente di vita e con l’attivazione anche di altre consulenze mediche in caso di necessità.

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“Sono fiducioso che ce la faremo, tenendo duro e sapendo che nei prossimi giorni di potranno esserci degli incrementi ma poi vedremo la luce. Va bene come ci stiamo comportando - ha concluso Venturi - Lo vedo dalle strade deserte, lo sento nelle dichiarazioni delle persone, e nei flash mob che ci fanno battere le mani tutti insieme e ci fanno sentire vicini. Con un’ultima raccomandazione: stare insieme ai propri affetti vuol dire stare vicini, ma sempre a più di un metro di distanza, per salvaguardare i nostri cari e far sì che nessuno di loro si ammali per colpa nostra. Alla fine, come dice il Cardinale Zuppi, scopriremo che siamo diventati più comunità e saremo più forti. Impareremo a parlare tra di noi e avremo bisogno di abbracciarci, stringerci le mani e quando potremo farlo non sarà più come prima".

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